Alfabeto letture alternative: Giuseppe Genna

Giuseppe Cenna Grande Madre Rossa
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“Pochi secondi dopo, mentre crollano gli ultimi residui e tutto l’immenso palazzo si è piegato su se stesso ed è andato a riempire l’incredibile voragine, come un vulcano lapilli di pietra incandescente schizzano verso l’alto nell’aria in un raggio di trenta chilometri dalla voragine.
Dieci secondi dopo incredibilmente c’è silenzio.
È esploso e crollato a Milano il Palazzo della Giustizia.”

Grande Madre Rossa Giuseppe GennaGiuseppe Genna, nato a Milano nel 1969, si muove fin da giovane nel campo dell’editoria e nel 1984 assume un importante incarico consulenziale presso la Presidenza della Camera dei Deputati che gli consente di conoscere e studiare da vicino i meccanismi delle commissioni governative.
Questa esperienza personale lo influenza probabilmente nella scelta dei temi dei suoi primi romanzi (Catrame del 1999, Nel nome di Ishmael del 2001, Non toccare la pelle del drago del 2003) che oscillano tra il noir, il thriller e la spy story.
Nella Grande Madre Rossa, pubblicato nel 2004, ritroviamo come protagonista l’ispettore Guido Lopez, uno stropicciato, amareggiato e disincantato investigatore alle prese con i misteri irrisolti di un’Italia in disfacimento. Lo seguiamo muoversi in una Milano devastata da un attentato criminale che ha provocato l’esplosione e il crollo del Palazzo di Giustizia mentre in collaborazione, o forse in concorrenza, con servizi segreti, task force e gruppi antiterrorismo europei e americani, tra depistaggi, doppi giochi e tradimenti, cerca di recuperare preziosi documenti rimasti sepolti. Si trova così a scoprire l’esistenza di una nuova e spietata organizzazione criminale che intende distruggere l’intera civiltà.
Tutto ciò a un ritmo vorticoso e adrenalinico, supportato da una scrittura veloce, incalzante, esasperatamente paratattica, che ha il pulsare del ticchettio di una bomba a orologeria pronta a esplodere e a disgregare tutte le nostre presunte certezze.
È un romanzo di fiction attuale come una cronaca nel quale realtà e finzione, invenzione e verità, si mischiano e confondono continuamente trasmettendoci un senso di profondo disagio. Che è poi lo stato d’animo concreto nel quale viviamo la nostra confusa realtà. È  anche un prezioso e raffinato esercizio di stile con il quale Giuseppe Genna pone spesso la scrittura, la scelta terminologica, la struttura sintattica in primo piano rispetto alle stesse vicende narrate, operando un interessante e convincente rinnovamento del romanzo di genere.

Ecco di seguito un’alternativa che, pur in un genere del tutto differente, fa dello stile uno dei suoi punti di forza.

Giorgio Ghiotti Gli occhi vuoti dei santi

“Presto o tardi se ne vanno tutti, questo l’ho imparato, non ci si può far niente. Funziona come con le madri, c’è l’amore viscerale e poi la ribellione e la fuga, è il taglio di un cordone ombelicale che prima nutre e poi non nutre già più, inietta veleno.”

Giorgio Ghiotti, nato a Roma nel 1994, è un giovane e promettente poeta, scrittore e critico letterario. Questo suo libro, pubblicato nel 2019, raccoglie dodici racconti dai quali emerge un profondo disagio esistenziale; il ritratto di vite alla ricerca, sempre delusa, di un senso, di un significato che metta d’accordo il passato, spesso traumatico, con un insoddisfatto presente.
Si narra di ragazzi nel delicato passaggio dall’adolescenza all’età adulta, delle amicizie infantili e della loro trasformazione in struggenti ricordi, del difficile e conflittuale rapporto con i genitori, delle nuove iniziazioni sessuali di adulti che cercano di sconfiggere l’inesorabile avanzare del tempo. Il tutto con un linguaggio e una costruzione della frase spesso più vicini alla poesia che alla prosa, anche in virtù di una precisa scelta di ritmo e musicalità da parte dell’autore.
Un libro pieno di drammi e di lucide sofferenze che riesce, grazie alla commossa partecipazione di Ghiotti, a infonderci una malinconica serenità.

GianLuigi Bozzi

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La stesura di questo Alfabeto non ha alcuna particolare pretesa.
Vuole solo essere un gioco, un espediente per ricordare e segnalare autori e titoli che ritengo validi.

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