Il Flauto Magico di Piazza Vittorio

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È un’ingenua vitalità quella che permea il film il Flauto Magico di Piazza Vittorio. Bella favola che ricalca l’opera mozartiana, e al contempo ne propone una libera interpretazione.

Lo schema è quello classico: l’eroe va in cerca della bella aiutato dal fido servitore, e fornito degli oggetti magici che potrà portare con sé. Dovrà superare tre prove per conquistare l’amata Tamina, la bella e brava Violetta Zironi, e sottrarla così alle mani del crudele stregone Sorastro, interpretato da un convincente Fabrizio Bentivoglio, che è anche co-autore del progetto cinematografico. Alla fine l’happy end di pragmatica.
Quindi nulla di nuovo nella storia?

Il flauto magico. Violetta Zironi e Ernesto Lopez Maturell

Di nuovo c’è invece l’atmosfera divertita e divertente che il film riesce a costruire con le sue scene a tratti un po’ trash, e i suoi protagonisti che fanno parte dell’Orchestra di Piazza Vittorio.
Interessante il modo in cui i registi, Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu, giocano con i colori sfavillanti e con la grafica, per restituire una dimensione visionaria. Il viaggio del principe Tamino, il percussionista cubano Ernesto Lopez Maturell, e del servitore Papageno, il percussionista senegalese El hadji Yeri Samb, è descritto in modo onirico. Sembra il percorso di novelli Pac-Man in versione moderna.

Ricordate i primi giochi da consolle, in cui il fantasmino mangiava di tutto con i suo i terribili bip bip? Eppure niente di così tecnologico, poiché gli effetti speciali sono disegnati in modo artigianale, ad acquarello e ad uno ad uno da Lino Fiorito.

Ancora una volta Cabiddu e Tronco ricorrono ai brillanti musicisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio, provenienti da tutte le parti del mondo e da tutte le possibili marginalità sociali, per dare vita ai loro mondi e trasfigurare i luoghi del quotidiano.

I due registi rivisitano Mozart e costruiscono una colonna sonora in cui si intrecciano rock, samba, disco music, lirica. Ricorrono tra gli altri, alla chitarra ispirata di un simpatico Evandro Dos Reis, con il suo baffo da guascone, ai toni arabi del cantante tunisino Houcine Ataa, nei panni di uno splendido cattivo che vuole per sé la principessa, costi quel che costi. E che con la sua voce ci ricorda le nostre radici mediterranee.

Come sempre l’orchestra di Piazza Vittorio, vero e proprio crogiolo di razze e culture, provenienze e ibridazioni, continua ad essere progetto di convivenza pacifica tra alterità che si confrontano e producono arte e linguaggi condivisibili.
La favola inizia nel momento in cui Omar Della Valle chiude i cancelli dei giardini di Piazza Vittorio. Gli stessi giardini che, trasfigurati dalla fantasia dei registi e degli attori, diventano lo sfondo da cui sorgono mostri, principi e una perfida regina della notte, interpretata da una magistrale Petra Magoni, che ancora una volta ci offre la sua splendida voce, questa volta in chiave dark.

La pellicola è riuscita a infonderci la stessa gioia ingenua, la stessa freschezza che riusciva a trasmetterci Pasolini nella sua trilogia della vita.
Dove ci accompagnano Cabiddu e Tronco?
Ci accompagnano a capire che anche i luoghi anonimi delle nostre città, sono luoghi densi di storie e musica. Basta saperli ascoltare.

Gianfranco Falcone
https://www.disaccordi.it/

Il Flauto Magico di Piazza Vittorio
data uscita: 20 giugno 2019
genere: musicale
anno: 2018
regia: Mario Tronco, Gianfranco Cabiddu
sceneggiatura: Mario Tronco, Fabrizio Bentivoglio, Alessandro Arfuso, Massimo Gaudioso, Fabio Natale
fotografia: Stefano Falivene
montaggio: Marco Spoletini
attori: Fabrizio Bentivoglio, El Hadji Yeri Samb, Ernesto Lopez Maturell, Petra Magoni, Violetta Zironi
paese: Italia, Francia
produzione e distribuzione: Paco Cinematografica

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