Il Gatto di Georges Simenon

ELIA SCHILTON-ALVIA REALE-IL GATTO-

Tratto dal romanzo “” di Georges Simenon, scritto più di 50 anni fa, ma senza tempo nel tracciare il ritratto psicologico dei due protagonisti. Attualissimo nel trattare le dinamiche di un certo tipo di coppia.

Elia Schilton, Silvia Maino e Alvia Reale in Il Gatto
Elia Schilton, Silvia Maino e in Il Gatto. Foto Fiorenzo Niccoli

Marguerite ed Émile sono due persone mature, vedovi, hanno estrazioni sociali differenti, lei proviene da una famiglia benestante di imprenditori e lui è un artigiano. Vivono in solitudine fino al momento in cui si incontrano e decidono di sposarsi. Il è senza un amore profondo, dovrebbe servire ad assicurare ad entrambi un supporto per la vecchiaia ma si rivelerà una camera a gas per i due coniugi ed una condanna a morte per i due fedeli animali domestici che moglie e marito portano nella casa coniugale.
I due animali totemici della coppia il gatto ed il pappagallo saranno presenti in spirito e testimoni del quotidiano astio tra la coppia. Presenti nei precedenti matrimoni di entrambi, gli animali vengono falsamente accettati vicendevolmente nel secondo matrimonio, ma saranno le due mele della discordia in una unione alla quale mancano tutti i presupposti per poter funzionare.

L'evento scatenante del loro conflitto è la misteriosa morte del gatto di Émile che l'uomo non esita ad attribuire alla odiata moglie che glielo avrebbe avvelenato. L'uomo aggredisce il pappagallo di lei, la bestiola non avrà scampo davanti alla rabbia di Émile. Verrà imbalsamato e rimarrà eterno ed imperituro testimone della vita coniugale
Marguerite ed Émile che non hanno la capacità di comunicare in maniera sana perché, nonostante l'età, utilizzano un metodo infantile attraverso bigliettini sui quali scrivono frasi ed epiteti insultanti.

L' e la paura della solitudine sono elementi che legano i due protagonisti senza mai costituire un'unione sentimentale. I dispetti ed i risentimenti riempiono le loro giornate, le loro ore fatte di ozio, i momenti dei loro pasti e costituiscono una alternativa preferibile al nulla.
Émile, uomo semplice in gradi di godere del piacere delle emozioni del momento tenta una fuga dalla moglie che però durerà solo pochi giorni, la forza invischiante di un rapporto tossico lo riconduce a casa dove lei lo aspetta per realizzare le stesse dinamiche del passato.
Entrambi carnefici nel matrimonio ed entrambi vittime perché tutti e due hanno bisogno l'uno dell'altra per esistere, incapaci di autonomia affettiva, personalità fragili e non autonome come in tanti rapporti contemporanei dove la relazione malata è preferita al nulla di chi non è in grado di bastare a sé stesso.

Elia Schilton e Alvia Reale in Il Gatto
Elia Schilton e Alvia Reale in Il Gatto. Foto Fiorenzo Niccoli

da umanità e spessore al semplice artigiano Émile, uomo apparentemente mite, ma a cui mancano gli strumenti psicologici per gestire la rabbia che lo condurranno all'omicidio, in preda ad un eccesso di ira, del pappagallo della moglie.
Alvia Reale perfettamente interpreta il ruolo della compassata e repressa Marguerite la quale vive in un passato di benessere e privilegio dal quale non è riuscita ad evolvere verso una realtà che fa fatica ad accettare.
Émile rimarrà vedovo e solo la seconda volta, il sipario di chiude su una esistenza che tornerà nel suo vuoto, un uomo che riprendendo le sue parole del primo incontro con Marguerite tornerà a vivere ingannando il tempo.

Adelaide Cacace

Teatro Franco Parenti – Milano
fino all'1 dicembre

Il Gatto
dall'omonimo romanzo di Georges Simenon
traduzione e adattamento Fabio Bussotti
regia Roberto Valerio
con Alvia Reale, Elia Schilton e Silvia Maino
scene Francesco Ghisu
costumi Francesca Novati
luci Carlo Pediani
suono Alessandro Saviozzi
traduzione e adattamento Fabio Bussotti
produzione Compagnia Orsini

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