Il piacere è tutto mio, Mrs. Thompson!

history 6 minuti di lettura

A molti mesi dalla sua prima apparizione al Sundance Film Festival[1]  (gennaio 2022) e dalla presentazione alla Berlinale [2 ]di febbraio – con l’originale denominazione di Good luck to you, Leo Grande – arriva infine sugli schermi anche nel nostro Paese il nuovo lavoro di Sophie Hyde. Il piacere è tutto mio: questo il titolo italiano scelto per il film.

La regista Sophie Hyde, australiana di Adelaide, si incontra con la scrittura brillante e delicata di Katy Brand, inglese del Buckinghamshire; insieme, mettono in scena un lungometraggio curioso ed inedito, con due interpretazioni di spessore, quelle di Emma Thompson e Daryl McCormack, in grado di sostenere pressoché da soli una narrazione tutt’altro che facile.

Il contesto dell’azione è piuttosto semplice. La Thompson è nei panni di una ex insegnante (di religione), vedova, reduce da un matrimonio tanto solido (in apparenza) quanto deprimente e privo di passione. Un marito presumibilmente patetico, scialbo, distratto e privo di interesse per il piacere della sua consorte – ma forse anche per il proprio – se ne è andato da questo mondo, lasciandola insoddisfatta e incuriosita di provare, almeno per una volta nella vita, le gioie del sesso. Nancy però non pensa di imbastire – forse non si sente in grado di farlo – una nuova relazione, magari più deludente di quella appena conclusa. Decide invece di andare sul sicuro e di arruolare un escort (un gigolò, per i più tradizionalisti), per esperimentare con lui – a pagamento – quello che la vita gli ha finora celato. Nancy sarebbe in realtà Mrs. Robinson – allusione fin troppo palese alla Anne Bancroft seduttrice del giovane Dustin Hoffman ne Il laureato – ma si presenta come Nancy Stokes: un nome fasullo, come avviene negli incontri di questo tipo.

Anche McCormack, ovviamente, si presenta con un nickname, Leo Grande (quello che compare nel titolo di quasi tutte le versioni del film, ad eccezione di quella italiana): riveste la parte di un “professionista” di livello e di buona cultura, che deve combattere – in prima istanza – con gli scrupoli psicologici ed etico-morali della sua nuova cliente, che scopriremo ossessionata dalla “concupiscenza”, subito pentita di essere ricorsa alla prostituzione, seppure d’alto bordo, per provare a capire qualcosa del suo corpo insoddisfatto. Leo però non è solo un grande esperto del sesso; si dimostra anche una persona sensibile ed in grado di ascoltare, oltre ed al di là dei desideri e delle curiosità impacciate di una matura signora in crisi con sé stessa.

Daryl McCormack e Emma Thompson in Il piacere è tutto mio di Sophie Hyde
Daryl McCormack e Emma Thompson in Il piacere è tutto mio di Sophie Hyde Foto Bryan Mason © GoodLuckLeoLimited

Tutto si svolge – in diversi incontri – nella medesima stanza d’albergo, tentativo comprensibile quanto patetico, da parte di Nancy, di ricostruire per quanto possibile, per questa sua folle impresa, una parvenza di casa e di routine familiare e domestica. Grande qualità, lo ripeto, quella dei due attori – che riescono a rendere gradevole e non faticoso per gli spettatori il dipanarsi della storia quasi solo nel medesimo, circoscritto ambiente – e grande talento della sceneggiatrice e della regista nel costruire dialoghi e scene sostenibili e divertenti all’interno del medesimo vincolo spazio-temporale.

C’è sicuramente il tema della bellezza dei corpi: quello giovane, meticcio e statuario di McCormack, ma anche quello altrettanto bello – «si trova sempre qualcosa di desiderabile nell’altro», si sentirà dire Nancy da Leo – della Thompson. La quale veste (e toglie) con grande disinvoltura i panni di una donna – matura ed impacciata – che tuttavia arriva a comprendere di essere (ancora) bella grazie alla scoperta dell’accettazione di sé e delle proprie contraddizioni. E qui potrebbe richiamarsi l’argomento del desiderio nell’età di mezzo ed oltre.

I due, però, si nascondono reciprocamente diverse cose: non solo le rispettive identità anagrafiche. C’è qualcosa “oltre” le apparenze di un semplice eppure complicato desiderio (femminile) proibito e di un mestiere (maschile) esercitato – assertivamente ed apparentemente – con soddisfazione e serenità, per libera scelta e non per costrizione. Il tentativo maldestro di superare i confini dell’identità convenzionale tra i due avrà esiti sorprendenti. Sarà solo dopo una momentanea rottura e nell’unica occasione vissuta fuori da quella camera-alcova-confessionale che le vite di entrambi sembrano infine schiarirsi. Un improbabile, occasionale ed imbarazzante incontro – che chiude in sostanza lo svolgimento (pacifico) dell’argomento (epidermico) del film – condurrà alla riepilogazione ma anche ad una lettura più articolata della storia che le autrici ci stanno raccontando.

Il piacere è tutto mio infatti – a dispetto dello sviluppo dei propri temi espliciti, pure condotti con leggerezza e bravura– a me pare soprattutto un discorso niente affatto scontato sul nascondimento e sul conformismo sociale: sia che si tratti del profilo apparente di una donna perbene e ineccepibile che di quello di un giovane disinibito e nondimeno così “corretto”, dall’esistenza poco convenzionale eppure apparentemente pacificata. Le esistenze reali e quotidiane dei due, tratteggiate per racconti e inserzioni – lei con una figlia tra il deludente e l’insostenibile che la compulsa di telefonate, lui con una madre e un fratello dai contorni vaghi e apparentemente all’oscuro di tutto– fanno da sfondo e da parentesi per svelare infine il confine sottile tra verità e rappresentazione. Ma anche per uno squarcio sui drammi dell’esistenza, la fragilità umana e il bisogno universale di cura, affetto e ascolto – dell’anima e del corpo– che rendono tanto infelici e solitarie molte vite del nostro mondo apparentemente sazio e iper-connesso.

Paolo Sassi

Il piacere è tutto mio di Sophie HydeIl piacere è tutto mio
di Sophie Hyde
titolo originale: Good luck to you, Leo Grande
paese: Regno Unito
anno: 2022
regia: Sophie Hyde
durata: 97’
lingua originale: inglese
sceneggiatura: Katy Brand
cast: Emma Thompson (Nancy Stokes/Susana Robinson), Daryl McCormack (Leo Grande/Connor), Isabella Laughland
fotografia: Bryan Mason
musica: Stephen Rennicks

montaggio: Bryan Mason
produzione: Debbie Gray, Adrian Politowski
distribuzione: BIM

 

 

[1] https://www.sundance.org/blogs/good-luck-to-you-leo-grande-expands-the-definition-of-pleasure-2/
[2] https://www.berlinale.de/en/archive-selection/archive-2022/programme/detail/202203038.html

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article