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Dopo l’uscita di tre brani, frutto anche della collaborazione con i suoi amici artisti, abbiamo intervistato Tiziano Jannacci per farci raccontare della sua musica e delle storie che la circondano.

Compositore, musicista, imprenditore nel mondo della ristorazione, collaboratore e testimone della Jannacci & Friends, il gruppo Fb nato prima della morte di Enzo Jannacci suo cugino. Attività che solo a leggerle si farebbe fatica. Qual è il collante di tutto ciò?  E come influiscono queste esperienze nella produzione artistica?
Tutto avviene per tappe, e per passione che nella vita si concretizzano.
A 14 anni la scelta di seguire il cuore gastronomico e studiare da chef sempre con una colonna sonora al seguito (Pink Floyd), in contemporanea l’altra passione si fa avanti e inizio a studiare al mitico Capolinea di Milano con Lucchini e Pellegatti, batteria jazz.Proseguo poi nel funky da Franco Rossi. L’evoluzione nel campo gastronomico e la full immersion nella piccola azienda di famiglia che con tanta tenacia e sudore si è affermata, in maniera modesta  poi l’apertura del mio Catering che oggi sforna circa 3000 porzioni di cibo quotidiane .
Oggi dopo aver costituito Jannacci FRIENDS e Jannacci show per mantenere vivo il ricordo del nome Jannacci in tutte le sue sfaccettature, mi da la possibilità di promuovere la musica e gli amici artisti che nel tempo mi si sono accostati,  tanti quelli di Enzo che ho scoperto e apprezzato con tutte le belle storie che mi raccontano .

Parlando di collante, la sua musica mi sembra debba tanto al jazz nella sua versione più gioiosa e orientata al pubblico con il quale sembra dialogare anche quando non è davanti ad un palco. Quando nasce questa “passione” e quali sono i punti di riferimento?
Il jazz non è proprio nelle mie corde anche se una certa influenza si sente, a me piace la musica allegra. E comunque quella che mi emoziona anche nel caso di ballad scure, come il mio “Colibrì” appena uscito. Io creo i testi che escono dal mio cuore e che hanno sempre un significato emotivo.

Il suo attuale progetto ha visto l’uscita di tre singoli “Night”, “Gatto Funky” e “Colibrì”  ai quali ne seguiranno altri cinque con cadenza mensile. Può raccontarci qualche dettaglio in più su questa scelta delle “puntate”?
Un anno fa ho scritto (di notte e dopo il lavoro convenzionale) dei testi usciti dalla mia anima. Purtroppo in quel periodo il genio di mio padre, Domenico Jannacci stava avviandosi all’ultimo capitolo di vita ed io ero in un momento molto particolare, lui però è riuscito a seguire il mio progetto e a sentire alcune realizzazioni stupendosi molto anche di questo aspetto artistico che mi contraddistingue.
A oggi sono usciti tre pezzi e un video di Night,  girato un anno fa con la collaborazione della regista Anne Papaleo. Gatto funky un pezzo ironico che è stato musicato dal grande Marco Ricci (bassista storico di Enzo e Paolo Jannacci), lo abbiamo cantato insieme, a tal proposito vi racconto una gustosa storia. Il pezzo, è nato in musica, dalla penna di Marco che per farmelo sentire lo ha cantato, cosa mai successa per lui, si sparge la voce e tutti gli amici artisti vogliono il pezzo. Una reliquia. Oggi,  è rimasta quasi così, però anche con la mia voce un po’ stonata. Poi ho fatto un altro testo Colibrì con Mirko Fait e Claudio Ottaviano cantato da Beatrice Zanolini.
Le puntate sono una mia idea , ogni pezzo è fatto arrangiato e cantato da persone diverse. Solo i testi sono miei.

A proposito dei brani citati, la semplice raffinatezza del primo accompagnata dalla classe della voce della Monti e l’ironia espressa anche dal divertissement del cantato nel secondo, appartengono ad impostazioni diverse. Saranno queste le componenti dei prossimi o ci dobbiamo aspettare note e liriche che si muovono su altri spartiti?
Ho cercato di fare, con l’aiuto di grandi artisti, dei pezzi che rispecchiano il mio gusto musicale dando spazio agli strumenti e agli arrangiamenti per esaltarne il colore proprio in antitesi alle leggi commerciali, il risultato , per me ottimo non finisco mai di ascoltarli,  proprio come i pezzi della mia vita.
Avendo autori diversi sono ognuno a suo modo legati dal filo che mi appartiene, ma con sfumature diverse anche perché gli /le interpreti sono diverse.

Il suo percorso artistico compreso l’ultimo vede molte collaborazioni. Ci parla dei compagni di ventura e delle modalità con cui interagisce? E nel caso dell’ultimo progetto ci saranno concerti e come verranno organizzati?
Tutti gli strumentisti che si sono alternati nel progetto prima di tutto sono amici e grandi interpreti, ad uno ad uno mi hanno seguito nel mio delirio musicale e hanno reso ancor più prezioso il progetto li ringrazio tutti moltissimo. Concerti live? Si alcune cantanti di rango stanno reinterpretando Night in chiavi diverse,.
A Bellagio, allo Splendide  dove faccio il direttore artistico  la metteremo in pista, vedremo.

Ciro Ardiglione

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