Il vaiolo delle scimmie

ricerca scienza
history 5 minuti di lettura

Appartiene al genere Orthopoxyidae il virus causa del vaiolo delle scimmie, il monkeypox virus, quello della cui diffusione nel mondo si narra in questi giorni, uno dei quattro che sono trasmissibili agli umani che nei casi attuali sono da questi trasferibili ad altri umani. Va detto subito, per fortuna, che rispetto al vaiolo umano siamo di fronte ad effetti molto meno preoccupanti. Argomenti che l’umanità aveva già affrontato con gravità molto maggiore nel passato.

Coloro che hanno la mia età e dintorni, nati all’inizio della seconda metà del secolo scorso, hanno impresso sulle loro braccia gli effetti di una campagna antivaiolosa che interessò in età scolare la loro generazione; venivano scarificati normalmente con pennini da inchiostro liquido, prima disinfettati alla fiamma ed intinti nel vaccino contenente virus inattivato. Altri, per non essere deturpati sulle braccia da quei due grandi bottoni cicatriziali che attestavano la loro immunizzazione, erano vaccinati utilizzando altre parti del corpo dove difficilmente batte il sole. Era forse un segno di attenzione estetica rivolto loro dai rispettivi genitori. Quella campagna insieme a quella per la vaccinazione antipoliomelitica segnò il futuro molto più sano di quei ragazzi e dell’umanità tanto che successivamente, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), precisamente negli anni ’80 decretò l’eradicazione mondiale del vaiolo raccomandando anche la distruzione delle riserve di vaccino dal 1986.
Tuttavia ancora campioni vengono conservati negli USA ed in Russia per via di una ipotesi di studio su futuri vaccini che servirebbero a immunizzarsi in caso di ricorso a metodi che dovrebbero essere definitivamente banditi come la guerra batteriologica, oppure ad immunizzare gli scienziati costretti comunque dalla loro attività ad essere esposti al contagio.

Queste notizie sulle vaccinazioni citate definiscono storicamente le prime vittorie della Scienza, con i suoi vaccini, su una delle malattie, una zoonosi (così detta quando l’agente infettante ha un passaggio negli animali), più devastanti con i suoi milioni di decessi procurati. Quel vaccino fu un prodotto che conferì immunità su larga scala, decretando l’eradicazione delle malattie che in alcuni focolai epidemici condannava ad una mortalità del 35% dei casi ed in Europa poteva anche raggiungere il 20%.

Anche i casi che si segnalano in questi giorni sono relativi ad una infezione virale causata dalla Variola, Virus del genere Orthopoxyiridae, un virus a DNA che esiste nelle forma major e minor. La via di trasmissione è attraverso le goccioline di Flugge, ormai rese famose dal Sars CoV-2, ma anche dal materiale purulento che è presente nelle pustole che compaiono sulla pelle nei soggetti infettati. Da questo le misure da adottare sono tutte quelle solite atte a scongiurare il passaggio di aerosol o di materiale purulento tra soggetti quindi, distanziamento, uso di mascherine, igiene rigorosa. Ovviamente anche tutti i rapporti sessuali, come tutti i potenziali passaggi di liquidi e materiali corporei, sono a rischio di trasmissione del contagio.

Sebbene la diffusione del virus sia oggetto di preoccupazione, anche per gli interessamenti sanitari ai quali esporrebbe il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), gli effetti del contagio sembrano siano assolutamente inferiori a quelli prodotti dal vaiolo umano. Quel che appare meritevole di riflessione è che questi nuovi segnali di contagio stiano generando attenzione soprattutto sulla popolazione più giovane che non fu interessata dalla vaccinazione di massa antivaiolosa sebbene il virus proveniente dalle scimmie non avrebbe effetti preoccupanti. Se mai è inevitabile che si generino situazioni come quelle descritte dal proverbio secondo il quale : “chi è stato bruciato dalla minestra calda soffi sulla fredda”.

Circa la diffusione attuale il fenomeno è in crescita mano a mano che la ricerca del virus venga attivata. Il periodo di incubazione della malattia varia da 5 a 21 giorni ed è per lo più presente endemicamente in Nigeria e Ghana anche sulle popolazioni di roditori. Si manifesta con febbre e spossatezza, stazioni linfonodali gonfie, dolori muscolari e macchie anche sulla pelle e sul viso che possono essere dolorose e possono dare origine a vescicole pustolose presenti anche nel cavo orale e nella faringe. Nel passato sono stati rilevati casi in Europa ma con chiara connessione con i paesi africani. Questa volta il passaggio uomo-uomo in Europa sembra essere confermato dai casi che, la vigilanza istituita ha segnalato, in UK, Spagna, Portogallo con casi che superano le 100 unità circa e molte altre di cui si attende la conferma. Altri 17 casi sospetti sono da registrare nell’area di Montreal. Il numero però è in aggiornamento continuo per la possibile conferma di altri casi rilevati in Francia e Germania. Anche in Italia un caso del pox virus è stato isolato dallo Spallanzani a Roma, su un italiano di giovane età che tornava dalle Canarie [1]
Si pensi che in precedenza la casistica riportava, quando i passaggi del contagio erano esclusivamente tra animali selvatici e uomo 3.000 casi in Nigeria e 6.000 nel Congo all’anno. [2]

Anche nel caso del monkeypox virus la sua presenza è svelata dal metodo diagnostico denominato Polymerasi Chain Reaction (PCR ) reazione a catena della polimerasi [3] detta PCR real-time; lo stesso principio metodologico utilizzato per identificare il contagio da Sars Cov-2. Vengono cioè amplificate per poi essere rilevate con idoneo sistema, copie della sequenza nucleotidica specifica del virus cercato. Il nostro Istituto Superiore di Sanità ( ISS) ha subito assunto provvedimenti improntati alla cautela ed ha istituito una task force con l’intento di monitorare i casi ed ha invitato le Regioni ad un tracciamento delle eventuali positività riscontrate. [4]
Emidio Maria Di Loreto
Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi necessità sul proprio stato di salute, su modifiche della propria cura o regime alimentare, si consiglia di rivolgersi al proprio medico o dietologo.

[1] https://www.adnkronos.com/vaiolo-delle-scimmie-in-italia-sintomi-e-mortalita_2x777H6k5sk88HcJLNLbSD
[2] https://apnews.com/article/monkeypox-what-to-know-d62250e909202943247552815dadb1de
[3] https://doi.org/10.1038/s41598-021-81376-4
[4] https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2022/05/20/cosa-sappiamo-della-diffusione-del-vaiolo-delle-scimmie-in-italia-e-in-europa_2df2bea0-b1de-4ebf-b7f1-23e93e16fbae.html

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article