Guerra in Siria: popolazione in ginocchio e profughi arma di ricatto

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È dal 2011 che le tragedie umanitarie si susseguono in Siria dove tutti hanno partecipato alla destabilizzazione con le conseguenze che vediamo. La guerra tra l’esercito di Bashar al-Assad, sostenuto dalla Russia, e quello turco che difende i gruppi di opposizione soprattutto jihadisti nella provincia di Idlib è esplosa e si registrano decine di militari turchi uccisi nell’ultimo attacco. Ma chi paga le conseguenze di decisioni e azioni scellerate è la popolazione civile, bambini inclusi, che muore e soffre per la fame e il freddo. Sono quasi un milione gli sfollati che provano anche a fuggire dall’orrore.
L’Europa non si è mai mossa seriamente per fermare la guerra, gli USA non ne vogliono sapere dopo aver abbandonato anche i curdi e dato il via libera a Erdogan che ora, trovandosi incastrato, prova ad uscirne con allentando i controlli alle frontiere verso la Grecia e ricattando Bruxelles, che paga la Turchia per tenere i profughi nei suoi confini. E non è detto che non faccia altrettanto in Libia.

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