Guatemala: proteste contro il Presidente e il sistema di corruzione

Guatemala bandiera
history 3 minuti di lettura

Unica nel suo genere la Cicig, Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala, in funzione dal 2007 e creata dalle Nazioni Unite per indagare sul ruolo del crimine organizzato nella corruzione degli apparati statali nel paese latinoamericano.

E dalla scoperta fatta dalla  Commissione che il Guatemala attraversa una crisi politica molto profonda e che da mesi vede proteste diffuse in tutta la nazione, anche all’estero, con l’obbiettivo di costringere la leadership ad abbandonare, dimettendosi dalle cariche istituzionali, la leadership del paese. Le richiesti per le dimissioni del Presidente della Repubblica Pérez Molina sono sempre più pressanti insieme alla richiesta di ritiro dell’immunità anche se il capo dello Stato continua a dichiararsi – lo ha fatto pure in diretta TV – estraneo ai fatti e continua a dire che non si dimetterà fino al 6 settembre, quando si svolgeranno le prossime elezioni dove il favorito è Manuel Baldizón, populista del Partito libertà democratica, avversario di Pérez Molina nella tornata precedente. E le proteste nelle piazze sono anche dirette ad impedire che queste elezioni si svolgano per quella data.

L’intricato e vasto sistema di corruttela è venuto a galla lo scorso 26 Aprile dopo le indagini congiunte della Procura Generale e della Cicig che hanno portato alle dimissioni prima e all’arresto poi della vice del Presidente Roxana Baldetti.
La Línea“, così è stato denominato questa struttura criminale, aveva nella Baldetti un elemento cardine e grazie a decine di migliaia di intercettazioni telefoniche, migliaia di mail e alle perquisizioni si è accertato che ha riscosso negli ultimi anni tangenti per 3,7 milioni di dollari. Del giro fanno parte decine di funzionari che agivano in tre dogane del Guatemala, 22 società e imprenditori che pagavano tangenti per poter evadere le tasse. Secondo gli inquirenti sarebbe stato sottratto più del 50% dei dazi percepiti dallo Stato sulle importazioni.

Da diciassette settimane si svolgono manifestazioni di protesta a cui partecipano pacificamente cittadini di ogni classe sociale. Anche le organizzazioni religiose hanno fatto sentire la loro voce. Una delle promotrici delle proteste è la piattaforma Assemblea sociale e popolare (Asp) che insite sull’illegittimità perché «il Congresso non ha voluto approvare alcuna riforma alle legge elettorale mentre i partiti politici hanno violato le leggi […] “e si sono finanziati con i soldi del narcotraffico. Da qui la conclusione che “le elezioni di settembre non sono la soluzione alla crisi e daranno solo luogo alla designazione di un governo e di un Congresso illegittimi”» [1].
Evidentemente l’obbiettivo ora sono le dimissioni del presidente e l’annullamento delle elezioni generali del 6 settembre ritenute illegittime.
Inoltre la Corte Suprema ha dato il suo via libera per il ritiro dell’immunità al Presidente richiesto dall’autorità giudiziaria per procedere nelle indagini. Ora dovrà pronunciarsi il Congresso dove però il Governo è maggioritario. Si vedrà visto che le crepe ci sono anche all’interno dell’esecutivo che in questi mesi ha perso cinque Ministri, ultimo della serie quello delle Finanze.
Sulla stessa linea c’è anche la Corte dei Conti che in una sua nota ha invitato Molina a «“presentare immediatamente la sua rinuncia all’incarico per evitare incidenti più gravi con conseguenze imprevedibili”. La Procura aveva motivato la sua richiesta con la necessità di “evitare l’ingovernabilità» [2].

La crisi del sistema politico è evidentemente grave, ma il fatto che alcune istituzioni come quelle giudiziarie conservino delle sacche di indipendenza fino a chiedere l’impeachment della massima autorità lascia qualche barlume di ottimismo. Forse sarà anche per questo che il Guatemala è risultato essere il quarto paese al mondo nella classifica del Global Emotion Report 2015 di Gallup che misura le “esperienze emozionalmente positive”, del tipo sentirsi rilassati, sorridere, fare cose interessanti?
Pasquale Esposito

[1] “No alle elezioni di settembre, tre giorni di mobilitazioni”, www.misna.org, 20 agosto 2015
[2] “Piazze e istituzioni esigono la rinuncia del Presidente”, www.misna.org, 28 agosto 2015

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article