Il ministro degli Interni e i rifugiati

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Il ministro degli Interni Matteo Salvini continua a fare campagna elettorale utilizzando argomentazioni che esasperano il tema dei migranti e dei rifugiati. A proposito di questi ultimi gli va ricordato che, come scrive l’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, «i rifugiati sono persone che si trovano al di fuori del loro paese di origine a causa di persecuzioni, conflitti, violenze o altre circostanze che minacciano l’ordine pubblico, e che, di conseguenza, hanno bisogno di “protezione internazionale.” […] e diventano quindi internazionalmente riconosciuti come “rifugiati,” ossia come persone bisognose di assistenza da parte degli Stati, dell’UNHCR e delle organizzazione competenti». E quindi quando parla dei 67 migranti sulla Diciotti che ha bloccato in mare sostenendo che non vengono da paesi di guerra e quindi non meriterebbero accoglienza sbaglia due volte. Primo perché si può scappare non solo da paesi in guerra e poi perché di fatto i migranti a bordo sono in guerra. I 23 pakistani fuggono da una guerra civile che vede i gruppi terroristici in azione, i migranti del Ciad devo scappare da Boko Haram, per non parlare del Sudan.

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