Giulio Perrone, America non torna più

America non torna più Giulio Perrone
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Di qualsiasi cosa della vita si può affermare che non tornerà più eppure talune perdite sono tanto dolorose da non poter essere raccontate prima di una rielaborazione totale. A volte occorrono proprio molti anni: più di un ventennio dura il tempo tra gli eventi e la pubblicazione di America non torna più, romano autobiografico tenuto a lungo nel cassetto.

Giulio Perrone
Giulio Perrone

L’addio a un padre è un affare complicato, mai completamente risolto. La voce del padre resta dentro come quella del grillo parlante perché di un padre si sa sempre o meglio si suppone di sapere cosa avrebbe detto e cosa avrebbe fatto se fosse stato presente.
Tra genitori e figli, inesorabilmente, sono sempre tante le parole non dette e quelle dette male, fuori tempo, senza la giusta intonazione. Alla base di questa incomprensione, da una parte la tentazione di volere un figlio simile a se stessi e la conseguente difficoltà di accettare le sue scelte personali; dall’altra il desiderio di suscitare l’approvazione del genitore anche mentre si sta procedendo su strade a lui o lei non gradite, ed è proprio su quei percorsi che il bisogno di approvazione e rassicurazione diventa più urgente.

Giulio Perrone America non torna più

Giulio Perrone, scrittore ed editore, si decide ad affrontare questo lungo e coraggioso viaggio a ritroso nel tempo e nel profondo della sua memoria, chiedendo ad ogni ricordo di ripetere l’emozione a cui era collegato al costo di ripeterne lo strazio. Un’ulteriore prova di coraggio è quella richiesta per descrivere una vicenda autobiografica familiare attendendo la reazione di quelli che hanno vissuto gli accadimenti narrati e sono coinvolti nella storia diventandone personaggi.
Le pagine toccanti del doloroso addio tra un ragazzo ventenne e suo padre sono piene della rabbia tipica di un’età che non ha dimestichezza con la morte e che ancora della morte percepisce tutta l’ingiustizia. Si alternano con quelle scritte in corsivo in cui il figlio si rivolge direttamente al padre, o meglio al ragazzo che è stato suo padre. Rapportandosi con quel coetaneo, Giulio ritrova una complicità che è invece mancata con il genitore da adulto, tranne che nella comune “fede” calcistica. Quel Giampiero ragazzo, allegro e scanzonato, sempre impegnato con il gruppo di amici fedelissimi a combinarne delle belle, è certamente più vicino ad un figlio che sta per diventare il suo orfano.
Dispersa tra le pagine una infinita tenerezza nei semplici gesti dell’accudimento in cui il figlio è costretto a riconoscere la debolezza del padre e a non abusarne.

America non torna più, come tutti i romanzi incentrati sulle storie famigliari, può essere di grande aiuto a chi non si perdona il conflitto non ricomposto con il genitore scomparso perché il racconto, nella sua autenticità, svela tutte le contraddizioni di una dinamica tanto complessa eppure così cruciale per l’esistenza come quella che è il rapporto genitori/figli.
Con questo nuovo romanzo Perrone si spinge molto profondamente nella rivelazione di sé mostrando tutte le fragilità connesse alla condizione in cui non si ha più un antenato rispetto al quale contrapporsi per definire se stessi, uno stato che diventa ancora più difficile quando arrivano figli con cui confrontarsi, prendendo posizioni come padre e come persona.
Stefania Squillante

Giulio Perrone
America non torna più
HarperCollins Italia, 2021
pagine 180
€ 17,00

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