Il Festival della Paesologia: la luna, i calanchi e il racconto. Intervista a Franco Arminio

Festival della paesologia luna calanchi
history 6 minuti di lettura

Premessa: i luoghi e le parole

Ci sono luoghi in cui la terra si è impastata con le parole e le pietre sono abitate dalla letteratura.
Ci sono luoghi che ci sono rimasti nel cuore perché narrati con amore, perizia e partecipazione.
Ci sono luoghi che hanno la virtù di essere a un tempo reali e magici, possibili e necessari.
Non sempre questa miscela riesce.
E quando il miracolo si compie, non è per l’eternità e occorre allora ritornare e raccontare di nuovo.
È necessario, allora, che occhi nuovi cerchino i vecchi tratti e li portino alla luce di nuovo, nell’oggi che scorre e corre, che scorre e corre.


Aliano, Calanchi.
separa_didascalia.gif

I luoghi: Aliano

Aliano è un piccolo centro dell’Appennino meridionale, come poggiato sulla cima del paesaggio quasi lunare dei calanchi.
Aliano è oggi inserita nel sistema nazionale dei “Parchi letterari” e si propone come centro per conoscere e visitare un ben più ampio comprensorio.
Aliano è difficile da raccontare, anche se il suo nome è legato proprio a una narrazione e a un uomo che in questo paese visse, durante il regime fascista, al confino per sette mesi: parliamo ovviamente di Cristo si è fermato ad Eboli e di Carlo Levi.

Le parole di ieri: Carlo Levi

Il racconto di Levi, pur interpretato negli anni da tanti punti di vista, nasceva comunque da una scoperta, da un atto d’amore e dal superamento del pregiudizio verso una cultura avvertita inizialmente come estranea.
Fin dalla sua uscita Cristo si è fermato ad Eboli attirò l’attenzione di lettori di diversa formazione ideologica e rappresentò un grande stimolo per la riflessione sulle condizioni del Mezzogiorno nel suo complesso.
Il torinese Carlo Levi, morto a Roma il 4 gennaio del 1975, è sepolto ad Aliano.

Le parole di oggi: Franco Arminio

Franco Arminio è noto come “paesologo”, una definizione ricca e complessa che parla di radici e di mutamenti, senza pietismi e senza retorica.
In un’epoca che del globale ha fatto a tratti il proprio ritornello, Arminio ha saputo raccontarci contrafforti e alture, strade e piazze che, pur con volto mutato, continuano a vivere alla ricerca di un’identità messa in forse.
Lungo l’Appennino meridionale, fra le piaghe mai sanate della storia e del terremoto, Arminio ha, nell’epoca dei non-luoghi, narrato luoghi che il progresso non ha portato via e che continuano a essere lì, minacciati e trasformati; luoghi e paesi che sono comunque una parte della realtà che viviamo.
Forte sale il vento lungo i crinali, luoghi della geografia e della storia; forte sale lungo i crinali, la voce del passato che continua a urlare nel presente: questo uno dei grandi meriti del lavoro di Arminio.

Non appaia retorico, dopo questa breve introduzione, il nostro punto di partenza per parlare con Franco Arminio, direttore artistico del Festival della PaesologiaLa luna e i calanchi” che si svolge ad Aliano dal 21 al 24 agosto.


Franco Arminio foto di Mario Dondero
separa_didascalia.gif

La prima domanda è quasi una necessità: che cosa è un Festival della Paesologia e com’è nata questa esigenza?

L’idea non nasce dal nulla, ma da una lunga esperienza, iniziata negli anni Ottanta, di organizzatore di fatti culturali nei luoghi. Poi c’è l’amore per la Lucania, una terra di grande bellezza paesologica.
In Lucania non ci sono i pezzi firmati che ci sono a Firenze, ma c’è un paesaggio che diventa sempre più solenne.
Un festival della paesologia è un festival che intreccia tante cose diverse, arte e politica, poesia e geografia.
È il festival di una disciplina inesistente ma necessaria.

Quali sono i punti di forza del Festival e a quali altre iniziative può legarsi?

Forse il punto di forza è proprio l’intreccio di cose diverse. In qualche modo, anche se si fa da pochissimo tempo, è già un festival molto seguito e credo che nasceranno iniziative simili in altri territori.
Il nostro non è un festival che vuole intrattenere le persone. Abbiamo l’ambizione di creare nuove comunità, fatte di residenti forti, non di turisti distratti o di residenti apatici.

Che cosa è rimasto di Carlo Levi ad Aliano e che cosa è rimasto dell’Aliano di Carlo Levi?
Non è facile rispondere a questa domanda. Senza il libro di Levi sicuramente Aliano sarebbe un altro paese.
Il paesaggio dei calanchi ai tempi di Levi non era certo considerato come lo vediamo noi adesso. Oggi un paesaggio inoperoso può apparire una promessa e una premessa per un nuovo modello di vita. Ai tempi di Levi era solo terra che non portava pane.

La definizione di “paesologo” le sembra riduttiva o perfettamente in grado di render conto del suo percorso espressivo e culturale?

Paesologo mi può bastare, ma c’è sempre il rischio di essere scambiato per paesanologo.
E allora forse è il caso di ricordare che il lavoro poetico è l’ambito che mi è più proprio.

In senso più generale, data la sua conoscenza dei luoghi, come può essere valutata l’esperienza del Parco Letterario?

Anche su questo non so rispondere. Quella dei parchi letterari è una bella idea che ha avuto alterne fortune. Adesso mi pare che stiano ripartendo dopo un periodo di difficoltà. Comunque quello dedicato a Levi è uno dei parchi letterari più necessari.


Aliano, Calanchi.
separa_didascalia.gif

Piccolo cenno dal programma: Ritorno in paese

Tra le tante iniziative in programma ad Aliano, segnaliamo lo spettacolo proposto da Altroteatro di Firenze, il giorno 23 agosto alle ore 19 nel cortile di Palazzo Colonna.
Ritorno in paese, appunti di viaggio in un cortile di Aliano è una scrittura scenica di Antonello Nave, basata su testi di Franco Arminio, Eliana Petrizzi, Amelia Rosselli e Rocco Scotellaro.
Gli interpreti sono Benedetta Tosi, Eugenio Nocciolini e Caterina Pontrandolfo.
L’accompagnamento musicale e la composizione di canzoni create per l’evento sono di Livio e Manfredi Arminio.

Antonio Fresa

Per saperne di più sul Festival
http://www.lalunaeicalanchi.it/2014/

Per saperne di più su Franco Arminio
http://www.lalunaeicalanchi.it/2014/la-luna-e-i-calanchi/direzione-artistica/
http://comunitaprovvisorie.wordpress.com

Franco Arminio è nato a Bisaccia in Irpinia d’Oriente nel 1960.
Sei sono a oggi le sue raccolte poetiche: Cimelio dei profili (Sellino, 1985), Atleti (associazione librai avellinesi, 1993) Homo timens (Sellino, 1997), Sala degli affreschi (Sellino, 1999), Poeta con famiglia (D’If, 2009), Stato in Luogo (Transeuropa, 2012), La punta del cuore (Mephite, 2013).
Tra le altre sue opere ricordiamo: Siamo esseri antichi (Sellino, 1998), una lettura della civiltà contadina attraverso il repertorio fotografico del centro Guido Dorso, Diario civile (Sellino, 1999), L’universo alle undici del mattino (D’if, 2002), Viaggio nel Cratere (Sironi, 2003), Circo dell’Ipocondria (Le Lettere, 2007), Vento forte tra Lacedonia e Candela (Laterza, 2008, Premio Napoli), Nevica e ho le prove (Laterza, 2009), Cartoline dai morti (Nottetempo, 2010, Premio Dedalus, recentemente tradotto in Russia), Oratorio Bizantino (Ediesse, 2011), Terracarne (Mondadori, 2011, premio Carlo Levi, premio Paolo Volponi), Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori, 2013), Il topo sognatore e altri animali di paese (Rrose selavy).
Un giorno in edicola, La terra dei paesi, Scuola di paesologia, Giobbe a Teora, Terramossa sono alcuni dei documentari di cui Arminio è autore.
Continua la sua collaborazione con riviste e quotidiani nazionali e la sua paretcipazione a manifestazioni sulle problematiche dei territori.
Come blogger è animatore di Comunità provvisorie, un blog dedicato ai paesi e al paesaggio. Ha organizzato numerose visite ai luoghi con le persone vicine a questa esperienza.

 

 

 

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article