Il giovane Karl Marx di Raoul Peck

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La forza e la bontà di questo film è la sua capacità di mettere insieme il racconto e le idee; un pensiero che attaccherà la filosofia hegeliana e sconvolgerà il mondo dando voce al proletariato e una storia “romantica” di amori e di affetti con una connotazione “anarchica” come poteva essere la vita di quei giovani negli anni quaranta dell’Ottocento.
Il regista haitiano, Raoul Peck autore di un già ottimo I’m Not Your Negro mette in scena le idee, con tutta la loro potenza espressiva, con tutto il contesto socio-economico in cui questo avviene la nascita del Manifesto del Partito comunista. Ma mette in scena con maestria anche l’amicizia tra il giovane Karl Marx e Friedrich Engels e le relazioni sentimentali trai due e Jenny von Westphalen e Mary Burns.
Tutto questo avviene con ritmo, alternanze e scelte della regia con stile che coinvolgono lo spettatore, senza mai perdere la bussola della fedeltà, dell’analisi teorica grazie anche al supporto di Pascal Bonitzer, co-sceneggiatore.
È interessante, proprio sul tema del pensiero, come il primo approccio al film da parte del regista sia stato un trattamento su Marx abbandonato da Roberto Rossellini e che è stato a sua volta lasciato da parte perché “molto didattico”.

Nel 1843 quando comincia il film, Marx (August Diehl) è un giovane squattrinato, ma già ardente pensatore ed è un redattore della «Gazzetta renana». La sua giovane sposa Jenny von Westphalen – ancora una prova all’altezza di Vicky Kriep, già recentemente ammirata nel premiato Il filo nascosto – è un’altra interpretazione della lotta e della ribellione in quanto aristocratica che ha lasciato Treviri e la sua ricca famiglia per sposare il figlio di un ebreo convertito. A Parigi, tra mille ristrettezze, conoscerà Engels con il quale condividerà il percorso politico e una solida amicizia che porterà spesso Engels, figlio di un ricco imprenditore di Manchester, a sostenerlo economicamente.

 

E il lavoro di Engels sulle condizioni della classe operaia schiavizzata viene trasportato sullo schermo, mentre la storia del pensiero e la conquista della leadership nella Lega dei Giusti porterà al Manifesto. In questo racconto delle idee intervengono, sempre con una regia attenta a coglierne l’essenza, il socialista Pierre-Joseph Proudhon, l’anarchico Mikhail Bakunin, il socialista utopico Wilhelm Weitling, e molti altri che in quello momento colgono l’urgenza di una lotta contro lo sfruttamento, ma che rispetto a Marx non riusciranno ad avere la visione della necessaria sistemazione teorica che dia fondamenta alla lotta stessa.

Scendono le splendide immagini di lotte per il riscatto con Like a Rolling Stone di Bob Dylan ad accompagnarle.
Ciro Ardiglione

Il giovane Karl Marx
durata: 112 min.
produzione: Francia, Germania, Belgio
Anno: 2017
regia: Raoul Peck
cast: August Diehl (Karl Marx), Stefan Konarske (Friedrich Engels), Vicky Krieps (Jenny von Westphalen-Marx), Hannah Steele (Mary Burns), Olivier Gourmet (Pierre-Joseph Proudhon), Alexander Scheer (Wilhelm Weitling), Michael Brandner (Joseph Moll), Niels Bruno Schmidt (Karl Grün)
sceneggiatura: Pascal Bonitzer, Raoul Peck
fotografia: Kolja Brandt
musiche: Alexei Aigui
montaggio: Frédérique Broos
scenografia: Benoît Barouh
costumi: Paule Mangenot

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