Il tributo a Peter Green e ai Fleetwood Mac

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Al Palladium di Londra si è svolto il 25 Febbraio 2020 un happening in onore di Peter Green.
Immenso il parterre dei partecipanti, da Davidi Gilmour (Pink Floyd) a Steven Tyler (Aerosmith), Billy Gibbons (ZZ Top), Pete Townshend (WHO), Neil Finn (Crowded House), Noel Callagher (Oasis), Christine McVie (Fleetwood Mac), Kirk Hammett (Metallica), Bill Wyman (Rolling Stones), John Mayall.

Peter Greenbaum in arte Peter Green, chi è?
Per i neofiti o i tanti ragazzi di oggi che seguono la musica, Peter Green è stato uno dei fondatori, insieme a Mick Fleetwood e John McVie dei Fletwood Mac, band inglese della seconda metà degli anni’60.
Il nome della band fu coniato dallo stesso Peter unendo i nomi del bassista John McVie e del batterista Mick Fleetwood, band i cui componenti provenivano dai Bluesbreakers di John Mayall dove Peter aveva esordito sostituendo addirittura il grande Eric Clapton.
La produzione di quel periodo era prettamente imperniata sul blues rock britannico con composizioni di successo come “Man of the World”, “Albatros” e la stupenda “Black Magic Woman” portata al successo da Santana.

Un aneddoto da ricordare fu certamente il suo ingresso nella band di John Mayall, tutto ebbe inizio nel 1966, quando Eric Clapton “slowhand” cercava spazio per i suoi Cream per cui dedicava sempre meno tempo nella band dei The Bluesbreaks, e per tre concerti fu sostituito da Peter.

Per diventarne infine un membro della band quando Clapton lasciò, non prima di aver inciso un capolavoro con John Mayall e the Bluesbreakers dal titolo “A Hard Road
Peter Green è un musicista di altissimo livello, ha caratterizzato generazioni di musicisti ed è ancora oggi ritenuto uno tra i più influenti bluesman, stile unico con assoli personali dal vibrato armonico con la sua inseparabile Gibson Les Paul del 1959.

L’immenso successo dei Fleetwood Mac lo trovò impreparato a gestire tanta fama e visibilità (un po’ come successo a Syd Barrett dei primissimi Pink Floyd – ma questa è un’altra storia). Nel 1969 abbandonò i FM con i quali collaborò molto occasionalmente
L’esperienza con LSD, periodo in cui girava facilmente non essendo ancora vietata, lo portarono alla paranoia ed alle allucinazioni, tanto che nel 1977 fu ricoverato in un ospedale psichiatrico.
Ripresosi, agli inizi degli anni ’80, è tornato sulla scena internazionale con lavori solisti e partecipando a session man, per formare una nuova band negli anni ’90 i Peter Green Splinter Group.

La serata è stata intitolata “Mick Fleetwood and Friends celebrate the Music of Peter Green and the Early Years of Fleetwood Mac”, il concerto è una vera celebrazione ai primi anni del british blues, di cui ricordiamo dei veri e propri pilastri come lo stesso Jhon Mayall, Alexis Corner, Cyril Davis e Graham Bond, grandi divulgatori del blues ed anche artefici di scuole per l’insegnamento.

La scaletta del concerto è stata in gran parte imperniata su pezzi dei primi Fleetwood Mac con una band house composta da Mick Fleetwood alla batteria, affiancato da Andy Fairweather Low alla chitarra, Dave Bronze al basso, e Ricky Peterson alle tastiere, supportati da ospiti illustri che insieme hanno suonato e cantato 23 brani il cui elenco completo delle partecipazioni troverete alla fine dell’articolo.

Inutile dire che la serata è stata filmata professionalmente per una prima uscita in sale cinematografiche, oltre ad essere registrata in tutte le sue sfaccettature, per una successiva uscita del cofanetto composto da 4LP – 2CD – 1 Blue Ray
In una intervista a caldo durante la serata di presentazione del tribute concert, Mick Fleetwood ha dichiarato “Peter è stato il mio grande mentore e mi dà una gioia immensa rendere omaggio al suo talento incredibile. E’ un onore condividere il palco con così tanti artisti che Peter ha saputo ispirare nel corso degli anni. Artisti che condividono il mio grande rispetto per questo straordinario musicista“.
Shine on!
Stefano Madonna

Mick Fleetwood and Friends celebrate the Music of Peter Green and the Early Years of Fleetwood Mac
Palladium – Londra 25 febbraio 2020
1. Rollin’ Man (Fleetwood Mac song)
2. Homework (Otis Rush cover)
3. Doctor Brown (Buster Brown cover) con Billy Gibbons
4. All Your Love (I Miss Loving) (Otis Rush cover) con Steven Tyler
5. Rattlesnake Shake (Fleetwood Mac song) con John Mayall
6. Stop Messin’ Around (Fleetwood Mac song) con Christine McVie e Steven Tyler
7. Looking for Somebody (Fleetwood Mac song) con Christine McVie
8. Sandy Mary (Fleetwood Mac song) con Noel Gallagher)
9. Love That Burns (Fleetwood Mac song) con Noel Gallagher
10. The World Keep on Turning (Fleetwood Mac song) con Noel Gallagher
11. Like Crying (Fleetwood Mac song)
12. No Place to Go (Howlin’ Wolf cover)
13. Station Man (Fleetwood Mac song) con Pete Townshend
14. Man of the World (Fleetwood Mac song) con Neil Finn
15. Oh Well, Part 1 (Fleetwood Mac song) con Billy Gibbons e Steven Tyler
16. Oh Well, Part 2 (Fleetwood Mac song) con David Gilmour
17. Need Your Love So Bad (Little Willie John cover)
18. Black Magic Woman (Fleetwood Mac song)
19. The Sky Is Crying (Elmore James cover) con Jeremy Spencer e Bill Wyman
20. I Can’t Hold Out (Elmore James cover) con Jeremy Spencer e Bill Wyman
21. The Green Manalishi (With the Two Prong Crown) (Fleetwood Mac song) con Kirk Hammett e with Billy Gibbons
22. Albatross (Fleetwood Mac song) con David Gilmour
23. Shake Your Moneymaker (Elmore James cover) insieme alla maggior parte degli artisti del concerto sul palco

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