Il piacere dell’onestà di Luigi Pirandello

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Il piacere dell’onestà di Luigi Pirandello è ambientato ad inizio ‘900 in un salotto dell’alta borghesia dove incontriamo la madre di Agata (Laura Mazzi), l’amante di Agata il nobile marchese Fabio Colli (Marco Quaglia) ed un parente della giovane al quale è stato affidato l’incarico di individuare un uomo che sposerà la ragazza per salvare l’onore della famiglia.

Il preoccupato amante della nubile non può legalizzare il legame con la donna perché già sposato e la disperata Agata (Alessia Giangiuliani) è in attesa di un figlio.

L’obiettivo del gruppo è chiaro: salvare le apparenze, l’onore della famiglia, creare una situazione dinanzi alla quale il pensiero della gente non possa dubitare della loro onestà.
Il mezzo che verrà adottato è “limpido”: Baldovino (Alessandro Averone), un uomo che sembra privo di doti, mediocre ed apparentemente manovrabile sposerà Agata e si attribuirà la paternità del pargolo.

La matrice pirandelliana di questa commedia è immediata e lampante, vi si legge tutto l’interesse dell’autore per i comportamenti umani e le interazioni sociali. Viene disegnato uno dei temi più cari a Pirandello: la società vista come un insieme di convenzioni che impedisce alla vita dell’uomo di fluire libera. Le convenzioni che dovrebbero salvare le apparenze sono la forma alla quale gli uomini si aggrappano per dare un senso alla propria esistenza
Onnipresenti nelle sue opere i conflitti: finzione verso realtà, convenzioni verso valori.

Lo stesso Baldovino si ritroverà, come Deus ex machina a determinare un inatteso svolgersi della storia: l’uomo investito di un ruolo che lo fa apparire onesto agli occhi della società attinge a valori interiori e diventa onesto profondamente. Ecco il conflitto: l’onestà e la rettitudine inserite come valori in una società che ha solo convenzioni di facciata genera conflitti ed attriti.
Baldovino deve essere eliminato e viene escogitato un tranello nel quale farlo apparire come un ladro all’interno della società che gestisce, un evento che potrà giustificare un legittimo allontanamento dell’uomo con la giusta e socialmente accettabile separazione dalla moglie, ma Baldovino scopre il tentativo e si mostrerà fino in fondo onesto.

Pirandello decide di premiare in questa commedia la purezza dei valori interiori: Agata è conquistata e sedotta dalla integrità e rettitudine del marito. Con questa conclusione Pirandello ha rivissuto in parte le dinamiche del suo stesso matrimonio, che nato come unione di interessi si trasformò in una unione d’amore.

Scritta oltre 100 anni fa, Il piacere dell’onestà si mostra attuale nelle dinamiche sociali, interessato a Freud ed alla psicoanalisi, Pirandello avrebbe sicuramente apprezzato Emile Durkheim e le sue teorie sociologiche olistiche.

Gli interpreti della compagnia Knuk Company sono davvero convincenti nei rispettivi ruoli. La regia del talentuoso Alessandro Averone è stata costruita per sottolineare la modernità del messaggio pirandelliano. Il giovane regista, che ha affermato in una recente intervista, di avere l’obiettivo di scavare nell’animo umano per cogliere ciò che in esso genera emozioni, ha voluto suggerire agli spettatori che vi sono dinamiche sociali che il tempo non fa impallidire, forse anche la scelta di inserire nei costumi degli attori dei capi fuori tempo per l’epoca, ma moderni è stata fatta con questo scopo. Se tale era il suo obiettivo, esso pare perfettamente centrato nella sua regia de “Il piacere dell’onestà” e non vediamo l’ora di goderci tra pochissimi giorni la sua conduzione di “Aspettando Godot” di Samuel Beckett sempre in programmazione al Teatro Elfo Puccini di Milano

Per finire, guardando il comportamento di Baldovino non possiamo non ricordare le parole del grande drammaturgo: “È più facile essere eroe che galantuomo, si può essere eroe per un momento, galantuomo bisogna esserlo sempre”.

Adelaide Cacace

Teatro Elfo Puccini – Milano
3-5 dicembre

Il piacere dell’onestà
di Luigi Pirandello
regia Alessandro Averone
scene Alberto Favretto, costumi Marzia Paparini
musiche a cura di Mimosa Campironi
luci Luca Bronzo
con Alessandro Averone, Alessia Giangiuliani, Laura Mazzi, Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Mauro Santopietro
produzione Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Knuk Company

durata: 90 minuti

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