Gli affari delle multinazionali del web e gli immigrati

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Dopo vari tentennamenti le multinazionali del web hanno deciso di attaccare frontalmente Trump e il suo Muslim ban che blocca l’arrivo negli USA dei cittadini provenienti da Siria, Libia, Iraq, Iran, Somalia, Yemen e Sudan, 7 paesi a maggioranza islamica. Una battaglia sacrosanta che comunque difende interessi del “capitalismo delle piattaforme” incentrato e cresciuto a dismisura con la globalizzazione e il suo risvolto di braccia e menti di tutti i paesi del mondo. Un modello alla cui base c’è anche una forte spinta al ribasso dei salari e degli stipendi con un altro corollario nefasto che è quello della restrizione dei diritti dei lavoratori. E poi non credo che Trump, in fondo, voglia contrastare le varie Google, Facebook, Airbnb, Linkedin,Twitter, Spotify, Netflix, Foursquare, Kickstarter, Gopro, Meetup,… Sono uno dei principali pilastri dell’economia di dominio americana.

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