Ecuador: il conservatore Guillermo Lasso vince le elezioni presidenziali

Ecuador Quito
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Il conservatore cattolico e membro dell’Opus Dei, Guillermo Lasso ha vinto il ballottaggio alla elezioni presidenziali in Ecuador. Secondo JP Morgan il risultato delle elezioni ha sorpreso i mercati che comunque hanno festeggiato con una riduzione del rischio paese.
Guillermo Lasso ha detto chiaramente che intende rispettare, salvo l’aumento dell’IVA, gli accordi con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) che in cambio di un prestito di 6,5 miliardi di dollari aveva chiesto riforme e austerità nella spesa pubblica al presidente uscente Lenin Moreno. Riforme e austerità già avviate «dando ampio spazio alle privatizzazioni, alla riduzione della spesa sociale» che sono costati al suo candidato una pesante sconfitta al primo turno [1].
Per un ex-banchiere e ben addentro ai gangli del potere non sarà complicato intendersi con gli investitori e possessori del debito nazionale.

Nel suo discorso immediatamente successivo alla vittoria, Guillermo Lasso ha spesso nominato Dio e dopo aver invitato alla riconciliazione, da antiabortista quale è ha «avvertito il movimento femminista, sempre più attivo nel paese, che non cederà sui valori che considera fondamentali» [2].

Alle elezioni ha partecipato un’alta percentuale di votanti, come sempre in Ecuador, anche perché il voto qui è obbligatorio, è prevista una multa e se non si è votato si rischia di non poter fare pratiche in banca o affittare una casa.

Con oltre il 52% dei voti Guillermo Lasso ha vito davanti allo sfidante esponente della sinistra, il trentaseienne economista, Andrés Arauz (Unión por la Esperanza) sostenuto dall’ex presidente in esilio Correa (condannato ad otto anni per corruzione). Andrés Arauz al primo turno del 7 febbraio era uscito di gran lunga vincitore con il 32,7% dei voti contro il 19,7% dello sfidante (Movimiento CREO, Creando Oportunidades). Per poco più di 30.000 voti non era arrivato al ballottaggio Yaku Pérez a capo del Movimiento de Unidad Plurinacional Pachakutik a rappresentare le comunità indigene.
E probabilmente la decisione di Yaku Pérez di invitare a votare in bianco, in risposta alla mancata riconta delle schede al primo turno, ad aver favorito enormemente Lasso nella vittoria finale. L’ottima affermazione al primo turno del Movimento Pachakutik ha dato un numero di seggi elevato in Parlamento che aggiunti a quelli del resto della sinistra darà l’opportunità di fare opposizione alle scelte del governo.

Durante la campagna elettorale le promesse economiche fatte agli elettori sono state simili. Infatti «entrambi promettono di riattivare l’economia, recuperare occupazione, proteggere i più poveri e garantire salute e istruzione. Ma le loro ricette sono opposte. Per Arauz, lo Stato deve essere il motore dell’economia e il principale fornitore dei servizi di cui hanno bisogno gli ecuadoriani. Il candidato correista ha promesso nella campagna un bonus di 1.000 dollari per un milione di famiglie colpite dalle devastazioni della pandemia [Lasso ha promesso di aumentare il salario minimo a 500 dollari al mese e togliere un milione di ecuadoregni dalla povertà, ndr]. Per finanziare questo programma, utilizzerà i fondi della Banca centrale. Lasso, invece, è impegnato per un’economia aperta al mondo e uno Stato minimo ed efficiente. Ha anche proposto di raddoppiare l’attività petrolifera, la principale fonte di valuta estera del paese. Le differenze tra i due sono strutturali, anche in politica estera. Mentre Arauz vuole recuperare lo spirito delle istituzioni regionali che erano fondamentali all’inizio del secolo, come Unasur (l’ Ecuador si è ritirato da quel blocco nel marzo 2019 ) e Celac, Lasso cercherà accordi commerciali bilaterali con Stati Uniti, Cina o Corea Sud e promuoverà l’integrazione con l’Alleanza del Pacifico» [3].

Il 24 maggio prossimo quando inizierà il suo mandato Lasso avrà di fronte una società sempre più impoverita, stanca dei livelli di corruzione e con un’economia messa a dura prova dal calo del prezzo del petrolio di cui è esportatrice e poi dalla pandemia che fatto mezzo milione di disoccupati
Pasquale Esposito

[1] Paolo Menchi, “Ecuador. Al ballottaggio vince la destra di Guillermo Lasso”, 12 Aprile 2021
[2] Daniele Mastrogiacomo, “Elezioni in Ecuador, un banchiere come presidente. Lasso rallenta l’onda di sinistra in America Latina”, 12 Aprile 2021
[3] Federico Rivas Molina, “Ecuador vota entre dos modelos de país”, 11 Aprile 2021

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