Il Muro del Canto, Maestrale

Il Muro del Canto
history 5 minuti di lettura

Non so bene per quale motivo, nel bel mezzo delle riflessioni e dell’ascolto di Maestrale de Il Muro del Canto, mi sia venuto in mente Gadda. Ascoltare gli album del gruppo romano è sicuramente come leggere un breve romanzo in musica con crude istantanee di personaggi minori, spesso diseredati, riflessioni profonde e paesaggi poetici. Dal precedente L’Amore mio non more (Goodfellas, 2018) il gruppo ha adottato l’italiano dopo aver cantato sempre in romanesco. In Maestrale la dose nella ricetta dello spartito della lingua di Dante è aumentata senza però togliere nulla all’originalità della musica della band.

Il Muro del Canto MaestraleCambio di etichetta e qualche ulteriore evoluzione nel suono della band, più aperto all’inserimento di altri generi. Poi si registra la l’entrata definitiva del chitarrista Franco Pietropaoli che si è incaricato di produrre in studio il disco. E poi Alessandro Pieravanti normalmente voce narrante si scambia il ruolo nella prima canzone con Daniele Coccia Paifelman e canta in altre due canzoni; Alessandro Marinelli che alla fisarmonica ha aggiunto le tastiere.

La profonda e accogliente voce di Daniele Coccia Paifelman apre il disco con una breve preghiera laica, recitata in italiano: Maestrale. Introdotta da un gentile arpeggio, la successiva La luce della luna è anch’essa una preghiera, invocazione laica, cantata in romanesco, e come capita sempre nei lavori per quanto diversi, questa scelta aggiunge forza espressiva alle liriche dedicate alla vita e alla natura a cui danno una mano l’arte e la follia, come danno una mano gli ampi passaggi corali e le smorzate di ritmo.

Sorella Morte che me dai la mano
in mezzo a ‘sto sgorbio de realtà,
me insegni che giocà è ‘na cosa seria,
che l’arte e la follia so’ verità.

Non si comanda il cuore ha qualche verso in romanesco e si apre con musicalità che sembra appartenere ad altri mondi da quelli frequentati dal gruppo per poi tornare al folk, quello combattente, quello che ricorda i migliori Modena City Ramblers.

E il tempo strappa le maschere,
nessuno sembra più quello che fu.
La strada insegna a resistere,
croce e delizia della gioventù.

Lasciame sta’ è quella – per complessità di spartito e arrangiamenti – tra le più belle e intriganti. Quel parlato iniziale da crooner che racconta di vite vissute alla luce della nitida chitarra classica, il cantautorato italiano migliore, le accelerazioni rock aperte da qualche carico tocco di basso. Senza dimenticare l’andirivieni dal romanesco all’italiano. Una canzone d’amore. Quattro minuti circa da ascoltare e riascoltare.

Non ce pensà, che tutto passa e lo sai passerà,
te ne sei annato che ancora dormiva, ma alla fine un po’ se l’aspettava.
Lasciame qua, c’è troppa strada nun vojo tornà,
metto ‘na felpa bucata e sbiadita, ché questa vita non è ‘na sfilata.

Il Muro del Canto
Il Muro del canto
foto Georgiana Acostandei

Il Muro del Canto con Controvento tornano ad essere combattivi, denunciando il piattume che ci pervade in tutte le forme espressive, inclusa la trappola della rete, l’asservimento che lascia gli oppressi sempre ultimi a ritmo di un folk ben arrangiato che apre anche a venature di pop, ma alla fine invitano a ribaltare questo stato di cose

E stanotte nun m’addormo,
me preparerò all’azione
e ve svejeró domani
quanno canterà er cannone.

Politica anche la conclusiva C’era una volta un amore, un brano che parla di lotta degli sfruttati, di coloro che subiscono sofferenze materiali e morali con la fisarmonica presente più di quanto non accaduto nel resto del disco.
Prima dell’ultima canzone un’altra sottolineatura va ai quasi cinque minuti di Cometa, dove poesia e situazioni di vita quotidiana intrisa di “dolore e speranza” di amicizia convivono con naturalezza in un altro bel racconto in una cifra stilista che fanno de Il Muro del Canto una band che sa far musica.

Eccoli: Daniele Coccia Paifelman (voce), Alessandro Pieravanti (voce narrante e batteria), Eric Caldironi (chitarra acustica), Ludovico Lamarra (basso elettrico), Franco Pietropaoli (chitarra elettrica) e Alessandro Marinelli.
Non ci curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

genere: combat folk
Il Muro del Canto
Maestrale
etichetta: FioriRari
data di uscita: 16 giugno 2022
brani: 11
durata: 00:41:14
album: singolo

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article