Guida all’etichetta per il consumatore consapevole

alimenti
history 4 minuti di lettura

Una buona forma fisica è indice di un corretto stile di vita che inizia dalla tavola, focalizzando l’attenzione su alimenti genuini. Concetto avvalorato dal pensiero, moderno, di Ludwig Feuerbach (filosofo tedesco) che, nel XIX secolo, affermava: “noi siamo ciò che mangiamo”, a sostegno di come il cibo influenzi lo stato di salute fisico.

Numerose sono state le iniziative intraprese dalla normativa europea e nazionale, per sensibilizzare la popolazione orientandola verso la scelta di cibi sani, stabilendo precise direttive di etichettatura alimentare.
Tali direttive rappresentano un valido aiuto, rendendo il consumatore consapevole delle proprie scelte favorendo al contempo una leale concorrenza tra aziende.
Non meno importante, per la tutela del consumatore, è l’immagine che accompagna l’etichetta. Questa non deve trarre in inganno in merito alla potenziale scelta di acquisto.

Ogni etichetta deve riportare informazioni obbligatorie stabilite dal Reg. CE 1169/2011. Il regolamento europeo menzionato, approvato dagli Stati Membri, risulta molto rigoroso e complesso per via di disposizioni particolareggiate.
È stato dimostrato che i consumatori tendono ad osservare la dichiarazione nutrizionale, a dimostrazione di un’attenta valutazione dei nutrienti che compongono l’alimento.

Per dichiarazione nutrizionale si intendono tutte le informazioni che indicano il valore energetico, il contenuto di grassi (di cui saturi), carboidrati (di cui zuccheri), proteine e sale. I valori sono riferiti per 100 g. o 100 ml. di prodotto e in alcuni casi è possibile identificare anche i valori per porzione, indicando la percentuale di assunzione di riferimento.
A tal proposito per favorirne una migliore e immediata comprensione, in aggiunta alla classica etichetta, si è assistito alla diffusione di etichette Front-of-Pack (FOP), apposte nella parte anteriore del prodotto alimentare preconfezionato, a favore di una maggiore visibilità.

Attualmente, in Italia, si assiste ad un acceso dibattito che vede protagonista il Nutri-Score (etichetta a semaforo) contrapposto al Nutrinform Battery.

Il Nutri-Score è un sistema, sviluppato e proposto da un gruppo di ricercatori francesi, attuato nel Paese fondatore dal 2017, a cui hanno aderito Belgio, Spagna e Germania.
Si tratta di un logo, che valuta la salubrità del cibo in base ai criteri imposti dall’OMS, costituito da lettere e colori.
Il sistema è, quindi, formato da due scale tra esse correlate: una cromatica (divisa in 5 gradazioni dal verde al rosso) e una alfabetica (indicate da 5 lettere, dalla lettera A alla E), distinguendo tra prodotti “buoni” (nel caso in cui l’etichetta a semaforo metta in risalto la lettera A o B su fondo cromatico verde) e “cattivi” (nel caso in cui il logo in questione metta in rilievo la lettera D o E su fondo di colore arancione-rosso).
Secondo la rivista scientifica internazionale Nutrients, il Nutri-Score rappresenterebbe uno strumento valido ed efficace nel riconoscimento di un alimento “sano”.
Affermazione che si scontra con il pensiero di chi sostiene, invece, che questo metodo, seppur semplice, possa compromettere l’eccellenza di alcuni prodotti del “Made in Italy”, come l’olio EVO, il parmigiano, il gorgonzola e il prosciutto di Parma. Alcuni di questi prodotti, riconosciuti come simboli della dieta mediterranea, non potrebbero vantare un semaforo verde, con il rischio di pregiudicare le esportazioni agroalimentari e svalutare l’85% dei prodotti DOP che la stessa Unione Europea dovrebbe tutelare e valorizzare (secondo quanto espresso dalla Coldiretti).
Per ovviare a tutto ciò, l’Italia propone un’altra tipologia di etichetta informativa, il Nutrinform Battery.

Progetto guidato da quattro Ministeri (Salute, Agricoltura, Sviluppo Economico ed Esteri), dal Consiglio per la Ricerca Economica e Alimentare (CREA), dagli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dai rappresentanti delle associazioni appartenenti alla filiera agroalimentare.
Si tratta di un’etichetta recante informazioni sulle calorie e i principali nutrienti necessari al fabbisogno giornaliero di un adulto medio, per porzione.
La rappresentazione grafica è data da 5 “batterie” stilizzate indicanti rispettivamente energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale, espressi sia in grammi che in percentuale, contenuti in ogni singola porzione di alimento, favorendo una valutazione ragionata sulla quantità assunta in base alla percentuale di riempimento delle batterie corrispondenti.
La parte carica della batteria permette di quantificare visivamente i nutrienti assunti in una porzione, al fine di non superare le quantità giornaliere raccomandate.


Va precisato che le proposte sopracitate non vanno a sostituire la classica etichetta sul retro della confezione, ma costituiscono un corredo di informazioni per agevolarne la comprensione.

La situazione è diversa per gli alimenti venduti “sfusi”, privi di confezione oppure confezionati sui luoghi di vendita, su richiesta del consumatore. In tal caso sarà solo obbligatorio indicare gli allergeni, omettendo la dichiarazione nutrizionale.
In ogni caso, è opportuno ricordare di fare un consumo moderato di alcuni alimenti ipercalorici, rimandando alla consapevolezza e alla responsabilità individuale.

Francesca Bucolo

Fonti:
Nutrients (Rivista Scientifica Internazionale)
Coldiretti
Reg. CE 1169/2011

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piacuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: