Il coltello e la rete

il Coltello e la rete Moretti
history 3 minuti di lettura

Una ricerca, un gruppo di lavoro: bambini, adolescenti e adulti sono chiamati a riflettere sull’accesso alle risorse della Rete e sulla necessità di un uso informato delle tecnologie.
Un coltello è uno strumento doppio: indispensabile e utilissimo in cucina, può però diventare arma pericolosa e mortale. Tutto dipende da come lo si usa. Così la Rete, e le macchine che la abitano. Da qui il titolo di questo libro che racconta di un’idea, e di tre aule dove bambini, adolescenti e adulti sono chiamati a considerare il rapporto fra uomo e macchina e la necessità di un uso informato delle tecnologie.

il Coltello e la rete MorettiIn periodi nei quali non si perde occasione per dare addosso alla Rete con pretesti spesso risibili, il libro di Vincenzo Moretti & Co. è una boccata d’aria fresca. Forse la cosa che mi attira di più è il sottotitolo, e quel suo fondarsi sul concetto di “uso civico”, a rimarcare non solo il diritto di usare liberamente le risorse che la Rete offre, ma anche la coscienza di avere dei doveri e delle responsabilità nei confronti della comunità (virtuale e non). Concetti troppo spesso dimenticati o messi in secondo piano, e non solo quando si parla di reti e tecnologie.
Gli autori, con idea all’apparenza un po’ folle, vogliono mostrare al mondo come una serie di esperimenti ben studiata, e anche meglio condotta, può offrire una prospettiva diversa da quelle che troppo (e purtroppo) spesso si vedono in giro. Vincenzo Moretti lo va affermando da tempo: far bene le cose ha effetti molto più importanti di quel che si crede, e in questo caso i risultati sono molto interessanti e incoraggianti. Le tre classi hanno ragazzi di diverse età, dai dieci ai quarant’anni, e appartengono a una scuola elementare, un istituto tecnico e un’università. Questi si trovano a riflettere sul loro rapporto con le macchine e con le tecnologie, e riflettono fin troppo bene. Come ho avuto modo di vedere di persona, al di là di qualche ingenuità dovuta alla loro ancora scarsa esperienza del mondo, esiste un atteggiamento critico e consapevole che è difficile trovare in molti dotti “guru”.
È un atteggiamento che consente loro di ragionare su come un uso informato e accorto delle tecnologie che quotidianamente usano, unito alla voglia di fare, alle competenze e alla dedizione di chi li guida (in maniera intelligente, senza forzature, quasi maieutica) possa migliorare, arricchire e valorizzare la nostra vita e il nostro modo di lavorare e di avere rapporti con gli altri, magari partendo da un compito apparentemente “normale” oggi, come la progettazione di un videogioco. Una bella dimostrazione di come un “uso civico delle tecnologie digitali” sia non solo possibile, ma contribuisca a formare buoni cittadini; dei nativi digitali finalmente preparati e competenti e non solo utilizzatori o smanettatori passivi.

Al di là delle storie, raccontate magistralmente dagli autori con uno stile fresco e vivace, il libro è un condensato di stimoli e messaggi forti che vengono lanciati come risultato (anche se ancora parziale) di un percorso in divenire che, francamente, fa ben sperare per il futuro di quelli che partecipano al progetto e di noi tutti. Alla base ci sono i concetti di lavoro ben fatto e di apprezzamento della bellezza come fattore determinante di armonico sviluppo sociale, culturale e, perché no, economico. Ma soprattutto, come dice uno degli autori, la convinzione: “che il prodotto è importante, ma assai più importante è il processo che sta a monte, [e] che la bellezza è costruzione di senso, ricerca ed elaborazione continua“. C’è da sognare, che questo lavoro sia ripreso, sviluppato, e diffuso il più possibile, ma alcuni segnali incoraggianti sono già evidenti.
Con guide così (i docenti-autori) c’è da ben sperare. Oltretutto, mi pare importante che queste esperienze si sviluppino in una terra, Napoli, troppo bistrattata e vituperata, ma che riporta così in luce le sue tradizioni millenarie di creatività, di innovazione e di voglia di fare bene.
Rodolfo Baggio

Vincenzo Moretti – Nicola Cotugno – Maria D’Ambrosio – Colomba Punzo – Alessio Strazzullo – Mariateresa Turtoro
Il coltello e la rete
Ediesse, 2015
Pagine: 216, € 12.00

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article