Grotesk! Ridere rende liberi

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Bruno Macallini in una performance travolgente: elegante, sagace, ironico e agghiacciante; istrionico omaggio e nobile testimonianza all’opera e al sacrificio dei grandi artisti del cabaret all’epoca della Germania nazista; una prova artistica importante che conferma Bruno Maccallini, come brillante e versatile talento teatrale. Il suo Grotesk, un po’ mago, un po’ chansonnier, funambolo della risata e del paradosso, è un personaggio straordinario, protagonista di quell’amaro KABARETT che imperversa nella Berlino moderna e disinvolta degli anni ‘20 e’30. Sono tanti gli artisti che lo animano, sono bravi e sono per la gran parte di origine ebraica. Grotesk ne rappresenta la summa, l’integrazione, l’emblema.

La crescente avanzata di Hitler e l’affermazione del nazismo al potere coglie Berlino incredula e impreparata e presto anche il mondo dello spettacolo ne viene inquinato e travolto.
La Germania di Weimar democratica, radicale e antimilitarista si allontana, il riso è una forza buona e potente, che si oppone al principio d’autorità e alla sacralità dei nuovi dogmi; ma nessuno ormai può più osare di dire che l’Imperatore è nudo!
Walther Mehring con le sue potenti contestazioni radicali, Kurt Tucholsky con i suoi sottili paradossi, Kurt Weill e Friedrich Holländer con le loro bellissime musiche e tanti altri, che prima venivano acclamati, ora scivolano inesorabilmente, passando dai teatri importanti ai margini delle scene, dimenticati dal grande pubblico “ariano” che un tempo li applaudiva; sottoposti ad una dura censura, boicottati e via via sempre più limitati nella loro libertà di espressione, quegli artisti furono capaci di continuare a divertire vittime, oppressori e carnefici, passando dalle scene dei teatri a quelle dei campi di concentramento.

Grotesk!. Bruno Maccallini

Esistenze eroiche e liriche, spese fino alla fine in un canto sottile e disperato di libertà e di sberleffo al potere e a quelli che pavidamente o ottusamente vi aderirono; un umorismo inossidabile, capace di sfidare il comune buonsenso, di affacciarsi sul vuoto spalancato dal regime nell’estremo tentativo di resistere e non essere inghiottiti dalla dilagante follia.

Grotesk si fa interprete di tutte queste voci, che rivivono sul palcoscenico grazie anche alle musiche bellissime suonate dal vivo da Pino Cangialosi (pianoforte, fagotto, percussioni e fisarmonica) Stefano Costantini (tromba) e Vittorio Sonsini (contrabbasso).

Ispirato al saggio di Antonella OttaiRidere rende liberi. Comici nei campi nazisti”, riscritto a quattro mani con Maccallini per adattarlo alle scene, lo spettacolo torna a Roma, al Palladium fino al 3 marzo.
È un ritorno necessario e doveroso verso il pubblico, dopo il successo raccolto nella scorsa stagione e anche una buona palestra per allenarci tutti a coltivare uno spazio di libertà e critica sociale, in tempi fortunatamente lontani da quel clima, ma non poi così tanto da evitare i rischi di un possibile contagio: nazionalismi e populismi sono mali dell’umanità contro i quali la cultura è l’unico vaccino e il teatro un’ottima terapia di prevenzione. Diffusione e ridondanza e soprattutto partecipazione modalità irrinunciabili di inoculamento.
Sabrina Mancini

Grotesk! Ridere rende liberi
Dal 28 febbraio al 3 marzo
Teatro Palladium, Roma

testo liberamente ispirato ai maggiori autori dell’epoca di Weimar
tratto dal volume “Ridere rende liberi” di Antonella Ottai
canzoni di Max Hansen, Friedrich Holländer, Jacob Jacobs, Hermann Leopoldi, Paul Lincke, Martin Roman, Kurt Weill, musiche originali di Pino Cangialosi, eseguite dal vivo da Kabarett Ensemble.
traduzioni dal tedesco Bruno Maccallini
adattamenti in italiano delle canzoni Franca d’Amato

regia Bruno Maccallini
regia audiovisiva Benedetto Sanfilippo
testi e ricerche iconografiche Antonella Ottai
musiche originali Pino Cangialosi
Kabarett Ensemble: Stefano Costantini tromba – Vittorio Sonsini contrabbasso – Pino Cangialosi pianoforte, fagotto, percussioni, fisarmonica
voce narrante Franca d’Amato
visual Luca Ruzza con Tiago Branchini
luci Maurizio Montobbio
costumi Alexandra Stelzer, Alice Paris
movimenti coreografici Igino Massei
effetti magici Disguido Guido Marini
pupazzo Grotesk Andrea De Cesare
maschere Jakob De Chirico
direzione tecnica Giacomo Cursi
assistente alla regia Martina Maccallini
disegno grafico Stefania Giuseppetti
foto di scena Martina Maccallini, Mauro Terranova
ufficio stampa Compagnia Cinzia D’Angelo
produzione esecutiva e organizzazione: Enrico Porcaro e Antonella Lepore

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