Guano Padano, Americana. Alt-folk d’eccezione per rivivere pagine di letteratura

Guano Padano Americana
history 2 minuti di lettura

Il mio dito ha sbagliato tasto. Invece che partire dall’inizio, l’ascolto dell’album inizia con Flem’s Circus ed è un impatto che lascia subito il segno per quella durezza rock nel primo tratto e l’innesto country nel secondo mantenendo però la continuità di chi sta perfettamente mixando due pezzi. E così mi ritrovo White Giant, un altro gioiello per poco meno di tre minuti con quel ritmo che racconta fatica e le chitarre dolcemente sembrano lamentarsi in terre desolate facendo scorrere il brano senza andare ad infilarsi in un genere definito e che ci ricorda quanto le esperienze e le ricerche dei tre musicisti siano ampie.

Guano Padano 2

I Guano Padano sono un trio composto dal AlessandroAssoStefana (chitarrista-polistrumentista) nato a Nave in provincia di Brescia, il bassista Danilo Gallo (bassista) nato a Foggia ma padano d’adozione e il batterista Zeno De Rossi veronese di nascita. Esordivano nel 2009 come Guano Padano con l’album omonimo edito per la statunitense Important Records, la stessa che distribuirà Americana fuori dai confini nazionali. Per l’Italia è Ponderosa Music & Art.

È un disco che oltre a mettere in campo creativamente se stesso (la musica) ci fa scorrere pezzi di pellicole cinematografiche  e ci fa rileggere pagine importanti della letteratura americana. E si perché  come ha dichiarato lo stesso Gallo «questo disco vuole essere una sorta di trait d’union tra l’amore per la musica americana e quello per la letteratura, in un patchwork unico» [1]. Americana è, appunto, il titolo della raccolta di traduzioni fatte da Pavese, Montale, Moravia di autori americani di fine Ottocento-inizio Novecento e che Elio Vittorini mise insieme facendo conoscere autori come Fante, Poe, Steinbeck, Faulkner, Hemingway.

 

Guano Padano 3Un album quasi tutto strumentale che vede la collaborazione del compositore americano Mark Orton autore della colonna sonora del film Nebraska di Alexandar Payne e la presenza di Joey Burns dei Calexico in My Town, splendida per quell’atmosfera da sfondo alla poetica e per la dolcezza della ballata in cui la chitarre dolcemente la trasforma. Mentre a Francesca Amati (Comaneci) è affidato il compito di cantare, e lo con la sensibilità necessaria, The Seed And The Soil il cui testo è di Edgar Lee Masters, autore, tra l’altro, dell’Antologia di Spoon River.
Pian della Tortilla, basata su un racconto omonimo di Steinbeck, ha forza espressiva grazie al mix di surf, suoni mariachi e a quelle poche battute di rock che interrompono il ritmo e poi chiudono il brano. Con Black Boy ci inoltriamo nei sentieri polverosi del blues intrecciato da un sibilo in lontananza  e condito dai fiati per accentuarne la gravità, un mondo fatto di schiavi.  Cacti è invece un distante omaggio all’epica morriconiana, distante come quell’incipit distorto che ogni tanto ricompare.
Non vi curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

genere: alt-folk
Guano Padano
Americana
etichette: Ponderosa Music & Art e Ipecac Recordings
data di pubblicazione: 4 novembre 2014
brani: 17
durata: 47:28
cd: singolo

[1] Fabio Pozzi, “Guano Padano – Americana: la foto-intervista”, www.indie-eye.it, 11 novembre 2014

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