India: democrazia o stato confessionale indù?

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Il “regno del terrore”, questo ha prevalso nella repressione delle proteste nello stato dell’Uttar Pradesh secondo gli attivisti di diritti umani [1]. In India non si placano le rivolte dei musulmani, i primi sono stati gli studenti, contro la norma che aggiorna il Citizenship Amendment Act (CAA) del 1955, ovvero la legge di cittadinanza approvata l’11 dicembre scorso e che esclude i musulmani dalla regolarizzazione degli immigrati.

Durante le manifestazioni, composte non solo da musulmani ma da persone di diverso orientamento fede ed età, sono morte almeno una ventina di persone  e la maggior parte di esse sono avvenute nell’ Uttar Pradesh.

Il cammino del premier induista Narendra Modi verso il progetto di stato confessionale e con modalità fasciste continua ad andare avanti. Un cammino che per il futuro prevede anche il National Registry of Citizens (NRC), un’indagine sullo status di cittadinanza di tutti gli individui in India che, viste le posizioni del Bharatiya Janata Party (BJP) di Modi non lascia presagire nulla di buono visto che nell’unico stato dove esiste, l’Assam 1,9 milioni di persone rischiano di essere apolidi per l’impossibilità di dimostrare il loro status di cittadino.

Cosa cambia con la nuova legge di cittadinanza?
Il Citizenship Amendment Act (Caa) vuole regolarizzare gli immigrati provenienti da Afghanistan, Pakistan e Bangladesh giunti in India prima del 31 dicembre 2014 e che sono di religioni indù, sikh e buddiste, Jain, parsi e cristiana ed esclude i musulmani. Il BJP ed il governo con il pretesto della concessione dell’asilo ai rifugiati delle minoranze perseguitate nelle loro nazioni di origine, ha di fatto picconato la laicità dello Stato e della sa Costituzione, «facendo della religione un fattore per ottenere la cittadinanza, […]. Per i suoi detrattori rappresenta un ulteriore provvedimento discriminatorio destinato a marginalizzare la minoranza musulmana, 200 milioni di persone. Malumori anche negli Stati indiani confinanti con Afghanistan, Bangladesh e Pakistan che temono un’invasione di rifugiati» [2].

Avanza il suprematismo indù al quale prova ad opporsi «un blocco di opposizione estremamente ampio: studenti, dalit, comunisti, progressisti, accademici – tra cui spicca lo storico e biografo del Mahatma Gandhi, Ramchandra Guha, arrestato e rilasciato dopo poche ore giovedì – hindu, musulmani, cristiani, anziani, giovani» [3]. E forse il segnale arriva anche dalla «manifestazione sotto il Gateway of India, l’arco che guarda verso il lungo viale del Rajpath fino al palazzo presidenziale. In coro, la gente ha letto il preambolo della costituzione indiana che stabilisce una “repubblica sovrana, laica e democratica”. Dunque tutti i suoi cittadini godono della stessa quantità di “giustizia, libertà ed equità”» [4].

Il premier difende la legge anche con la repressione degli apparati di polizia ed è fermo sulle sue posizioni sostenendo che la nuova norma «ha seguito tutti i passaggi democratici, “un esempio dell’antica cultura indiana di accettazione, armonia, compassione e fratellanza e non ha conseguenze verso i cittadini indiani, a prescindere dalla loro religione di appartenenza”» [5].
Niente di quanto sostenuto dal governo è nella direzione della “fratellanza” o dell’”armonia”. La legge di cittadinanza è discriminatoria, «in primo luogo, trascura i gruppi musulmani perseguitati come gli ahmadi in Pakistan. In secondo luogo, nella legge sono stati nominati solo paesi a maggioranza musulmana, ad esclusione di altre potenziali fonti di rifugiati e migranti illegali, come il vicino Myanmar e Sri Lanka. La legge esclude i Rohingya, ad esempio, dalla futura cittadinanza. Il governo sostiene che, in linea di principio, i gruppi non coperti dalla legge possono sempre applicare i meccanismi di naturalizzazione esistenti. Perché i membri di tutti i gruppi perseguitati non dovrebbero avere accesso allo stesso meccanismo legale? Alla luce di queste considerazioni, è possibile trarre una sola conclusione. Lo scopo della nuova legge non è solo quello di proteggere i gruppi nominati; è per escludere i musulmani da pari considerazione. Ciò rende l’atto potenzialmente incostituzionale» [6].

Questo spostamento verso lo stato confessionale trova le sue radici anche in quanto accaduto lo scorso 5 agosto quando veniva revocato l’articolo 370 della Costituzione che degradava il Kashmir & Jammu da stato a territorio dell’Unione indiana a partire dal 31 ottobre. Il Kashmir è uno stato a maggioranza musulmana. Non va nemmeno dimenticato come la sentenza, dello scorso novembre, della Corte Suprema ha emesso un verdetto definitivo sulla possibilità degli indù di costruire un tempio nei pressi della moschea Babri Masjid, costruita nel 1528, e distrutta dagli estremisti nazionalisti indù nel 1992. A quando la distruzione del Taj Mahal costruito nel 1632 dall’imperatore musulmano moghul Shah Jahan?

Pasquale Esposito

[1] “‘Reign of terror’ in UP to crack down on anti-CAA protests; SC-monitored probe needed: Activists”, https://timesofindia.indiatimes.com/india/reign-of-terror-in-up-to-crack-down-on-anti-caa-protests-sc-monitored-probe-needed-activists/articleshow/72985094.cms, 26 dicembre 2019
[2] Vittorio Da Rold, “La più grande democrazia del mondo si sta spostando verso il fascismo? Ecco gli indizi che preoccupano”, https://it.businessinsider.com/la-piu-grande-democrazia-del-mondo-si-sta-spostando-verso-il-fascismo-ecco-gli-indizi-che-preoccupano/, 25 dicembre 2019
[3] Matteo Miavaldi, “In India la rivolta si estende, un bel problema per il governo Modi”, https://ilmanifesto.it/in-india-la-rivolta-si-estende-un-bel-problema-per-il-governo-modi/, 20 dicembre 2019
[4] Ugo Tramballi, “Hindu India First”, https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/hindu-india-first-24675, 20 Dicembre 2019
[5] Matteo Meloni, “India, cittadinanza anti-islamica”, https://eastwest.eu/it/la-notizia-del-giorno/legge-cittadinanza-passaporti-musulmani-india-proteste-narendra-modi, 19 Dicembre 2019
[6] Pratap Bhanu Mehta, “Modi Pushes India Into Revolt”, https://www.foreignaffairs.com/articles/india/2019-12-20/modi-pushes-india-revolt, 20 Dicembre 2019

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