Guardie al Taj di Rajiv Joseph

Alessandro Lussiana e Enzo Curcurù in Guardie al Taj di Rajiv Joseph
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Siamo in India nel 1648, due soldati, interpretati da Enzo Curcurù e Alessandro Lussiana montano la guardia al Taj Mahal, appena ultimato dopo 16 anni di lavori, la cui straordinaria bellezza ed unicità verrà rivelata al mondo al sorgere dell’alba. I due soldati, amici da sempre, rivelano due personalità opposte e complementari: l’uno è una guardia che desidera solo rispettare ordini e procedure come richiesto al suo incarico, l’altro si pone mille interrogativi. Anime profondamente diverse, sono l’antitesi l’uno dell’altro come il dogma e il pensiero profondo, ma quello che potrebbe apparire come uno dei racconti da “Le mille e una notte” con il Taj Mahal a fare da sfondo si trasformerà ben presto in un dramma morale. Il sovrano ha deciso che nessun altro edificio di tale bellezza dovrà essere costruito nel mondo per cui ha dato ordine che ai diecimila operai, artigiani e allo stesso architetto vengano mozzate le mani. I due soldati amici verranno arruolati per l’orribile compito.

La maestria della regia di Elio De Capitani a questo punto della pièce teatrale coinvolge il pubblico in una montagna russa emotiva con i due soldati che passano dal loro posto di guardia ad un inferno dantesco, materiale e morale:  dall’ indossare la divisa militare che ha anche una funzione assolutoria rispetto ai propri atti alla completa nudità così come nuda e cruda è la responsabilità delle loro azioni. Respiriamo tutto l’orrore di ciò che è appena accaduto e sentiamo forti e chiari gli interrogativi che nascono  dall’avere obbedito agli ordini ed essersi per questo macchiati di un crimine orribile.

Alessandro Lussiana e Enzo Curcurù in Guardie al Taj di Rajiv Joseph
Alessandro Lussiana e Enzo Curcurù in Guardie al Taj di Rajiv Joseph

Quale legittimità può avere un ordine militare se moralmente inaccettabile? Era possibile opporsi anche se l’opposizione avesse significato la propria morte? Basta l’aver eseguito un ordine ad assolvere chi non si è opposto? Gli spettri del sonderkommando marciano sul palco mentre i due soldati nudi affrontano l’orrore di ciò che hanno commesso: l’esecuzione di un ordine indipendentemente dal suo contenuto che ha annullato qualsiasi etica morale. Ad attendere gli uomini c’è solo il piano inclinato della follia di menti che non possono sopportare e contenere le proprie azioni.

Quando si arriva alla consapevolezza dell’orrore commesso, quando si sente che la propria anima non ha speranza di redenzione quali strade si possono percorrere? Risuona attuale come non mai l’interrogativo che ha attraversato l’umanità  partendo dal pensiero di Sofocle passando alla mano armata di Gaetano Bresci, dallo scontro fisico tra le due guardie del Taj Mahal fino alle immagini televisive giunte oggi fino a noi : è legittimo attentare alla vita del sovrano quando la volontà del tiranno non solo spegne la vita alle vittime, ma uccide anche l’umanità dei carnefici?

Guardie al Taj” ha una scenografia articolata in un prima e in un dopo. Delicata, quasi ovattata l’atmosfera che circonda i due uomini prima dell’orrore con immagini leggere che ne proiettano le sagome come ombre cinesi , cruda e acherontea l’atmosfera che ci fa ritrovare i due giovani uomini prigionieri del proprio incubo affaccendati nello sgombrare dagli arti mozzati e sangue il luogo dove è stata compiuta l’atroce azione. Il tavolo che occupa l’intera superficie del palco passa, grazie all’ interpretazione drammatica dei protagonisti, da essere posto di guardia in cui i due piantonano il Taj Mahal a mattatoio reale dove si eseguono amputazioni e cauterizzazioni. Bravissimi e convincenti i due attori Enzo Curcurù e Alessandro Lussiana che gestiscono il passaggio dei registri interpretativi che li vogliono passare dall’essere personalità marginali del loro mondo a protagonisti proprio perché “elevati” da quello stesso mondo a carnefici.
Adelaide Cacace

Teatro dell’Elfo – Milano
Guardie al Taj
di Rajiv Joseph
durata 90′
fino al 20 Marzo 2022

traduzione Monica Capuani
uno spettacolo di Elio De Capitani
con Enzo Curcurù e Alessandro Lussiana
luci Michele Ceglia
suono Gianfranco Turco
assistente alla regia Alessandro Frigerio
assistente scene e costumi Roberta Monopoli

una coproduzione Teatro dell’Elfo e Centro Teatrale Bresciano

 

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