“Il Modello Nero” in esposizione a Parigi

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Passo importante quello del Musée d’Orsay che ha inaugurato lo scorso 26 marzo l’esposizione Le Modèle Noire: de Géricault à Matisse”, aprendo le porte ad un soggetto che pur non essendo mai stato nascosto né dissimulato, ha vissuto a lungo in uno stato di invisibilità. Un esempio per tutti l’Olympia di Manet: lo sguardo fisso sullo spettatore della modella sdraiata sul letto come anche il biancore della sua pelle, magnetizza l’occhio di chi si ferma a guardarla, cosicché si perde, almeno inizialmente, la percezione che accanto a lei c’è una donna di colore, che porgendole un magnifico bouquet di fiori sottolinea con la propria “nerezza” quella luminosità lattescente. Ha un’espressione sul viso, il suo sguardo racconta una storia, eppure …

La novità di questa mostra, sebbene non sia davvero la prima del genere – anticipata da quella del 2008 alla Nieuwe Kerk d’Amsterdam “Black Is Beautiful: Rubens to Dumas” e dalla rassegna fotografica organizzata alla National Portraits Gallery di Londra nel 2016, “Black Chronicles” – sta nel sottolineare l’affermazione di una iconografia ma anche di una identità Nera. A partire dalla Rivoluzione francese fino all’abolizione della schiavitù nel 1848, dalla rivolta di Santo Domingo nel 1791 alla necessità di portare avanti il concetto di “negritudine”. Si tratta di due secoli in cui lotte, dibattiti e tensioni si sono alternati sia nel campo politico sia in quello sociale trovando uno specchio straordinariamente vario e di eccezionale poliedricità in quello artistico; la nascita della modernità democratica ha nutrito il mondo delle immagini e dell’arte in genere, sviluppando attraverso le più diverse iconografie e identità nere, legami importanti di continuità tra XVIII, XIX e XX secolo.

Expo Le modèle noir © Musée d’Orsay – Sophie Crépy

Nessuna ambiguità: non si tratta di una mostra sulla rappresentazione dei Neri in quanto gruppo sociale”, sottolinea con forza l’organizzazione dell’esposizione “ma un interesse per il modello, nel senso di soggetto osservato, rappresentato dall’artista, ed interprete di valori”.
Doppio scopo oltre che doppio senso: perché attraverso la messa in luce di un modello umano si illumina anche una disciplina, quella pittorica in quanto specchio della storia delle idee, delle sensibilità e delle raffigurazioni. Ogni artista attraverso il proprio sguardo racconta la storia della società, il cui cambiamento conduce a riflessioni su questioni fondamentali di cui la Rivoluzione della fine del XVIII secolo costituisce una cesura epocale; l’emergenza di assegnare un nuovo ritratto dell’uomo, sia esso bianco o nero, inteso come individuo emancipato e dunque indipendente, diventa formula essenziale dell’arte e della sua intrinseca democraticità.

Arte contro la schiavitù come la “Traite des Noir” di François-Auguste Biard che strabilia e sconvolge il pubblico del Salon del 1835 oppure “Chatiment des quatre piquets” dell’allievo di Ingres, Marcel Verdier, invece rifiutato al Salon del 1843; l’ardore romantico di Géricault al servizio dell’uguaglianza nel suo “Radeau de la Méduse”, in cui contrariamente agli schizzi preparatori, inserisce nella sua grane tela ulteriori figure di neri, oltre al marinaio di spalle che agita il lembo di stoffa simbolo della speranza collettiva.

 

FrÈdÈric Bazille, Young Woman with Peonies, French, 1841 – 1870, 1870, olio su tela, Collection of Mr. and Mrs. Paul Mellon

La raccolta di opere, anche fotografiche, della mostra del Musée d’Orsay attraversa quasi due secoli d’arte, di letteratura e di spettacolo; illustra la società parigina che negli atelier di pittori e scultori e fotografi dell’800 accoglie il mondo di lavoratori neri per rappresentarne tratti ed esistenze e che nel ‘900 ospita artisti d’oltreoceano che si guadagnano un ampio spazio grazie alle loro iconiche personalità ed esibizioni: acrobati, clown, ballerine che segneranno la scena e la storia dello spettacolo.

L’esposizione che si concluderà il 21 luglio 2019, si completa di una programmazione culturale aperta anche ad altre voci e tematiche, al fine di sottolineare la vivacità espressiva della cultura nera, dal cinema alla fotografia, senza trascurare musica e letteratura. Artisti francesi e americani si alterneranno sulla scena: dal recital poetico musicale di Abd Al Malik, “Le jeune homme noir à l’épée” ispirato all’omonimo quadro dipinto nel 1850 da Puvis de Chavannes, alla presentazione del racconto “Un pas de chat sauvage” scritto da Marie Ndiaye e suggerito dalla fotografia di Nadar della celebre cantante cubana Maria Martinez.

V. Ch.

Le modèle noir de Géricault à Matisse
Musée d’Orsay, 26 mars – 21 juillet 2019

Orari : tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 9.30 alle 18.00; giovedì fino alle 21.45
Biglietti: 14 € / Ridotto : 11€ / gratuito per – di 26 anni (residenti e comunità europea)
Entrata : Musée d’Orsay, , 1, rue de la Légion d’Honneur, 75007 Paris
Informazioni: www.musee-orsay.fr

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