Il volto di un’altra: commedia divertente e raffinata in cui Pappi Corsicato riflette e gioca sui temi della contemporaneità

il volto di un'altra pappi corsicato
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“Una commedia spiritosa brillante e ironica sul contemporaneo, o meglio,  una variazione sui temi della contemporaneità (chirurgia plastica, circo mediatico, finzione, ossessione dell’apparire, spettacolarizzazione del quotidiano)”, così Pappi Corsicato definisce Il volto di un’altra, il suo ultimo lavoro presente nelle sale italiane a partire dall’11 aprile.

il volto di un'altra pappi corsicato

Un progetto ambizioso e sicuramente riuscito che ha richiesto un accurato e lungo lavoro di sceneggiatura in quanto si è dovuto coniugare due diversi percorsi narrativi snodati lungo due binari paralleli: quello della storia vera e propria  e quello della scelta delle varie forme visive del raccontare.
Una commedia metacinematografica che attinge ai vari generi e regole della finzione – commedia americana romantica, commedia di costume italiana, commedia sofisticata, musical, trash, horror, ma rivisitati in chiave acida e contemporanea –  prestando moltissima attenzione alle scenografie e ai costumi, tra il glamour e il fanny horror, unite all’utilizzo di location classiche quale la splendida cornice naturalistica dell’Alto Adige in cui la storia è ambientata; riferimenti alla moda e arte contemporanea – per condurre una riflessione sulla finzione sociale cui tutti, volenti e nolenti, consapevoli o meno, in quanto vittime e artefici al tempo stesso, con le nostre varie maschere scelte all’occorrenza, partecipiamo e aderiamo. Ogni scena fa riferimento a un genere cinematografico preciso e serve a far procedere narrativamente la storia, sempre sostenuta da un’accurata selezione di brani musicali con funzione di contrappunto drammaturgico. La recitazione è antinaturalistica, ma realistica, proprio a sottolineare il ruolo dell’attore che consapevolmente padroneggia il proprio talento.

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Altri giochi formali di mera funzione estetica seducono gli occhi dello spettatore, ad esempio alcuni inserti in bianco e nero, proprio a sottolineare il divertissement, il gioco della finzione, coreografie di danza, intermezzi musicali più o meno comici, sempre in direzione di una sdrammatizzazione.
Una commedia spiritosa ed elegante quindi in cui persino le scene più dichiaratamente trash non risultano mai volgari o superflue, ma sempre a riflettere il gioco, l’ironia, la mescolanza dei generi.
Due paroline sulla trama per meglio evidenziare il contenuto, sempre sottolineando quanto la forma e ogni precisa scelta estetica siano già esse stesse una storia metacinematografica: in questo senso Il volto di un’altra non può non essere visto anche come omaggio al cinema, specialmente al cinema anni cinquanta e alle atmosfere di certe commedie raffinate e romantiche, come si è già detto.
Protanista è una coppia che lavora in tv, Bella (Laura Chiatti, qui davvero brava e capace di restare sul filo di una recitazione evidente, ma comunque realistica), famosa e affascinante conduttrice di una trasmissione sulla chirurgia estetica, e suo marito René (Alessandro Preziosi, anche lui molto capace e perfettamente calato nel ruolo), abile chirurgo che effettua gli interventi sugli ospiti e che dirige una lussuosa clinica. La trasmissione è uno di quegli esempi di tv-verité oggi molto in voga, ma sta tuttavia subendo un calo di ascolti e per questo il produttore decide di licenziare Bella in quanto convinto che il suo volto abbia ormai stancato il pubblico. Infuriata, anche con suo marito che non si è premurato di difenderla, lascia gli studi e lungo la strada ha un incidente di macchina che le deturpa il viso. La coppia, ambiziosa come non mai, decide di sfruttare la disgrazia per un rilancio in tv: comunica al produttore e ai media che il volto di Bella verrà interamente ricostruito e che l’operazione avverrà in diretta sotto l’occhio dei riflettori. La clinica di René e in cui Bella è ricoverata si riempie presto di giornalisti e curiosi provenienti da tutto il paese, ansiosi di vedere il risultato finale del nuovo volto. Sorprendentemente però il nuovo volto – il volto di un’altra – rivelerà a Bella anche un’altra sé stessa, a rimarcare la sempre significativa identificazione con la maschera che si sceglie di portare e la collimazione tra i due piani dell’essere e dell’apparire.

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Nella clinica – una sorta di teatro sullo sfondo del suggestivo panorama dolomitico – si muove tutta una serie di personaggi bizzarri (la suora, gli idraulici, i tirolesi, i pazienti, le infermiere ecc.), ognuno con la propria maschera, impegnato a interpretare un ruolo quasi si trovasse costantemente su un palco. Emblematico, a tal proposito, è il fatto che Bella si tolga e indossi le bende a suo piacimento, assemblate insieme proprio come una maschera, a seconda delle varie scene che avvengono nel privato, nel chiuso della sua camera, o di quelle in cui si espone agli sguardi indiscreti del pubblico. Anche gli indumenti che indossano i pazienti, così come la suora, o le infermiere sono costumi, maschere che immediatamente comunicano il ruolo che si sta interpretando. Pappi Corsicato conferisce poi una profondità ulteriore al gioco del teatrino, in quanto si diverte a spiazzare lo spettatore eludendone continuamente le aspettative e ribaltando in maniera tragicomica le varie situazioni, così che tutto si riveli al contempo anche il suo esatto contrario e così che  la finzione, la menzogna, l’inganno spudorato abbia l’apparenza dell’onestà e della sincerità.
Sarebbe fin troppo facile analizzare il contenuto sui soli temi dell’essere e dell’apparire e non tanto perché si è capito che alla fine non risultano poi così tanto in contrapposizione tra loro (basti pensare che il termine “persona” derivi dal latino e stava ad indicare originariamente le maschere che gli attori indossavano per impersonare appunto i vari personaggi) – e alla fine è la maniera in cui decidiamo di apparire e mostrarci al pubblico che rileva e rivela anche l’idea che abbiamo di noi stessi o cui tendiamo e poco importa se tale scelta sia indotta mediaticamente e culturamente o corrisponda al nucleo originario di noi stessi – ma anche perché ciò che soprattutto interessava a Pappi Corsicato, come dichiara in conferenza stampa, era piuttosto rappresentare una metafora di tutto ciò che avviene oggi, quindi non solo la spettacolarizzazione mediatica, il desiderio di apparire e diventare famosi, l’ossessione dei ritocchini estetici per apparire sempre più giovani e seducenti (spesso ottenendo risultati opposti, che vanno più in direzione di un tragicomico, che non di un effettivo miglioramento), ma anche, soprattutto, la totale assenza di capacità critica e di lettura di un evento (ma senza intento moralizzante, solo di pura osservazione divertita) per cui, alla fin fine, tutto va bene, purché si spettacolarizzi, purché si conquisti il famoso passaggio di cinque minuti in tv, purché, citando uno dei massimi capolavori in tema, si sia Re per una notte.
Rita Ciatti

Scheda Film

Titolo: Il volto di un’altra  – Produzione:  R & C Produzioni – Genere: commedia – Durata: 84’– Regia: Pappi Corsicato –  Sceneggiatura: Pappi Corsicato, Monica Rametta, Gianni Romoli– Attori Principali: Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Lino Guanciale, Iaia Forte –  Fotografia: Italo Petriccione – Montaggio: Cristiano Travaglioli –  Costumi:Roberto Chiocchi – Suono: Alessandro Rolla – Scenografia – Andrea Crisanti –  Distribuzione : Officine UBU

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