Il sole senza ombra di Alberto Garlini

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“Il sole senza ombra” è l’ultima opera di Alberto Garlini per Mondadori. Colpisce l’articolazione del romanzo, scritto nella forma narrata in prima persona; uno sforzo, forse neanche tanto grande, di memoria. Lo schema è dunque quello del “ricordo”, nostalgico, a volte malinconico, ma anche a tratti rabbioso. Alberto Garlini fa innanzitutto “fiction”, come lui stesso scrive nei ringraziamenti, di qualità e comunque di una realtà inventata, sempre però assolutamente effettiva. Il libro pertanto diviene del tutto “documentato”: e dunque è senz’altro annoverabile tra le opere di una nuova tipologica di “romanzo storico”. Quattrocento pagine di vicissitudini, incastonate in modo concentrico, quasi fosse una matriosca, fino ad incontrarsi, a far coincidere il tempo della narrazione plurima, quasi a una cronaca: quella degli Anni ’90, il decennio finale del secolo che abbiamo abbandonato già ventuno anni fa.

copertina Alberto Garlini Il sole senza ombraAndando per gradi, il protagonista è un amico che si poterebbe definire “senza tempo” del narratore Alberto, incontrato nella Bologna del 1977. La Bologna dove si incrociarono le coscienze, le lotte, soprattutto le speranze fondate su una consapevolezza allo stesso tempo concreta e fantasiosa di tanti giovani. Era la città assoluta del Movimento studentesco, quei meravigliosi “zingari felici”, che animarono per diverso tempo la lotta politica, insieme alle miriadi di altre realtà, e che seppero fondersi così bene con le rivendicazioni di lavoratori e operai. Un periodo difficile, un tempo di “strade”, insanguinato, eppure da molti, allora testimoni diretti, ancora rimpianto. In questo contesto, in cui le radio libere dettavano il ritmo delle giornate, tra musica e dibattiti Alberto, che di una di queste radio era speaker e animatore, conosce Guglielmo. Un ragazzo particolare, dalla sensibilità istrionica e la battuta sagace sempre in punta di lingua; forse poco aderente alle esigenze e alle avidità politiche delle circostanze intorno, proprio per questo però “naturalmente” leader leggero, comico, affascinante del gruppo in lotta.

Il Sole senza ombra inizia alla fine degli anni ’80, con la sconvolgente notizia di quello che appare un gesto estremo di abbandono alla vita di Guglielmo, nel frattempo divenuto comico affermato, ma dalle alterne vicende personali e legali, con il nome di Elmo X. Alterna è stata nel frattempo anche la storia dell’amicizia tra Alberto ed Elmo, di cui il narratore fu un tempo agente impresario dei primi cenni di performances artistiche. Ora, nell’estate del 1989, Elmo sembra essere arrivato al capolinea della sua vita, comica ma allo stesso tempo estremamente tormentata; però Alberto nel frattempo non c’è più, ha abbandonato da anni, e al culmine di infiniti contrasti, il ruolo di guida, di organizzatore, ma anche di “normalizzatore” delle imprese dell’artista, che ora è ricoverato in ospedale in condizioni disperate per essersi improvvisamente dato fuoco su una spiaggia di Riccione.
Qui parte la narrazione, la ricostruzione del tempo, dell’amicizia, delle vicende e dei tanti compagni e amori incontrati nell’arco degli anni vissuti insieme. Alberto è molto arrabbiato per la fine di quell’unione, che è stata ben altro di un rapporto artistico. E’ stato un vissuto, una epopea: quella del nostro Paese. Il ricordo è a tratti struggente, sprofonda nell’odore pesante di muffa e sigarette delle stanze delle assemblee studentesche, dove si discuteva di tutto, anche del personale, che doveva essere rigorosamente “politico”, fino allo sfinimento fisico e intellettivo. Arriva trafiggendo i sentimenti alle devastazioni dell’eroina, ai tanti amici e compagni caduti per colpa del veleno distribuito tra i giovani. Continua con le vicende drammatiche del rapimento e dell’omicidio di Aldo Moro, fino a scavallare con quello che forse è l’inizio dell’epilogo di tutto lo spaccato di una vita “in comune”: gli Anni ’90, giunti al termine della nuova propensione edonistica del decennio precedente. Non è un caso forse che proprio qui si abbandonino i sogni, le lotte, l’amicizia; insomma la voglia di cambiare il mondo. Sostituita dalla necessità invece di farsi cambiare dalla nuova società.

L’atto conclusivo è un confronto col proprio passato, fatto di tutto questo insieme di ricordi, di occasioni mancate, di rimpianti. Forse i protagonisti non colgono fino in fondo di essere stati per un istante lunghissimo al centro della Storia, una linea d’ombra temporale che va dalle radio libere all’avvento della televisione commerciale, e in quanto tale vuota di contenuto. Per questo è un libro, un romanzo, assolutamente storico, visto che abbiamo, oggi più che mai, il dovere di ripercorrere e ricordare pezzi importanti di memoria collettiva. Il movimento studentesco, schiacciato a Bologna dai carrarmati di Cossiga; “il caso Moro”, uomo di Stato sacrificato alle logiche di una politica ufficiale “deviata” e infame; l’eroina che ha inondato interi quartieri, annientando migliaia di giovani vite. In questo contesto, c’è la comicità oscena di Elmo X, le sue performance perversamente geniali e politicamente scorrette, il suo successo, figlio anche di indecenti compromessi col potere.
Questo ci pare essere stata l’esperienza di lettura, che naturalmente consigliamo a tutti.
Cristiano Roccheggiani

Alberto Garlini
Il sole senza ombra
Mondadori, 2021
pagine 420
€ 20,00

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