Gli Ogm sfondano in Europa con la complicità della Germania

San Severo masseria
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La Commissione europea autorizzerà le coltivazioni Ogm, nel caso specifico, teniamolo bene a mente, il mais transgenico 1507. E non sembrano esserci molte strade per opporsi. Con l’arrivo delle sementi della multinazionale americana Pioneer Dupont  rischiamo – se non cambiano le regole e se non si ferma il famigerato e poco conosciuto trattato commerciale tra USA e UE (TTIP)– una vera e propria invasione.
Un’altra cosa dobbiamo tenere bene a mente: l’astensione della Germania nel Consiglio europeo ha impedito la formazione di una maggioranza qualificata che avrebbe bloccato la decisione. Secondo lo Spiegel on line è Angela Merkel a vedere positivamente gli Ogm, una posizione «cui sono contrari l’88% dei tedeschi, il 76% degli italiani, e parte della stessa Grosse Koalition al potere qui – [che] appare inspiegabile e inquietante» [1].


Per non dimenticare L’Aquila. Foto Massimiliano Scanavini

Nel Consiglio Affari generali la situazione  che si è determinata è quella di 19 Stati membri contrari agli Ogm (Italia, Francia, Ungheria, Grecia, Romania, Polonia, Olanda, Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Irlanda, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Slovacchia e Slovenia), solo 5 a favore (Spagna, Gran Bretagna, Finlandia, Estonia e Svezia) e 4 astenuti (Germania, Portogallo, Repubblica Ceca e Belgio). Il meccanismo dei pesi assegnati alle singole nazioni nelle votazioni ha fatto si che l’astensione della Germania impedisse il voto contrario e quindi si bloccasse il processo autorizzativo. Adesso la decisione è nelle mani della Commissione che al momento non può non ottemperare alle due sentenze della Corte di Giustizia Ue su due ricorsi del 2007 e del 2010 obbligato la Commissione di risolvere definitivamente la questione.

Intanto una lettera sottoscritta da 12 paesi, Italia compresa chiede di fermare il processo autorizzativo in seno alla Commissione che, come recita la lettera, «non può ignorare le preoccupazioni legali, politiche e scientifiche di così tanti Stati». La presidente dei Verdi europei Monica Frassoni spiega che «il voto contrario all’autorizzazione trova fondamento anche, dal punto di vista aziendale, nelle forti lacune della valutazione dei rischi effettuata dall’Efsa [Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ndr] non solo su lepidotteri e su specie acquatiche, ma soprattutto per quanto riguarda la tolleranza del mais 1507 al glufosinato ammonio, caratteristica che porta ad un maggiore impiego di questo pericoloso erbicida» [2]. Basti pensare ai danni che un uso intensivo e diffuso di agenti chimici può creare alle falde acquifere.


Per non dimenticare L’Aquila. Foto Massimiliano Scanavini

Oramai è dagli anni ’90 che le coltivazioni transgeniche non avanza perché di fatto non ha nessun valore positivo per le popolazioni e per le economie  agricole eppure le multinazionali del settore spingono per poterle diffondere con l’obbiettivo di controllare un’economia fondamentale per il futuro del mondo.
Sono antieconomici ed è una vera fandonia quella della risoluzione della fame nel mondo. Antieconomici per tutti coloro che devono ogni anno comprare le sementi e antieconomico per il sistema perché per continuare a produrre in maniera tradizionale o biologico bisogna investire per mettere in sicurezza le coltivazioni.
È solo un affare per i soliti noti.
Pasquale Esposito

[1] Andrea Tarquini, “L’Europa da il via libera al mais Ogm”, la Repubblica, 14 febbraio 2014, pag. 19
[2] Eleonora Martini, “«La commissione sbaglia. L’Italia cambi le norme UE»“, il Manifesto, 14 febbraio 2014, pag. 6

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