Il Corriere – The Mule di Clint Eastwood

Clint Eastwood il corriere the mule
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La sorpresa della vecchiaia inversa e pericolosa.
La lentezza, questa la categoria che nasce nella mente assaporando questo film. La lentezza della saggezza o forse di una giovanile vecchiaia vissuta con il sorriso di un bambino che “è sbocciato tardi” come, con estrema dolcezza, apostrofa sua nipote il nonno Earl, Clint Eastwood. Lentezza nel piegarsi, nel rialzarsi, nel togliere un cartello dal prato, nel guidare piuttosto che nel chiudere una sportello di furgone, nel camminare in mezzo agli altri, nel ballare, nel sorridere e anche nel rispondere ai narcotrafficanti. Lentezza nel pensare, lentezza nell’agire, velocità nel ritirarsi dai suoi doveri.

Una lentezza frutto della tristezza (lo capisco che per chi legge … troppe ezza), di una incapacità emotiva e comportamentale di Earl, il protagonista, di farsi carico delle responsabilità delle persone della sua famiglia e saper invece pazientare un anno per una fioritura straordinaria, l’unica cosa che lo interessa davvero, che dura un giorno solo.
Nemo profeta in patria, Earl Stone galante elegante e ben curato “fuori casa”, vilmente defilato e defilabile, delusivo per i suoi cari, un certo tipo di maschile riconoscibile, antiquato “vecchio stampo”, irrigidito nel modo di fare le cose e assolutamente allergico a internet e qualunque evoluzione di una comoda modernità.
Legato ai ricordi della gioventù, razzista e “limitato” nel linguaggio e nelle azioni, attratto dal fare per mostrare le sue capacità nel cambiare una ruota o attrezzare un’aiuola. Luci e ombre di un personaggio che Clint Eastwood riesce a “far diventare accettabile e a tratti simpatico”, di cuore, nonostante la gravità, morale, legale e umana, dell’ultimo lavoro della sua vita, appunto il corriere della droga.

È ben descritto e rappresentato il limite umano di quest’uomo, il “saper scappare” e “saper lavorare 60 ore a settimana per mantenere la famiglia” senza poter presenziare a qualunque tipo di festa e ricorrenza importante per qualcuno. In famiglia anaffettivo, con gli estranei consigliere e sorridente, portatore di una consapevolezza sulle priorità della vita, struggente.

L’incapacità, l’impotenza, la difficoltà della “presa di responsabilità”, la gabbia del rimpianto, l’incertezza del perdono, questi, a mio parere, i temi del film, offerti in un modo dolce, ironico, senza trucco alcuno, da un’interpretazione eccezionale (e secondo me si è anche divertito molto) di Clint Eastwood, un gigante nella sua naturale età.

Taissa Farmiga nterpreta Ginny e Clint Eastwood interpreta Earl Stone.
The Mule Il Corriere Taissa Farmiga nterpreta Ginny e Clint Eastwood interpreta Earl Stone. Foto Claire Folger

Un personaggio divertente e innocente, che influenza gli altri, lo ritengono innocuo, vecchio Tata, che si mescola a trafficanti messicani, assassini con cui scambia sorrisi e complicità, che gli si affezionano in qualche modo, forse cogliendo l’estrema solitudine profonda di cui è portatore. L’agente della DEA che dà la caccia al Corriere, interpretato da Bradley Cooper, ignaro sia proprio quell’anziano signore la sua preda, è colpito dalla sua umanità dai suoi consigli.
Per Earl il denaro, in gran quantità e “facile” è lo strumento del riscatto della separata esistenza dalla sua famiglia, tanto da donarne ai suoi amici, con magnanimità; questo lavoro gli consente di guidare con calma, a lungo, come sa fare, e di cantare durante i viaggi, come sa fare, e dunque ancora di fuggire, come sa fare.
Le donne della sua vita, lo adorano e lo detestano; peraltro gli ricordano, chi con parole severe, la moglie interpretata con forte consapevolezza da Dianne Wiest, chi con il silenzio prolungato, la figlia interpretata dalla figlia nella vita Allison Eastwood, la sua auto_condanna all’esilio, il suo essere sempre stato lontano quando non avrebbe dovuto. La nipote è l’unica figura femminile della famiglia legata al nonno in modo speciale, che lo guarda con altri occhi.
Quando le circostanze precipitano a tal punto da costringerlo ad una “scelta vera e propria”, riesce a “stare”, a partecipare, a comprendere. Prima di allora le frasi di mancata attenzione alla famiglia sembrano ripetute come un copione, senza coinvolgimento.
E la vita gli offre un tardivo, tuttavia commovente, riconoscimento, che riesce a cogliere, sebbene a carissimo prezzo personale.
Una tenerezza, una pena per quest’uomo che ti cattura, che sembra un po’ la droga che spaccia nelle relazioni “fuori casa”.

Un film delicato nei sentimenti, drammatico nella sostanza, magnifico nella fotografia, con grandi spazi aperti e belle interpretazioni, tratto da una storia vera. Da vedere.
Stefania Ratini

Trama
Eastwood interpreta Earl Stone, un uomo di 80 anni che si ritrova al verde, da solo, e di fronte al fallimento della sua società, quando gli viene offerto un lavoro che richiede semplicemente la guida di un’auto. Cosa facile, ma, a sua insaputa Earl è appena diventato un corriere della droga per un cartello messicano. Svolge bene il suo nuovo lavoro, talmente bene che il suo carico aumenta esponenzialmente, e gli viene assegnato un responsabile. Ma questo non è l’unico a tenere d’occhio Earl: il misterioso nuovo ‘corriere’ della droga è finito anche nel mirino dell’agente della DEA, Colin Bates. Anche se i suoi problemi finanziari appartengono ormai al passato, i suoi errori invece cominciano ad affiorare incidendo pesantemente sulla sua vita; non si sa se Earl avrà il tempo di rimediare a quei torti prima che le forze dell’ordine, o gli esecutori del cartello, lo prendano.

Il corriereThe mule
durata: 116′
USA 2018
Produzione: Malpaso Productions, Imperative Entertainment

regia: Clint Eastwood
sceneggiatura; Nick Schenk
produttore: Clint Eastwood, Dan Friedkin, Bradley Thomas, Tim Moore, Kristina Rivera, Jessica Meier, Jilian Apfelbaum
fotografia: Yves Bélanger
montaggio: Joel Cox
musiche: Arturo Sandoval
scenografia: Kevin Ishioka

Interpreti e personaggi
Clint Eastwood: Earl Stone
Bradley Cooper: agente Colin Bates
Michael Peña: agente Trevino
Dianne Wiest: Mary
Andy García: Laton
Alison Eastwood: Iris
Taissa Farmiga: Ginny
Ignacio Serricchio: Julio
Loren Dean: agente Brown
Laurence Fishburne: agente speciale Dea
Victor Rasuk: Rico
Manny Montana: Axl
Clifton Collins Jr.: Gustavo
Noel Gugliemi: Bald Rob
Eugene Cordero: Luis Rocha
Robert LaSardo: Emilio

 

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