I soldi del calcio: dalla Supercoppa italiana al mondiale in Qatar.

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I soldi non hanno colore, né sesso. E nel calcio le cose non sono diverse soprattutto ora che è sempre più famelico, assetato di risorse finanziarie da spartirsi. Qualunque escamotage tecnico, televisivo, organizzativo può essere utile alla causa dello spettacolo che sopravanza il valore sportivo della manifestazione. E così si va dalla spalmata su tutti i giorni della settimana delle gare, ai palloni sempre più funambolici, ai campionati (nel prossimo futuro) fatti solo per le grandi squadre… Ma ci sono soluzioni che ancor di più mettono in luce l’ingordigia di tutto il sistema calcio.

Il prossimo mondiale di si giocherà in Qatar dove si stanno costruendo stadi faraonici (8 strutture per qualche decina di miliardi di dollari) e che provocherà lo sconvolgimento dei campionati nazionali per giocare tra novembre e dicembre del 2022. Le conseguenza più gravi di questa scelta sono per i lavoratori, quasi tutti immigrati, ma la macchina non si ferma nemmeno dopo l’arrivo di drammatiche stime di Amnesty international e altre ONG secondo le quali «sarebbero ormai più di 1.200 gli operai rimasti vittime nei cantieri qatarioti, una linea di tendenza tragica che, se confermata nei prossimi mesi, potrebbe portare addirittura a un bilancio terribile di 4.000 vite per la realizzazione degli stadi» [1].

Per soldi si è scelto di giocare a Gedda, in Arabia Saudita la Supercoppa italiana tra Juventus e Milan che si spartiranno circa 7 milioni di dollari (non male per una sola gara per un titolo inventato un po’ di anni fa), quasi il doppio dell’edizione precedente.
In questi giorni prima della partita [2] che si disputerà il 16 gennaio prossimo e verrà trasmessa in diretta su Rai Uno, sono scoppiate le polemiche sull’impossibilità delle donne di accedere liberamente senza in qualunque settore dello stadio. Una polemica alla quale a preso parte il ministro dell’Interno indignandosi per il mancato rispetto dei diritti delle donne, ma non ha perso nemmeno l’occasione per prendersela con le femministe e la ex presidente della Camera, Laura Boldrini.
Il problema è che non si doveva arrivare a fare questa scelta perché l’Arabia Saudita non un paese dove i diritti, non solo delle donne, sono sistematicamente calpestati. E non solo, l’Arabia Saudita è da anni impegnata in una guerra dove con i suoi aerei, pur conoscendo gli obiettivi civili, continuano a bombardare strutture come ospedali, mercati, edifici pubblici. E una parte di quelle armi sono italiane e continuano ad essere vendute.
Nel frattempo c’è stato il brutale assassinio del giornalista Khashoggi a Istanbul e del quale sembra che ci siamo già dimenticati.
khaIl calcio, signor Presidente, se avesse un sincero ruolo sociale nel mondo non metterebbe sotto i riflettori paesi come il Qatar e l’Arabia Saudita.
Ciro Ardiglione

[1] Daniele Fantini, “Mondiali Qatar 2022: un altro operaio morto, sarebbero ormai più di 1.200”, https://it.eurosport.com/calcio/mondiali-qatar-2022-un-altro-operaio-morto-sarebbero-ormai-piu-di-1.200_sto6889438/story.shtml, 15 agosto 2018
[2] La gara come per quelle del Campionato di Serie A vedrà l’utilizzo dei sistemi Goal Line Technology (GLT) e Video Assistant e si giocherà con lo stesso pallone.

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