Global Terrorism Index 2015: la geografia del terrore e il suo carico di morte

mappa del terrorismo 2015
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Dall’anno 2000 secondo l’indipendente Institute for Economic and Peace (IEP) ci sono stati circa 61.000 attacchi terroristici e più di 140.000 persone morte.
Rispetto al 2000 il numero è cresciuto di nove volte. Un dato che ci dice quanto che questa violenza sia tipica della storia dei nostri tempi, come ci confermano gli attentati di Parigi.

Uno degli aspetti più negativi del  Global Terrorism Index 2015 è che il terrore è cresciuto e di molto. Nel 2014 le vittime sono state l’80% in più del 2013 per un totale di 32.658 assassinati. Si tratta di dimensioni che purtroppo si confrontano con quelle di vere e proprie guerre.
Il territorio su cui si sta diffondendo diventa sempre più largo tanto che le nazioni con più di 500 morti per terrorismo è più che raddoppiato, passando dalle 5 del 2013 alle 11 dello scorso anno. Qulle nuove sono la Somalia, l’Ucraina, lo Yemen, la Repubblica Centrafricana, il Sud Sudan e il Camerun. E come spiega Steve Killelea, Presidente esecutivo di IEP, «dieci degli undici paesi più colpiti dal terrorismo hanno anche i più alti tassi di rifugiati e sfollati interni. Ciò evidenzia la forte interconnessione tra la crisi dei rifugiati in corso, il terrorismo e i conflitti». Parole che dovrebbero farci riflettere su iniziative guerrafondaie nel passato e nel presente, tra l’altro senza quasi mai immaginare il futuro dei paesi e delle comunità coinvolte.

Il rapporto rileva che il 92 % di tutti gli attacchi terroristici tra il 1989 e il 2014 si è verificato nei paesi dove la pratica della violenza politica da parte dei governi era diffusa, e sempre nello stesso periodo l’88 % di tutti gli attacchi ha avuto luogo in paesi che stavano vivendo o erano coinvolti in conflitti violenti.

La geografia del terrore è molto sbilanciata proprio a causa delle evidenza a cui abbiamo fatto cenno. Infatti l’Europa e il Nord America sono stati teatro di morte in misura decisamente minore, dove dal 2000, comprendendo gli attentati dell’11 settembre, le vittime sono state il 2,6% del totale.
Nel 2014 il 78% delle morti e il 57% degli episodi di terrorismo si sono concentrati in cinque paesi: Afghanistan (4.505), Nigeria (7.512), Pakistan (1.760), Siria (1.698) e Iraq che, nel 2014, ha il triste primato con oltre 9.000 uccisioni, quasi venticinque al giorno. La Nigeria è quella che invece ha subito l’escalation più tremenda con una crescita degli attentati del 317% per un totale di 7.512 vittime. Una grande crescita di vittime e attentati c’è stata anche in India che si trova al sesto posto dei paesi più colpiti con 416 morti, il dato più altro dal 2010.
E alla situazione della Nigeria è collegata la mattanza di Boko Haram, gruppo nigeriano che sarebbe affiliato al califfo Abu Bakr al Baghdadi anche se si muove in autonomia. Delle 7.512 morti in Nigeria Boko Haram ne è responsabile per 6.644 (oltre a 1.700 feriti). I terroristi dell’Isis sono arrivati a 6.073 uccisioni e quasi 5.800 feriti. Insiem i due gruppi terroristici hanno provocato il 51% delle vittime nel 2014. Al terzo posto il rapporto mette i Talebani con 3.477 uccisioni e al quarto c’è il Fulani militant group nati all’nterno dell’etnia Fula e che agisco in diverse aree dell’Africa occidentale, Nigeria e Repubblica Centraficana soprattutto, e che dalle 80 vittime del 2013 sono passati alle 1.229 del 2014.

Va detto anche che il rapporto precisa che la maggioranza delle nazioni non ha avuto morti per terrorismo nel 2014 e che l’omicidio è stata la causa di morti violente in misura 13 volte superiore a quelle provocate dal terrorismo. E anche su questi dati dovremmo fare un riflessione sulla diffusione e pervasività della violenza sviluppata nelle vite.

Alle tragedie umane con migliaia di vittime e feriti più o meno gravi c’è anche un costo economico del terrorismo che allarga i suoi effetti e che ha raggiunto nel 2014 una cifra spaventosa nelle valutazione degli analisti: 52,9 miliardi di dollari superando i 51,51 miliardi di dollari del 2011 quando ci fu l’attacco alle Torri gemelle e al Pentagono.
Pasquale Esposito

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