In viaggio per Gerusalemme

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Piccola nota di costume e politica
In viaggio per Gerusalemme ovvero mi costringete ad essere sospettoso anche quando non vorrei.

Passa inutilmente il tempo sulla nostra penisola?
Quando accade di registrare, anno dopo anno, gli stessi eventi e gli stessi commenti, è probabile che ci sia qualcosa di poco chiaro?


Israele. Gerusalemme, Muro del Pianto e Cupola della Roccia. Aprile 2012. Foto Bianca Tor

Telegiornale, 2, domenica 4 settembre 2011.
Nell'ambito di un servizio dedicato al viaggio in Terra Santa di un gruppo di parlamentari italiani (parlamentari di tutti gli schieramenti, ovviamente), il cronista non resiste alla necessità di precisare che il viaggio si svolge a spese dei partecipanti.
Che tempi!!!!!

Telegiornale, Rai 2, non ricordo la data, fra fine agosto e inizio settembre 2012.
Il servizio mi colpisce perché sembra la replica di quello dell'anno precedente.
Si tratta ancora una volta di un viaggio di un gruppo di parlamentari italiani (parlamentari di tutti gli schieramenti, ovviamente) in Terra Santa.
Ancora una volta il cronista sente la necessità di specificare che i parlamentari viaggiano a proprie spese.
Che tempi!!!!!


Israele. Gerusalemme, panorama. Aprile 2012. Foto Bianca Tor

Mi torna in mente un passo di Shiller; mi rifugio nella lettura e penso: “Che tempi!!!!!”.

Lo stesso m'è capitato anche con , che conobbi in un'epoca assai più tardiva. Rammento ora quel passo curioso nel sesto libro dell', quando si scontrano e, una volta riconosciutisi reciprocamente come ospiti, si scambiano doni. A questo commovente affresco di riverenza, nel quale le leggi dell'ospitalità vengono rispettate perfino in guerra, può essere giustapposta un'immagine della nobiltà d'animo cavalleresca nell', là dove due cavalieri e rivali, Ferraù e Rinaldo, il primo saraceno, il secondo cristiano, dopo un'aspra battaglia, e ricoperti di ferite, fanno pace e, per raggiungere Angelica in fuga, salgono sul medesimo cavallo. Entrambi gli esempi, benché assai differenti fra loro, esercitano lo stesso effetto sul nostro cuore, perché entrambi descrivono la bella vittoria delle usanze sulle passioni e ci commuovono mediante l'ingenuità dei sentimenti. Ma che differenza v'è nel comportamento dei due poeti al momento di descrivere queste azioni tanto simili tra loro! Ariosto, cittadino d'un mondo posteriore e decaduto dall'innocenza dei costumi, non può nascondere, nel narrare quest'episodio, la sua propria meraviglia, la sua propria commozione. Lo travolge la percezione della distanza che corre fra le usanze di allora e quella proprie della sua epoca storica……”.
Friedrich Sulla poesia ingenua e sentimentale

Si parla, o lettore distratto, dell' e non della .
Non siamo né ingenui né sentimentali…………
“Che tempi!!!!!!!!”. Saluti
Antonio Fresa

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