Il 28 Marzo 1941 moriva Virginia Woolf

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Vedi, non riesco neanche a scrivere come si deve. Non riesco a leggere”. Le tasche piene di sassi, i passi nell’acqua del fiume, che piano piano invade scarpe, abiti, cappotto. Virginia Woolf scrive al marito l’ultima lettera e decide di mettere fine alla sua vita che la malattia, disturbo bipolare, rende ormai insopportabile. È il 28 marzo 1941. Oltre a questo in poche righe si può aggiungere poco. Ma rileggere le sue parole ispira, indubbiamente: “Continuerò ad azzardare, a cambiare, ad aprire la mente e gli occhi, rifiutando di lasciarmi incasellare e stereotipare. Ciò che conta è liberare il proprio io: lasciare che trovi le sue dimensioni, che non abbia vincoli”. “L’unica vita eccitante è quella immaginaria. Appena metto in moto le rotelle nella mia testa non ho più molto bisogno di soldi o di vestiti”.

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