Il principe del deserto

motociclismo circuito
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Ben Spies vince entrambe le gare in Qatar precedendo Noriyuki Haga e Max Biaggi che regala il primo podio alla debuttante Aprilia. Week end sofferto per la Suzuki, segni di ripresa per BMW, Honda incerta. Esattamente come quindici giorni fa in Australia Ben Spies prende subito confidenza con una pista che non ha mai visto e non lascia scampo agli avversari. Il giovane texano ha infatti condotto le due gare del secondo round del mondiale Superbike con intelligenza e aggressività ritagliandosi un ruolo da protagonista che nessuno, probabilmente, si aspettava alla vigilia.

Se Spies sorprende, Noriyuki Haga non delude, riuscendo a raddrizzare un week end che sembrava destinato a far soffrire gli uomini della Ducati. Il giapponese esce vittorioso dal duello con Biaggi e conquista due secondi posti che gli consentono di mantenere la testa della classifica.

Sorride anche Max Biaggi che celebra, insieme a tutta Aprilia, il primo podio della stagione, dopo la delusione dell’esordio. Su una pista sicuramente amica come quella di Losail, la moto della casa di Noale ha dimostrato tutto il proprio potenziale e ha dovuto cedere solo davanti a una Yamaha imprendibile e a una Ducati forse più fortunata.

Trasferta difficilissima per la Suzuki, che porta a casa solo i punti conquistati da Neukirchener in gara 2, mentre la BMW inizia a dare deboli segni di ripresa, con Corser e Xaus a ridosso dei primi dieci. Stenta anche la Honda che può rallegrarsi solo per il quarto posto di Kyonari in Gara 2.

GARA 1 – Max Biaggi scatta davanti a tutti, seguito da Haga, Smrz e Spies. Su una pista che considera praticamente come casa sua, Biaggi conduce la gara senza sbavature, resistendo agli attacchi di Haga e cercando di creare un po’ di “buco”.

Alle spalle dei primi si registrano le cadute di Kagayama (2° giro) e il “lungo” di Neukirchener (al terzo) che di fatto mettono la parola fine alle velleità della Suzuki così come una caduta, al sesto giro, fa uscire di scena Smrz, partito dalla seconda posizione.

Al tredicesimo giro Spies, fino ad allora alla finestra, scatena l’attacco e supera prima Haga e poi Biaggi, dimostrando la solidità della propria Yamaha. Anche Haga rompe gli indugi e sopravanza Biaggi dando il via a un duello che si concluderà a due giri dalla fine quando il samurai sulla Ducati risulterà imprendibile.

Quarto posto per un rinato Nakano, a conferma dell’ottima prestazione dell’Aprilia, e quinto per la Honda di Carlos Checa. Da segnalare la scivolata senza conseguenze di Michel Fabrizio, con l’altra Ducati ufficiale.

GARA 2 – Sulla griglia manca Smrz, al quale si rompe il supporto dell’ammortizzatore di sterzo nel giro di lancio [1]. Per il resto la partenza sembra la fotocopia di quella di Gara 1: scatto bruciante di Biaggi e zampata del duo Haga e Spies con l’americano che questa volta riesce a non rimanere intruppato nel gruppo degli inseguitori. Alle loro spalle, Corser che per un paio di giri riesce a rimanere incollato ai primi per essere poi risucchiato dal gruppo.

Nel frattempo a metà del primo giro Haga supera Biaggi imitiato da Spies, al terzo. L’impressione è che l’americano, riposatissimo dopo Gara 1 nonostante il caldo soffocante, voglia chiudere i giochi in fretta. E così è: al sesto giro supera Haga e se ne va, lasciandosi alle spalle la lotta per la medaglia d’argento. Come in Gara 1 a Ducati e l’Aprilia se le danno di santa ragione e alla fine la spunterà ancora una volta la casa di Borgo Panigale. Alle spalle di Biaggi arriva, quatto quatto il giapponese Kyonari, che salva il week end della Honda mentre quinto è l’inglese Sykes, compagno di squadra di Spies.

I due secondi posti conquistati in Qatar consentono a Haga di mantenere la leadership del campionato anche se Spies gli è alle calcagna, con soli 10 punti di svantaggio. E c’è da chiedersi come sarebbe stata la classifica se Spies non fosse uscito alla prima curva di gara 1 in Australia.

Il prossimo appuntamento con il mondiale Superbike è fissato per domenica 5 aprile a Valencia.
Alessandra Rossi

[1] www.motonline.com

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