Il delitto di via dell’Orsina di Eugéne Labiche

Antonello Fassari, Andrea Soffiantini, Massimo Dapporto, Susanna Marcomeni - Il delitto di Via dell'Orsina
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L’ultima creatura che Andrée Ruth Shammah sceglie di portare sul palco è una drammaturgia dell’autore francese ottocentesco Eugéne LabicheIl delitto di via dell’Orsina“. La Shammah è intervenuta personalmente nella traduzione dal francese per garantire che venisse conservata la musicalità dei nomi, ha arricchito la storia ispirandosi ad altri scritti di Labiche ed ha effettuato la trasposizione temporale della drammaturgia dalla Francia dell’ottocento all’Italia prefascista, occorreva infatti, a detta della Shammah, individuare un periodo storico in cui l’ignavia e l’ipocrisia fossero tratti tipici della borghesia e potessero fare assumere alla narrazione una luce oscura.

La commedia risultante è curata, elegante, fa sorridere senza essere mai superficiale, uno spettacolo che si presta a più livelli di lettura; da una parte è una chiara satira sulla borghesia in bilico tra commedia e tragedia giocata sull’equivoco, dall’altra viene proposto allo spettatore il tema dell’avvicendamento generazionale tra il nuovo che avanza e il vecchio che deve cedere il passo rappresentato dal passaggio di consegna tra i due camerieri. Per la prima volta Andrée Ruth Shammah dirige due grandi professionisti del teatro Massimo Dapporto e Antonello Fassari nei panni di due uomini uniti dall’aver frequentato lo stesso istituto scolastico da ragazzi, ma diventati poi uomini profondamente diversi; l’uno inaspettatamente dall’essere uno studente mediocre si è trasformato in un uomo ricco ed elegante e l’altro altrettanto inaspettatamente da studente brillante è diventato un uomo proletario, entrambi devono però confrontarsi con la convinzione di essere stati complici di un delitto del quale però nessuno dei due protagonisti ricorda nulla.
I due uomini si risvegliano infatti dopo una notte di bagordi nello stesso letto con le mani sporche di carbone, ma hanno una completa amnesia di quanto accaduto la sera precedente, apprendono che una donna, una giovane carbonaia è stata uccisa quella stessa notte e da una serie di indizi che due ritrovano nei propri abiti deducono di avere in complicità commesso quell’omicidio , la paura di essere accusati farà emergere i loro istinti più gretti e meschini. Una coppia di mattatori quella costituita da Dapporto e Fassari, due attori che sebbene non abbiano mai lavorato insieme, formano un duo indovinato e vincente.

Antonello Fassari e Massimo Dapporto - Il delitto di Via dell'Orsina
Antonello Fassari e Massimo Dapporto – Il delitto di Via dell’Orsina – Foto di Francesco Bozzo

La regista si è affidata al loro talento ed esperienza ed ha lasciato loro molto spazio per inventare essi stessi le parole delle canzoni che intervallano la storia. I personaggi sono disposti a tutto pur di mantenere le apparenze, anche a commettere degli omicidi al fine di eliminare i possibili testimoni del loro presunto crimine, solo un inaspettato “coup de théâtre” farà sì che gli eventi non evolvano in tragedia.

Il conflitto tra l’essere è l’apparire è il tema portante dell’opera. Uomini borghesi per i quali la scoperta della verità è una questione irrilevante rispetto al peso delle apparenze. Lo schema della rappresentazione strizza l’occhio al teatro di rivista con un mix di prosa, canto e musica dal vivo, una piccola orchestra composta da pianoforte, flauto, clarinetto impreziosisce questa deliziosa pièce teatrale e accompagna debitamente i personaggi di “Il delitto di via dell’Orsina” . Molto attenta al contesto storico nel quale si svolgono gli eventi la scenografia e la attrezzeria di scena proprio perché come sostiene la regista il contesto esterno in cui si svolge la vicenda influisce anche in ciò che accade all’interno. L’impianto narrativo e scenico che introduce nella narrazione di Labiche scene e battute appartenenti ad altre sue commedie ci restituisce un Labiche svecchiato seppur integro e autentico nel suo messaggio.

Adelaide Cacace

Teatro Franco Parenti – Milano
fino al 23 dicembre 2021
Uno spettacolo di Andrée Ruth Shammah
IL DELITTO DI VIA DELL’ORSINA
di Eugène Labiche

traduzione Andrée Ruth Shammah e Giorgio Melazzi
con Massimo Dapporto, Antonello Fassari,
Susanna Marcomeni
e con Andrea Soffiantini, Christian Pradella, Luca Cesa-Bianchi e la partecipazione di Antonio Cornacchione
pianoforte Giuseppe Di Benedetto
flauto Lorenzo Gavanna
clarinetto Edgardo Barlassina
scene Margherita Palli
assistente scenografa Francesca Guarnone
luci Camilla Piccioni
costumi Nicoletta Ceccolini
musiche Alessandro Nidi con la collaborazione di Fabio Cherstich

aiuto regista Benedetta Frigerio
assistente alla regia Diletta Ferruzzi
assistente allo spettacolo Lorenzo Ponte
sagome tratte dalle opere di Paolo Ventura
fondali Rinaldo Rinaldi
pittore scenografo Santino Croci
direttore dell’allestimento Paolo Casati
macchinisti Alberto Accalai, Riccardo Scanarotti
elettricista Oscar Frosio
fonico Matteo Simonetta
sarta Nada Campanini

 

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