Image Capital. La fotografia capitale culturale ed economico

Edo Collins, Radhakrishna Achanta Sabine Süsstrunk Deep Feature Factorization for Concept Discovery
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Al MAST di Bologna una mostra interessante e peculiare sul capitale culturale ed economico della fotografia. Ma qui sembra anche che la scienza metta in scena se stessa. Image Capital, questo il titolo, è il frutto di un progetto visivo e di ricerca, ha richiesto quattro anni di lavoro e si è riversato in questa esposizione grazie alla collaborazione tra il grande fotografo Armin Linke e la storica della fotografia Estelle Blaschke, ricercatrice dell’Università di Basilea.

Francesco Zanot curatore della mostra, saggista e insegnante e curatore del Centro Italiano di Fotografia di Torino (Camera), all’apertura racconta una storia della fotografia diversa e inedita: dei suoi innumerevoli utilizzi pratici, con un elevato valore scientifico e della sua funzione come tecnologia dell’informazione. In altre parole: produrre la realtà oltre che riprodurla e quali sono gli strumenti che la società ha sviluppato a tale scopo.

Il progetto investiga la fotografia come sistema di creazione, elaborazione, archiviazione, protezione e scambio di informazioni visive: un vero e proprio capitale il cui possesso corrisponde a un autentico vantaggio strategico. Armin Linke e Estelle Blaschke esplorano quindi attraverso immagini, testi e altri materiali le diverse modalità attraverso cui la fotografia viene utilizzata all’interno di differenti tipologie di processi di produzione, in particolare in ambito scientifico, culturale e industriale. Grazie alla fotografia, infatti, i sistemi di comunicazione e di accesso alle informazioni sono migliorati esponenzialmente fino a consentire lo sviluppo delle industrie globali e di vasti apparati governativi.

Dentro questo circuito – spiega Francesco Zanot – le immagini fotografiche assumono un peculiare valore descrivibile come una vera e propria forma di capitale. La spinta all’utilizzo della fotografia come tecnologia dell’informazione è avvenuta intorno alla metà del Novecento, quando i processi gestionali e amministrativi di aziende e istituzioni si stavano espandendo e necessitavano di essere ottimizzati”.

La fotografia raccontata da un nuovo punto di vista ce la descrive come un’arte utilizzata in diversi processi di produzione, laddove ogni processo è migliorato. Questa esposizione crea un corto circuito tra l’arte e le opere che possono entrare in collezioni artistiche e l’aspetto tecnologico-scientifico mettendo in evidenza l’importanza sociale della fotografia oggi.  Con la fotografia digitale avviene un vero e proprio salto.

“Anziché essere solo i soggetti delle fotografie – continua Zanot – gli oggetti del nostro mondo vengono oggi costruiti sulla base delle fotografie stesse e delle loro rielaborazioni, invertendo un rapporto precedente unidirezionale. Queste trasformazioni portano con sé alcune fondamentali ricadute sul piano economico e politico perché le grandi masse di immagini che alimentano questo sistema hanno acquisito un valore elevatissimo conferendo a coloro che le possiedono e le gestiscono poteri parimenti sterminati. Nella società capitalista la fotografia non domina solo l’immaginario, ma influenza la realtà”

Armin lInke, Sito di stoccaggio di Iron Mountai
Armin Linke, Sito di stoccaggio di Iron Mountain, Boyers (PA), USA, 2018. Courtesy: l’artista e Vistamare Milano/Pescara

Image Capital esplora tutti questi processi in un percorso che parte dall’inizio della loro storia e arriva fino alle tecnologie più recenti e aggiornate. È divisa in sei sezioni. La prima si fonda sulla Memory, la capacità degli scatti di raccogliere e conservare le informazioni. Uno strumento di registrazione e riproducibilità meccanica, le cui potenzialità si esprimono con l’avvento della tecnologia digitale. Access è la sezione che si basa sull’associazione tra fotografia e testo, modalità di archiviazione, capacità di reperire e utilizzare le informazioni.  Protection: ogni scatto deve essere conservato e protetto dal deterioramento. Quindi parliamo di strategia della protezione e conservazione delle immagini grazie agli archivi e ai sistemi di back-up. La sezione Mining parla del sistema per estrarre dalle fotografie le informazioni, utilizzando grandi quantità di immagini simili per lo sviluppo di tecnologie di riconoscimento automatico, le cui applicazioni sono oggi fondamentali. Imaging è la sezione sulla fotografia come visualizzazione della realtà. Andare oltre i limiti dell’occhio per lo sviluppo di tecniche di rendering e modellazione digitale. Per lungo tempo la fotografia è stata considerata una prova di realtà, oggi costituisce la base di partenza dalla quale la realtà viene progettata e costruita. Infine Currency si focalizza sul valore delle immagini e l’associazione tra fotografia e valuta e si arriva al capitalismo informatico. In questa sezione si osservano i processi di attribuzione di valore alle immagini legati alla capacità di raccoglierne grandi quantità e soprattutto di associare a ciascuna immagine vasti set di informazioni.

Un esempio interessante, tra i casi presentati nell’esposizione, che spiega il valore della foto come capitale, è quello dell’azienda olandese Ter Laak Orchids che produce orchidee ognuna delle quali viene fotografata 30 volte, e sono le immagini che orientano direttamente il prodotto al mercato, quello del Nord Europa se la pianta ha molti boccioli – perché questo tipo di piazza scommette sul futuro – o del Sud Europa nel caso ci siano molti fiori, perché questo tipo di mercato scommette sulla visibilità del prodotto nell’immediato ed è più sensibile alla bellezza. E qui la fotografia diventa capitale.

Image Capital è una narrazione-esperienza immersiva e come tale è stata organizzata. La notevole quantità di interviste, video, immagini d’archivio, pubblicazioni e oggetti, sculture e installazioni viene presentata negli spazi espositivi senza gerarchie o priorità ma esposta sullo stesso piano per offrire ai visitatori una narrazione coinvolgente e stratificata, per dimostrare, soprattutto, come con lo sviluppo tecnologico della fotografia digitale siano migliorati i sistemi di comunicazione e di accesso alle informazioni.

La mostra si trasforma in performance, diventa installazione in sé, tutto è fluido e dinamico, mentre il pubblico attraversa la mostra vivendola con una partecipazione attiva. È previsto un programma di eventi legati ai temi della mostra.

Daniela di Monaco

FONDAZIONE MAST – Bologna
Image Capital
La fotografia come tecnologia dell’informazione
fino all’8 gennaio 2023
Progetto espositivo in collaborazione tra FONDAZIONE MAST Bologna – che ha investito su un progetto di ricerca prima ancora che su una manifestazione, dimostrando l’accreditamento del valore di un’attività scientifica, MUSEUM FOLKWANG, Essen, CENTRE POMPIDOU, Paris (dove la mostra sarà il prossimo anno) e DEUTSCHE BORSE PHOTOGRAPHY FOUNDATION, Frankfurt/Eschborn.

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