Impressionisti segreti

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“Impressionisti segreti” è un bel docufilm che ci illustra come è stata ideata e realizzata la mostra a Palazzo Bonaparte a Roma: la mostra raccoglie 50 opere di impressionisti provenienti da collezioni private e quindi per lo più sconosciute al pubblico per questo “segrete” così come luogo segreto è stato l’edificio dove è stata allestita la mostra in quanto da sempre solo dimora privata e residenza della madre di Napoleone che ne volle fare un palazzo francese nel centro di Roma.

Ripercorriamo, attraverso le testimonianze dei curatori della mostra tra i quali Claire Durand-Ruel, pronipote del mercante d’arte Paul Durand-Ruel, la difficile storia dei protagonisti dell’impressionismo e quanto questo movimento sia stato rivoluzionario nel suo rompere gli schemi della pittura fino al 1870 dettati dall’Accademia.

Amati dopo pochi anni dal grande pubblico, i pittori impressionisti arrivano al grande successo tra enormi difficoltà, l’impressionismo al pari dei grandi movimenti rivoluzionari segna il punto di rottura sia estetico che politico con le convenzioni dell’Accademia, i pittori che lo rappresentano non vogliono più idealizzare il mondo, ma rappresentare il mondo così com’è dandone una interpretazione soggettiva.

Il modo di dipingere stesso viene modificato con l’innovazione dei colori in tubetto che possono essere trasportati e consentono ai pittori di dipingere “en plein air”.
Si deve proprio al bisnonno della curatrice della mostra il mercante d’arte Paul Durand-Ruel l’organizzazione della prima mostra degli impressionisti a Parigi presso lo studio di un fotografo, evento che rivoluzionò anche il mondo stesso del gallerismo.

Fino a quel momento l’Accademia oltre a decidere quali fossero i canoni estetici della pittura decideva chi poteva esporre e chi no e gli impressionisti furono stroncati dalla critica dei loro contemporanei ma il coraggioso Paul Durand-Ruel si innamorò degli impressionisti e li sostenne arrivando a perdere prima tutti i clienti e poi tutti i soldi, la sua battaglia fu lunga, i quadri degli impressionisti furono amati però dai privati ed è per questo motivo che oggi molti quadri impressionisti si trovano in collezioni private .

Il docufilm – nelle sale dal 10 al 12 febbraio –  raccoglie la preziosa testimonianza di uno dei più prolifici collezionisti d’arte Scott Black che ne possiede diverse decine avendoli acquistati durante la crisi economica degli anni ’90 quando molti pezzi si resero disponibili sul mercato dell’arte.
Black ci illustra quali caratteristiche che dovrebbe avere un collezionista: conoscere perfettamente la propria opera, preservarla per i posteri e renderla visibile.
La testimonianza di Black è ancora più significativa nel momento storico che stiamo vivendo con un collezionismo d’arte da business che si traduce in acquisto e conseguente sottrazione di opere d’arte dai circuito museali [1].

Berthe Morisot. Devant la psyché, 1890
olio su tela, 55×46

Diversi quadri della mostra sono opere di Manet e Berthe Morisot, due artisti che ebbero una tale sintonia artistica che è giusto ammirare congiuntamente.
Berthe fu sia una pittrice impressionista e in quanto donna rivoluzionaria più dei suoi colleghi uomini, ma divenne anche la musa di Manet che la dipinse 11 volte. Possiamo ammirare nella mostra un ritratto davvero originale di Berthe con veletta dove la figura appare completamente sfocata e l’attenzione dello spettatore è tutta concentrata nello sguardo della donna che appare molto profondo.

Quasi una piccola mostra personale potrebbe essere ritagliata in “Impressionisti segreti” dedicata proprio a Berthe Morisot la cui mano inconfondibile esprime nelle figure femminili tutto il rispetto che nutriva per le donne, sempre ritratte anche nel nudo in maniera da garantire la loro riservatezza e da non violare mail il limite del loro pudore

Camille Pisarro. Giardiniere in piedi da un pagliaio, cielo coperto. Eragny_1899

Diverse anche le opere mai esposte di Camille Pissarro, riconoscibilissimi i suoi ritratti dei contadini suoi vicini di casa intenti nel loro lavoro eppure sempre molto dignitosi.

Impressionisti segreti” ci porta nella sala montaggio della sua realizzazione: dall’idea iniziale, all’appello delle opere, alle riposte positive o talvolta negative dei collezionisti, alla loro collocazione nel palazzo che le ospita alla distribuzione della luce per poterle mostrare al meglio e illuminare il lavoro di un gruppo di artisti, le loro opere, quello che fu il loro comune denominatore nel movimento che crearono, ma soprattutto le loro caratteristiche individuali.
Questa mostra nel centro di una Roma trafficata e rumorosa rappresenta un’oasi emozionale. Come affermava Picasso: “L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata tutti i giorni”.
Adelaide Cacace

[1] Non possiamo dimenticare lo scandaloso caso del “Salvador mundi” di Leonardo da Vinci acquistato da un principe arabo e sparito da qualunque circuito.

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