Gli strappi alla democrazia di Renzi

Roma Quirinale
history 1 minuti di lettura

Il governo, con a capo ancora Renzi, ha ottenuto la fiducia al Senato sulla Finanziaria 2017. Questa non è esattamente una procedura normale per un premier dimissionario. Un Senato che, nonostante sia stato  appena confermato dalla bocciatura del referendum, non ha potuto influire, con delle modifiche, su una delle leggi più importanti della vita del paese. Comportamenti che hanno spinto ad una riforma costituzionale non pienamente condivisa e così pure ad una legge elettorale. E poi la personalizzazione del voto referendario stesso, finito con l’essere un votazione pro o contro Renzi. E come ha scritto Norma Rangeri fino all’ultimo si è fatto beffa delle regole con «la pagliacciata delle dimissioni televisive, […], hanno imbarazzato e intralciato il lavoro del presidente della Repubblica, l’unico che le avrebbe dovute ricevere in prima battuta […]»

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article