I braccianti agricoli africani e il capitalismo globale

history 1 minuti di lettura

Ieri un’unanime mobilitazione per contrastare il dilagante e consueto sfruttamento; per rendere evidente l’indisponibilità alla precarietà esistenziale, al sangue versato sulle strade, quello delle sedici persone immigrate morte “di lavoro”. I braccianti stagionali africani si sono espressi con chiarezza percorrendo le strade di Foggia e del suo territorio provinciale disseminato di aziende agricole. La vita e le sue brutali condizioni non debbono essere più negoziabili, hanno urlato. Non basta. Non vanno lasciati soli nella sofferenza e nel lutto. Il “caporalato” che genera depauperamento psico-fisico dei lavoratori persiste perché – al di là delle mafie, degli interessi della filiera della grande distribuzione e delle “zone grige” del controllo sociale – tale fenomeno è radicato in un sistema immodificabile se non a rischio di ampi margini di profitto. Il Lumpenproletariat del XXI secolo, resta purtroppo “cencioso”, ma è portatore della più avanzata intelligenza storica: dimostra l’insostenibilità umana del capitalismo globale.

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: