Il lavoro scomparso e il lavoro dilatato

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Dall’inizio della pandemia molte cose sono cambiate sul lavoro. Molti l’hanno perso senza avere ammortizzatori sociali, molti sono finiti in cassa integrazione, molti hanno corso e corrono il rischio di ammalarsi di Covid-19, molti continuano a svolgerlo in condizioni di degrado personale e ambientale.
La quasi totalità delle persone che conosco e che hanno adottato o accentuato il lavoro a distanza, lo smart working, si sono ritrovati a lavorare molto di più, vuoi per l’inadeguatezza dei supporti tecnici disponibili, vuoi per l’assenza di formazione e soprattutto perché la “chiamata alle armi” è continua ed incessante invadendo qualsiasi spazio, dilatando le ore e le giornate lavorative.
Il sito di Bloomberg riporta che «un mese e mezzo dopo, le persone sono oberate di lavoro, stressate e desiderose di tornare in ufficio. Negli Stati Uniti, i dipendenti diretti, a casa, stanno registrando tre ore in più al giorno sul posto di lavoro rispetto a prima».

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