Il Governo del cambiamento verso la moderazione?

Palazzo Chigi sede del Governo
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Forse è corretto, come fa il Sole 24ore, parlare di “svolta moderata” del Governo del cambiamento. Stiamo parlando della parte economica perché sugli altri fronti come l’immigrazione siamo sempre sull’estremismo spinto.
Salvini, Di Maio e a cascata il Premier hanno dato rassicurazioni sui conti pubblici. Conte ha potuto dire che lavora «a riforme strutturali a favore della competitività del sistema-paese che saranno parte qualificante del Piano nazionale Riforme e, quindi, parte integrante della manovra economica». L’Europa non deve temere una guerra sul tema dello sforamento del deficit, come anticipato da Tria ministro dell’Economia e delle Finanze.
Vanno rassicurati i ceti del mondo del lavoro e dell’impresa, bacino elettorale della Lega soprattutto e del Movimento 5 stelle, che non gradirebbero turbolenze? Questo in attesa di un consolidamento delle preferenze di voto? In attesa di trovare le risorse finanziare per le riforme previste dal contratto?

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