Il business della musica torna a crescere dopo tredici anni. Il download gratuito continua a preoccupare.

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Il mercato della musica non cresceva più dal 1998. Lo scorso anno questa tendenza si è interrotta. È vero che è stata una crescita dello 0,3%, portando  il fatturato globale del 2012 a 16,5 miliardi di dollari ma la musica digitale, dallo streaming al downloading, sembra aver rimediato definitivamente al declino delle vendite dei supporti fisici.

La penetrazione nei mercati delle aziende e dei servizi musicali digitale è impressionante: iTunes, Spotify e Deezer due anni fa erano presenti in 20 paesi ora in più di 100, compresi mercati emergenti di enorme peso come Brasile, India e Russia. Le prospettive sembrano così rosee  da far dichiarare l’AD della International Federation of the Phonographic Industry (Ifpi) Frances Moore che non solo l’industria musicale ha saputo risollevarsi imparando da internet, ma è diventata addirittura «un motore dell’ecosistema digitale».
Sempre secondo la responsabile resta ancora aperta la sfida contro la musica scaricata illegalmente e gratis. Un terzo degli utenti internet accede ancora a siti che consentono di scaricare  musica illegalmente. Un  problema che potrebbe essere risolto con una maggiore cooperazione degli inserzionisti, dei motori di ricerca e di altri intermediari. Una soluzione è quella di diffondere maggiormente tra i motori di ricerca, per esempio, un sistema che dia priorità ai siti che vendono musica legalmente.
Ovviamente la Federazione internazionale spinge anche per una riforma del copyright alla quale dovrebbero concorrere tutti i paesi rendendo le regole più stringenti. Il profitto prima di tutto indipendentemente da considerazioni sulla conoscenza e sulla cultura  musicale.

Il fatturato internazionale ha visto un notevole salto in avanti, come dicevamo, nell’area digitale con un +9% raggiungendo i 5,6 miliardi di dollari (un trend sempre in crescita dai 4,3 del 2008) ai quali contribuiscono i siti per scaricare singoli brani o album, da computer e da mobile, come iTunes di Apple, le radio digitali come Last.fm, Pandora (66 milioni di ascoltatori attivi negli Stati Uniti), iHeartRadio e Slacker, i servizi di musica in streaming come Deezer o Spotify, o la stessa piattaforma di Youtube sulla quale VEVO, il canale più visto, registra 4 miliardi di video visti al mese.
In India, Norvegia, Stati Uniti e Svezia il digitale ha oramai sopravanzato quello fisico.
Il volume dei download nel mondo è cresciuto nel 2012 del 12 %. Eclatante il dato della crescita dei sottoscrittori di servizi in abbonamento con il + 44 % rispetto al 2011 portando al 10% il valore sul totale del digitale.
Le vendite “fisiche” (i cd) sono diminuite, nel 2012, 5% per arrivare a 9,4 miliardi di dollari una cifra in costante declino anche se questo non accade in Giappone.

La classifica degli album più venduti vede in testa 21 di Adele con 8,3 milioni, seguito a distanza dai 5,2 milioni di Red (Taylor Swift) mentre al terzo e quarto posto troviamo rispettivamente Up All Night e Take Me Home dei One Direction.
L’artista canadese Carly Rae Jepsen con Call Me Maybe ha scalato la classifica dei singoli con 12,5 milioni di brani. A breve distanza con 11,8 milioni di vendite Somebody That I Used To Know di Gotye e al terzo posto troviamo Gangnam Style di PSY con 9,7 milioni di brani.

Ciro Ardiglione

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