Giro d’Italia 2020: portoghesi in vista e favoriti in attesa

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Il podio della nona e dura tappa appenninica del Giro d’Italia, San Salvo-Roccaraso, parla portoghese. L’ultima volta che avevo scritto di ciclismo era per il Tour che era finito con un podio inedito, sloveno. Oggi la vittoria è andata al portoghese Ruben Guerreiro (Education First), “una specie di artista della bicicletta” come lo ha definito con generosità uno dei manager della sua squadra. La maglia rosa l’ha nuovamente indossata l’altro portoghese, João Almeida (Deceuninck Quick Step) che però perde, ancora una volta, manciate di secondi. Un altro sintomo della difficoltà del ciclista nel tenere il ritmo in salita nonostante i più accreditati, Nibali incluso, non abbiamo avuto la forza o abbiano scelto tatticamente di non scoprirsi finora. Sarà molto difficile che porti la maglia rosa a Milano. E comunque il Giro da un punto di vista dei duelli per strada non è ancora cominciato come sostengono alcuni esperti.

Alla tappa non ha preso il via uno dei grandi protagonisti, Simon Yates ritiratosi per aver contratto il coronavirus. Domani giornata di sosta e si è in attesa di altri tamponi che verranno effettuati tra oggi e domani.

Alla sosta, la classifica del Giro d’Italia si presenta molto corta: dietro ad Almeyda, a 30” troviamo l’olandese Wilco Kelderman (Team Sunweb) che era a 48” ieri, al terzo posto c’è Pello Bilbao Lopez De Armentia (Bahrain – Mclaren) con 39” di ritardo e ieri ne aveva 49 di secondi, al quarto Domenico Pozzovivo (Ntt Pro Cycling) a 53” ieri era a 1’11” e sesto in classifica generale, mentre a 57” al quinto posto c’è Vincenzo Nibali (Trek – Segafredo) che era a 1’07” e poi in due minuti ci sono altri otto corridori. Insomma della corsa rosa non c’è un padrone.

João Almeida ha indossato anche la maglia azzurra, quella assegnata al corridore con il maggior numero di punti conquistati sui traguardi dei Gran Premi della Montagna.

La San Salvo-Roccaraso è stata una tappa dura per un percorso altimetrico importante (4.000 metri di dislivello), per i suoi 208 km e per un clima invernale con pioggia e un fastidioso vento che soffiava da sinistra verso destra negli ultimi chilometri, quando la fatica si sarebbe fatta sentire di più. L’ultimo tratto era di 9,6 km al 5,7% di media ma con gli ultimi 2km, dopo un falsopiano in lieve discesa dove comunque si è dovuto pedalare anche per non patire le conseguenze del freddo, con pendenza media del 7% e punte del 12%.

All’arrivo, a Piano Aremogna, Guerreiro ha anticipato lo spagnolo Jonathan Castroviejo (Ineos Grenadiers) con uno scatto irresistibile e con un rapporto più agile da consentirgli di alzare le braccia tranquillamente sotto lo striscione.
Al posto dopo 58″, il giovane danese Mikkel Bjerg (UAE Team Emirates).

La fuga decisiva era partita prima del Passo Lanciano ed era composta da sette uomini compresi i primi due che sono arrivati ad accumulare un vantaggio di quasi sette minuti che davano la maglia rosa virtuale allo spagnolo Castroviejo. Il gruppo aumentando il ritmo ha diminuito di molto il divario dai fuggitivo, in particolare con l’azione della Trek-Segafredo di Vincenzo Nibali che però finirà con non avere troppe risorse interne alla squadra. Nessun altro proverà a forzare l’andatura o a scattare seriamente per riprendere i fuggitivi e così la fuga si è potuta portare a termine grazie anche alla perseveranza di Guerreiro e Castroviejo.

Si riparte martedì con la tappa di 177 km da Lanciano a Tortoreto che potrebbe se gli uomini più accreditati avessero testa e gambe e vista la classifica corta, sconvolgere la Rosa aiutati dai muri del Teramano con pendenze in alcuni punti oltre il 20%.
Ciro Ardiglione

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