I punti principali della Legge di (S)Bilancio 2019

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La Legge di Bilancio 2019 deve essere approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre prossimo per poter entrare in vigore dall’1 gennaio 2019. Se non ci saranno cambiamenti in corso d’opera, i cardini della manovra saranno il Reddito di cittadinanza, la Pace fiscale, la Flat tax e la quota 100 per andare in pensione. Il conto della manovra è di 37 miliardi di euro.

Copertina del documento Nota di aggiornamento del Def 2018Per i 780 euro, caricati sul bancomat, del Reddito di cittadinanza e i Centri per l’impiego occorreranno nove miliardi di euro (2,6 vengono dal Reddito di inclusione perché non si sommano) per il primo e uno per i secondi (da un taglio delle spese militari). La partenza prevista è per primavera prossima. Per ottenere il sostegno bisognerà prestare 8 ore di lavoro socialmente utile ogni settimana e frequentare corsi di formazione fino ad un’eventuale assunzione. Il sostegno non verrà più erogato se non si accettano tre offerte di lavoro.

La Pace fiscale, sarebbe meglio definirlo condono, prevede un’aliquota al 20% per chiudere i conti in caso di dichiarazione dei redditi già presentata. Una dichiarazione integrativa sarà possibile per far emergere fino a un massimo del 30% in più rispetto a quanto già dichiarato e per un limite massimo di 100.000 euro.
Per la parte contenziosi, si potranno chiudere i conti con il fisco pagando senza sanzioni o interessi il 20% del non dichiarato in 5 anni in caso di vittoria del contribuente in secondo grado o, in caso di vittoria in primo grade, il 50%. Previsto anche uno stralcio delle cartelle entro i 1.000 euro e in riferimento agli anni che vanno da 2000 al 2010. Si prevedono anche ipotesi di semplificazione delle dispute fisco-contribuente

Per allargare la platea dell’attuale Flat Tax occorreranno 1,7 miliardi all’anno a regime. L’aliquota del 15% verrà estesa allargando sia la soglia dei redditi e che la tipologia dei contribuenti ad averne diritto. Si passa dagli attuali ricavi di 30.000 euro per i professionisti e 50.000 euro per le altre categorie ai 65.000 euro di ricavi per tutti coloro (anche Sas, Snc, Srl e autonomi) che adotteranno il regime di trasparenza. Anche coloro che superano i 65.000 euro e fino a 100.000, pagando un 5% in più. Giovani sotto i 35 anni e le start-up avranno un’ulteriore riduzione del 5%.

Mentre occorreranno 7 miliardi di euro per il superamento della Legge Fornero introducendo la cosiddetta quota 100; data di partenza febbraio prossimo, con 4 momenti nell’anno in cui si potrà andare in pensione. Probabilmente la formula di partenza sarà 62 anni e 38 di contributi.
Mi sembra condivisibile quanto scritto nella campagna di Sbilanciamoci a proposito di questa manovra che tutto è fuorché una manovra per il popolo o, parafrasando l’auto definizione del governo, del cambiamento.
«Ci si aspettava una decreto all’insegna della giustizia fiscale e della lotta ai privilegi fiscali e invece nel decreto non c’è traccia di Tobin tax contro gli speculatori, non c’è segno di una maggiore ed efficace imposizione fiscale ai giganti del web che in questi anni hanno fatto affari d’oro nel nostro paese senza pagare tasse, non c’è progressività fiscale. In questi anni sono drammaticamente aumentate le disguaglianze nel nostro paese e questo decreto rischia di alimentarle ulteriormente a favore dei super-ricchi».
Pasquale Esposito

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