Il Rumore Della Tregua, Una Trincea Nel Mare. Sapori letterari nelle distese folk-rock

Il Rumore della Tregua
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Un altro esordio italiano ed un altro ottimo lavoro con quel connubio di spartito ben composto e liriche di spessore letterario che potrebbero consolidarsi nel tempo e lasciare il segno nell’ambito del cantautorato folk-rock nostrano. E forse varrebbe la pena che qualcuno lo renda permeabile oltre i confini. E non è necessariamente vero che il cantato nella lingua di Dante è sempre un ostacolo e che non siamo bravi e nemmeno impegnati a raccontarlo. Il ragazzo parla poco / quando parla sa far male / ha un po’ di whisky nella giacca / per quando il peccato gli secca la bocca.
E a proposito di parole quando non le hai immediatamente chiarificatrici lascia cosa c’è di meglio che usare quelle di chi è riuscito a farlo parlando del titolo, Una Trincea Nel Mare  «è una metafora del percorso esistenziale dell’essere umano, che per difendersi tenta invano di scavarsi una trincea nel mare fino alla decisione di abbandonarsi alla natura come rifugio e terapia, come magia in cui annegare i sensi». Quel mare con il suo lento depositarsi su cui la Ismaele Sogna Poco si adagia nell’istantanea Seagull Memories.

Nel 2011 in un garage nella provincia Nord di Milano compie i primi passi la band Il Rumore Della Tregua che solo l’anno dopo aggiunge basso e fiati all’organico e aumenta i ritmi di esibizione nei locali, per poi arrivare a registrare l’EP La guarigione accolto dagli applausi della critica. I suoi protagonisti sono Federico Anelli (gola, acustica), Andrea Schiocchet (batteria, cori diaframmatici, percussioni, organi, pianoforte in “Anonimo natalizio”), Marco Torresan (chitarre, regalità), Marco Cullorà (basso, aforismi) e Lorenzo Monesi (fiati, percussioni, enogastronomia).

Il cantautorato in un mix di De Gregori e De André lo troviamo Cuore di Bue (di cui è disponibile anche il video) con Anelli che asseconda bene, tra tono e melodia, gli arrangiamenti che ne segnano la modernità con stop imposti dalla batteria e la tromba che ne impreziosisce soprattutto la chiusura. Una composizione articolata e coinvolgente per l’atmosfera, Sacra Ofelia con le sue note da clavicembalo a rimaneggiare sonorità lente e grigie, quelle che l’accompagnano anche quando si allarga, quasi in un mood prog, fino alla comparsa di un’accattivante e pacata tromba nel finale. Zolfo si presenta con andamenti e sonorità cangianti dal lento progredire con elementi distorsivi in sottofondo che lasciano presagire l’affondo chitarristico in puro stile rock che si tuffa poi in un folk ritmato e sublimato dai cori. Una composizione di grande valore per la sua organicità strutturale la troviamo in Io e Chaplin (nel giorno della Fine) con quei sapori di deserto americano, il cantato da melodie italiane, il rock leggero, le aperture corali. Nel giorno della fine soffiava un vento di sincerità / le bocche eran vicine / e lenta già moriva in croce / la modernità.
Non vi curate di noi e ascoltate.
Ciro Ardiglione

genere: folk-rock
Il Rumore Della Tregua
Una Trincea Nel Mare
data di pubblicazione: 31 marzo 2015
brani: 10
durata: 42:24
cd: singolo

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