I Testimoni. L’amore ai tempi dell’AIDS

i testimoni André Téchiné
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A metà degli anni ’80 inizia a diffondersi l’AIDS, malattia sconosciuta e incurabile che modifica fortemente gli stili di vita, genera paure e angosce frenando le libertà di ognuno. I Testimoni di André Téchiné racconta quegli anni. Manu (Johan Libéreau), giovane omosessuale, arriva a Parigi con sua sorella. Conosce Adrien, medico cinquantenne che si innamora di lui ma nascerà tra loro solo un rapporto di amicizia. Adrien (Michel Blanc)presenta a Manu Sarah (Emmanuelle Béarte), scrittrice, e il suo compagno Mehdi (Sami Bouajila), poliziotto della buoncostume. Tra Manu e Mehdi nasce un sentimento d’amore e passione che verrà ineluttabilmente annientato dall’AIDS contratta da Manu e che lo porterà alla morte.
Il giudizio della critica su I testimoni è discorde. Nello specifico è sui personaggi e la sceneggiatura che i critici si dividono.
Secondo Rondi a prevalere è “il disordine narrativo”: “come spesso nei film di Techiné, troppe vicende che si avvolgono tra loro, troppi personaggi di contorno portati a trovare con difficoltà il posto giusto all’interno dell’azione” [1]. Per Escobar invece è la caratterizzazione stereotipata dei personaggi del film “in cui ogni uomo, ogni donna, ogni dialogo, ogni situazione e fors’anche ogni paesaggio hanno uno scopo atteso e dichiarato, e finiscono per valere come manifestazioni certificate di intenti” [2]. Di tutt’altro parere è Turrini che ritiene la materia del film “densa di spostamenti dall’asse dell’ovvietà: il poliziotto maghrebino perfettamente inserito, il rimpallo tra omosessualità ed eterosessualità, la desacralizzazione del ruolo del nascituro” [3]; così anche Catacchio per il quale nel film di Téchiné “nulla di quel che uno pensa di aver pianificato o semplicemente di volere, si rivela concretamente come lo si era immaginato” [4] .

Uscita dal cinema ho iniziato a pensare che storie sull’AIDS sono state raramente affrontate in questi ultimi 20 anni di cinema.
Philadelphia”, di Jonathan Demme, esce nel 1993 ed è il primo film hollywoodiano che interrompe il silenzio sull’AIDS e l’omosessualità. Tre anni prima “Che mi dici di Willy”, indecente traduzione italiana per il film Longtime Companion, di Norman René, affronta la malattia tra dramma e ironia, rimanendo però un film marginale, nonostante l’apprezzamento della critica. Molto più controversi sono Notti selvagge (1993), di Cyril Collard, storia autobiografica del regista malato di AIDS e Kids (1995), di Larry Clark, cruda descrizione del contagio tra gli adolescenti. Quanto a Il grande gelo (And the Band Played), sempre del 1993, siamo più sul filone documentaristico-istituzionale della ricerca per la cura del virus.

Anche negli anni più recenti l’AIDS è presente in pochi film e solo come sfondo della quotidianità. In Forrest Gump (1994) la Jenny amata da Forrest muore di una malattia che sembra essere il virus del HIV; ne Le fate ignoranti (2001) di Ozpetek, all’interno della comune che abita l’appartamento vista Gazometro, c’è un ragazzo malato di AIDS.
In tale rarefazione, film come quello di Téchiné “rappresentano coraggiosi narratori di pezzi di Storia che si sono voluti rimuovere” [5].

Riflessione a margine sul senso del titolo per me: è la morte di Manu che fa ritrovare all’artista, Sarah, il significato più profondo della propria vocazione e del proprio lavoro: essere testimone del passaggio degli uomini sulla terra. Nel doppio del suo ruolo, Sarah diventa inoltre testimone degli effetti devastanti del virus sulle persone, sull’amarsi e sul vivere sociale.
Cecilia Laremi

Roma, Eden, 14 luglio 2007 – ore 18:10

Da mandare a memoria: la scena in cui Sarah bacia Manu, ormai arrivato all’ultimo stadio della malattia, e ritrova la sua ispirazione di scrittrice

Titolo originale: Les Témoins
Nazione: Francia, 2007
Genere: Drammatico
Durata: 1 h 52’
Regia: André Téchiné
Sceneggiatura: André Téchiné, Laurent Guyot, Viviane Zingg
Fotografia: Julien Hirsch
Montaggio: Martine Giordano
Musica: Philippe Sarde
Cast: Michel Blanc, Emmanuelle Béart, Sami Bouajila, Julie Depardieu, Johan Libéreau, Constance Dollé, Lorenzo Balducci, Alain Cauchi, Raphaëline Goupilleau, Jacques Nolot, Xavier Beauvois, Maïa Simon, Michèle Moretti, Bertrand Soulier
Distribuzione: 01 Distribution

note

[1] Gian Luigi Rondi – Il Tempo, 6 luglio 2007
[2] Roberto Escobar – Il Sole 24 Ore, 13 luglio 2007
[3] Davide Turrini – Liberazione, 6 luglio 2007
[4] Antonello Catacchio – Il Manifesto, 6 luglio 2007
[5] Dario Zonta – L’Unità, 20 luglio 2007

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