I concerti con i soliti nomi e con biglietti più costosi

concerto musica
history 4 minuti di lettura

La musica dal vivo non va male soprattutto se pensiamo a questi anni di crisi. L’Annuario dello spettacolo pubblicato dalla SIAE con la sua messe di dati racconta appunto di un settore che si sta conquistando degli spazi. Spazi forse lasciati liberi dalla regressione costante del mercato dei cd.

Quello che non ci racconta con immediatezza è la solita voragine che esiste tra i concerti di pochi artisti e il resto del mondo, in particolare quello indipendente. Un mondo su cui ha aperto una finestra con una breve indagine di Gricinella. Chi non lavora non fa il rock è il significativo titolo dell’articolo. Molti musicisti li ritroviamo con una seconda attività: Pierpaolo Capovilla (Il Teatro degli Orrori) fa il cameriere, Max Collini (Offlaga Disco Pax) fa l’agente immobiliare o Jukka Reverberi (Giardini di Mirò) assistente sociale [1].
Nel 2009 sono stati organizzati 19.317 eventi di musica leggera con 2.422.312 presenze totali. Ebbene i primi 10 concerti cioè lo 0,05% del totale degli eventi hanno visto 515.918 presenze che rappresentano il 21,3% del totale. Il livello di concentrazione è altissimo. Non credo che le differenze artistiche esprimono possano giustificare scarti di questo genere.

Prima di segnalarvi i dati più interessanti per l’Italia si può osservare che il fenomeno della crescita del mercao della musica dal vivo, insieme al merchandising,  è oramai una tendenza consolidata in molte nazioni. Nel mondo il fatturato, secondo i dati pubblicati da Billboard Boxscore che coprono il periodo 6 dicembre 2008 – 21 novembre 2009, è stato di 4,4 miliardi di dollari con una crescita dell’11,7 %. Anche il numero di spettatori è cresciuto con un percentuale del 12,6% per un totale di 73 milioni.

Tornando all’Italia l’attività concertistica è suddivisa in concerti di musica leggera, concerti classici e concerti jazz. Nel 2009 il numero di spettacoli sono stati oltre 36.000 con più di 11,6 milioni di presenze [3] e con una spesa al botteghino di circa 257,7 milioni di euro e con un volume d’affari di oltre 333 milioni di euro [2].
Rispetto al 2008 le presenze totali sono diminuite del 6,32% con un meno 27,6% per il jazz e il meno 4,9% dei concerti di musica leggera. Questi ultimi nel 2009 hanno fatto registrare un spesa al botteghino di quasi 205 milioni di euro con una crescita vicina al 10% rispetto al 2008. Se i concerti di musica classica registrano una performance simile al botteghino quelli di jazz registrano un calo del 5,62% rispetto all’anno precedente. La spesa al botteghino è per oltre il 75% derivante da concerti di musica leggera. Una percentuale che cresce ulteriormente se si analizza il volume d’affari che nel 2009 è risultato essere, per i concerti di musica leggera, di oltre 263 milioni di euro (+9,45% rispetto al 2008) pari al  79% del totale. Una crescita dovuta essenzialmente all’aumento del prezzo dei biglietti. A questo proposito il trend  è chiaro: nel caso dei concerti di musica leggera si è passati da un costo medio nel 2006 di 21,45 euro ai 26,28 dello scorso anno.

La Lombardia con 4.038 spettacoli di musica leggera (circa il 21% del totale) è in testa alla classifica delle regioni seguita dall’Emilia-Romagna (2.561) e dal Piemonte (2.310). Sul fronte ingressi  la Lombardia (1.763.009)conserva il primato mentre le piazze d’onore vanno al Lazio (1.037.922) e al Veneto (668.848) per il quale ha sicuramente influito le 10 repliche all’Arena di Verona dei concerti di Ligabue (il totale degli incassi è stato 5,4 milioni di euro).
La leadership delle presenze spetta però al Lazio, mentre per la spesa al botteghino torna a farla da padrone la Lombardia con oltre 54 milioni di euro che rappresentano più del 27% del totale.
I 609 concerti di tutti i generi organizzati fanno di Milano la capitale della musica dal vivo anche se il numero è inferiore a quello dello scorso anno. Roma è molto distante a 318 ma mancano quelli dell’Auditorium.

I dati mensili dei concerti di musica leggera ci dicono che luglio è di gran lunga il mese con il più alto numero di eventi, ingressi, spesa al botteghino e volume d’affari. Del resto dei dieci concerti più importanti di musica leggera ben otto si sono svolti nel mese di luglio, uno a giugno e uno ad agosto.
Il concerto con maggior ingressi (77.111) è stato quello degli U2 dell’8 luglio allo stadio Meazza di Milano che si piazzano al secondo posto con il concerto del giorno precedente (76.674). Al terzo posto sempre al Meazza quello dei Depeche Mode con 59.782 ingressi seguito dal concerto “Amiche per l’Abruzzo” sempre al Meazza con 55.336 ingressi.
Ciro Ardiglione

[1] Luca Gricinella, “Chi non lavora non fa il rock”, Alias, 26 giugno 2010, pag. 12. Le notizie sugli artisti sono anche riprese dalle rubriche della webtv Pronti al Peggio.
[2] La spesa al botteghino: espone le somme che gli spettatori corrispondono per poter accedere al
luogo di spettacolo (spesa per l’acquisto di biglietti ed abbonamenti). Il volume d’affari comprende oltre alle somme che provengono dai partecipanti anche quelle che  l’organizzatore introita da soggetti che partecipano economicamente alla realizzazione dello spettacolo; si tratta degli introiti per prestazioni pubblicitarie, sponsorizzazioni, contributi pubblici e privati, riprese televisive, ecc.
[3] Gli Ingressi indica il numero complessivo dei partecipanti alle manifestazioni per le quali è previsto il rilascio di un titolo d’accesso (biglietto  + abbonamento). Il numero di presenze rileva  l’affluenza dei partecipanti a vario titolo e quindi non può assicurare la stessa accuratezza nella rilevazione garantita dal rilascio di titoli.

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: