Il paradiso del pavone, un film che non spicca il volo

Il paradiso del pavone di Laura Bispuri
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Il terzo film di Laura Bispuri, regista e sceneggiatrice nata a Roma nel 1977, Il paradiso del pavone, ha il merito di riportare sul grande schermo Dominique Sanda, l’attrice parigina oggi settantunenne che è stata tra le protagoniste della grande stagione del cinema d’autore italiano negli anni 70.

Basterà ricordare i ruoli importanti ed estremamente fascinosi da lei impersonati in Gruppo di famiglia in un interno di Luchino Visconti, Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica, Il conformista e Novecento, di Bernardo Bertolucci, Al di là del bene e del male di Liliana Cavani. La sua ultima presenza cinematografica di un certo rilievo risale all’anno 2000 con la partecipazione al film I fiumi  di porpora di Mathieu Kassovitz.

È quindi un piacere ritrovarla in un ruolo importante e intenso in questo film della Bispuri nel quale interpreta una donna che, in occasione del suo compleanno, riunisce la famiglia nella sua abitazione davanti al mare. Facciamo così la conoscenza, oltre che del marito Umberto e della domestica Lucia, dei figli Vito e Caterina, della nuora Adelina, dell’ex genero Manfredi, della nipote Alma e della cugina Isabella.

Dominique Sanda in Il paradiso del pavone di Laura Bispuri
Dominique Sanda in Il paradiso del pavone di Laura Bispuri

Ma l’ospite più importante, involontario fattore scatenante capace di portare alla luce i disagi, le incomprensioni, i segreti e i sentimenti più profondi e nascosti di ciascun componente del gruppo, è il pavone Paco, insolito e ingestibile animale “domestico”.

Relegato sul balcone per non disturbare il pranzo di famiglia, il povero animale cerca di spiccare il volo per inseguire una colomba e, incapace di volare per natura, si sfracella sul marciapiede sottostante.

Anche il film della Bisturi, al pari del pavone, si dimostra incapace di sollevarsi in volo. Ne avrebbe tutte le intenzioni e le ambizioni ma gli sforzi della regista appaiono velleitari e Il paradiso del pavone, dalla stessa sceneggiato insieme a Silvana Tamma, appare decisamente poco riuscito, con dialoghi pretenziosi e mai spontanei, situazioni inverosimili o incomprensibili, riprese e movimenti di macchina presuntuosamente autoriali che vorrebbero (forse dovrebbero) indurci a riflettere ma che risultano spesso del tutto inutili o fini a sé stessi.

Il tema della riunione di famiglia come espediente per fare emergere malesseri e incomprensioni o per ritrarre caratteri e personalità mantenuti nascosti e finalmente rivelati in seguito a un evento drammatico e scatenante è stato talmente battuto da tanto cinema, italiano e internazionale, da provocarci ormai un’inevitabile sensazione di déjà vu dopo poche riprese.

Diventiamo poi particolarmente critici e insofferenti quando il film che stiamo vedendo, nel nostro caso Il paradiso del pavone, non regge minimamente il confronto con i tanti film già visti sull’argomento con ben diversa resa cinematografica e profondità di sentimenti.

Ricordo solo, senza alcuna pretesa di completezza, Mine vaganti di Ferzan Özpetek, A casa tutti bene di Gabriele Muccino, Latin lover di Cristina Comencini, Il nome del figlio di Francesca Archibugi (per non risalire a La famiglia di Ettore Scola o Speriamo che sia femmina e Parenti serpenti di Mario Monicelli).

La Bispuri rimane purtroppo ben lontana da questi modelli e lascia tutto irrisolto, appeso a un gioco di sguardi e di silenzi che vorrebbe essere pieno di significato ma che finisce con l’apparire arido e ingiustificato.

Gli attori (oltre alla già ricordata Domenique Sanda meritano una menzione almeno Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Maddalena Crippa e Fabrizio Ferracane) ci mettono tanta buona volontà ma appaiono per lo più spaesati risultando poco convincenti e soprattutto per niente empatici. Risulta davvero impossibile immedesimarsi in uno qualsiasi dei personaggi (finisce con il destarci simpatia solo il povero pavone!).

Il paradiso del pavone è un film molto deludente, soprattutto rispetto alle due precedenti esperienze della Bispuri (Vergine giurata del 2015 e Figlia mia del 2018) che avevano fatto sperare in una crescita dell’autrice. Viceversa siamo di fronte a un deciso passo indietro dal quale ci auguriamo che la Bispuri sappia presto riprendersi.

GianLuigi Bozzi

Il paradiso del pavoneIl paradiso del pavone
Italia/Germania 2021
durata 89′
regia Laura Bispuri
sceneggiatura Silvana Tamma, Laura Bispuri
fotografia Vladan Radovic
montaggio Carlotta Cristiani, Jacopo Quadri
scenografia Ilaria Sadun
casta Dominique Sanda, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Carlo Cerciello, Fabrizio Ferracane, Leonardo Lidi, Tihana Lazovic, Yile Vianello, Ludovica Alvazzi Del Frate, Carolina Michelangeli, Maddalena Crippa, Raffaella D’Avella

produttore Marta Donzelli, Gregorio Paonessa
produzione Vivo film, Match Factory Productions, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Film und Medienstiftung NRW, Regione Lazio
distribuzione Nexo Digital [Italia], Real Fiction [Germania]

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