Il possente rock dalla Cornovaglia. Intervista alla band Brother & Bones

Brother and Bones
history 3 minuti di lettura

In attesa di poterli ascoltare dal vivo nelle due date italiane, giovedì 29 ottobre a Milano e venerdì 30 a Torino, abbiamo raggiunto il gruppo via mail per un’intervista.
Il 28 agosto scorso hanno esordito con il disco omonimo mantenendo e superando le attese del precedente Ep To Be Alive. I Brother & Bones sono un quintetto composto da Richard Thomas  (Voce e chitarra acustica), Alex Karban (basso e cri), James Willard (chitarra e cori), Yiannis Sachinis (batteria) e Robin Howell (percussioni) e sono originari della Cornovaglia da cui si odono note di folk che fluiscono insieme ad un rock possente ed in grado di lasciare il segno.

Il disco mi si è presentato all’ascolto invadente per il coinvolgimento delle sue sonorità. Omaha è uno dei momenti in cui si è inondati con maggiore intensità. Da dove nasce e cosa volete raccontare all’ascoltatore con questo brano?
Per quanto ne so, la parola’ Omaha ‘deriva dal termine Sioux che significa per’ a monte ‘. Suppongo che la canzone nasca da questa definizione. Omaha è stato anche il nome dato a una delle spiagge del Nord della Francia dove sono sbarcati gli alleati nella seconda guerra mondiale.

Undici canzoni con un timbro, quasi tribale, e un ritmo in cui le percussioni sono un elemento innovativo e caratterizzante. Il fatto di avere nella band Yiannis alla batteria e Robin alle percussioni cosa ha comportato: nella scrittura musicale o nell’interazione tra loro?
I tamburi e le percussioni sono ovviamente una parte importante della nostra musica. L’obiettivo di Rich era cercare di fare qualcosa di diverso con il lato ritmico fin dall’inizio e avere due batteristi a disposizione ci dà molte più possibilità in termini di stesura e arrangiamento della musica. A volte ci vuole un bel po’ di tempo per arrangiare la musica in modo corretto, per far siche i tamburi non siano troppo “ingombranti” nell’arrangiamento finale ma riteniamo che questo dia una dimensione extra alla nostra musica.

Veniamo alla vostra biografia. Ci raccontate come vi siete conosciuti e come siete partiti nella formazione del gruppo. Quanto c’è della Cornovaglia, la vostra patria di origine, nella musica e nelle liriche? Se doveste suggerire un brano dove la vostra terra si percepisce meglio quale brano consigliate e come  ascoltarlo?
Rich e Robin suonano insieme da quando si sono incontrati in Cornovaglia oltre 10 anni fa. Entrambi poi si sono trasferiti a Londra e hanno prima invitato James e Yiannis a una sessione di prove, poi si è unito Alex. La Cornovaglia è molto importante per noi: abbiamo passato lì molti anni ed è dove Rich ha imparato a suonare e a sviluppare la sua capacità di scrivere canzoni. Inoltre in Cornovaglia il pubblico è sempre molto caldo con noi. È sempre bello tornare a casa!

Avete già alle spalle molti concerti dopo l’esordio. Che cosa avete appreso di nuovo, musicalmente intendo, cavalcando sui palchi di mezza Europa? In Italia arriverete per due date ma ci siete già stati nel 2014: cosa vi ha lasciato la precedente esperienza in Italia?
Siamo stati molto fortunati a essere in grado di viaggiare tutto l’Europa con la nostra musica ed abbiamo visto un sacco di posti e città meravigliosi. Il pubblico europeo è fantastico e molto attento. C’è infatti un alto livello di interesse per la musica in generale e quando le persone partecipano a un concerto vogliono realmente ascoltare le performance. È stato fantastico visitare l’Italia la prima volta perché abbiamo sempre voluto suonare nel vostro paese. La gente è stata molto amichevole nonostante fossimo una band nuova. Non vediamo l’ora di tornare per gli altri due spettacoli e una pizza come si deve!

Quando si legge del disco il riferimento ai Pearl Jam è costante. A cosa lo addebitate? Alle chitarre incendiare, all’approccio dei temi rock, alla voce di Richard?
Il collegamento Pearl Jam è stato menzionato solo una volta quindi non siamo sicuri del riferimento, ma lo prendiamo come un complimento enorme. Noi cerchiamo di fare solo la musica che ci piace e tenerla il più fedele possibile a noi stessi.

E se dovesse pensare ad una giovane band di questi ultimi anni a chi guardereste?
Il nuovo album dei Foals è grande!

Ciro Ardiglione

 

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article