India: suprematismo e deriva autoritaria ai tempi del coronavirus

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Il coronavirus corre veloce in India e l’8 agosto è diventata, secondo l’Oms, la nazione con il maggior incremento giornaliero di contagiati. È vero che non sono numeri eccezionali per un paese densamente popolato ma inizia a preoccupare. Il tutto è ripartito quando a giugno il paese ha allentato il lockdown e contemporaneamente sono cresciuti i contagiati: milioni di indiani, lavoratori e non, hanno ripreso a spostarsi portandosi con sé il virus [1]. Tutto ciò con una politica “oscillatoria” riassunta «nella scissione tra il negazionismo iniziale (l’11 marzo, giorno in cui l’Oms proclama il Covid «pandemia» e il Governo lo «declassa» tra le priorità) e il «realismo» attuale, con Modi in persona che il 26 luglio descrive il virus, alla TV locale NDTV, “pericoloso come all’inizio”, con tanto di input motivazionale a provare a superalo per “il Giorno dell’indipendenza” (coincidente col nostro Ferragosto)» [2].
I morti sono circa 45.000 al momento ma da più parti si ritiene che siano largamente sottostimati.

Quello su cui vogliamo però porre l’accento è l’accrescersi dell’autoritarismo del governo Modi che in questo non è l’unico al mondo. La deriva autoritaria è anche strettamente collegata al suprematismo (e nemmeno in questo connubio è il sono al mondo) religioso, in questo caso hindu.

Agli inizi di Agosto Narendra Modi, ad Ayodhya nello stato dell’Uttar Pradesh ha deposto la prima pietra, in verità si tratta di un mattone di 40 kg di argento, per l’inizio dei lavori del Grande Tempio dedicato alla divinità hindu Ram e che sta sorgendo sulle ceneri della moschea Barbri Masjid distrutta dai fanatici ultra hindu, a cui non è estraneo il partito di Modi, agli inizi degli anni Novanta seguito da violenze contro i musulmani che in India sono quasi 200 milioni.
Suprematismo che si rivolge anche contro le altre minoranze religiose, etniche, castali e politiche e che è stato messo in pratica fin dal primo mandato di Modi (2014-2019) «rosicchiando progressivamente le libertà e l’incolumità delle minoranze garantite dalla Costituzione, con un crescendo allarmante di spedizioni punitive anti-musulmane, bavagli alla libertà d’espressione, cambi al vertice di istituzioni per definizione super partes – università e Corte suprema su tutte – e mano libera a organizzazioni “spontanee” per la difesa dei cosiddetti “valori indiani”: vigilantes a difesa delle mucche impegnati a linciare musulmani; patrioti della gioventù hindu con libertà di malmenare studenti progressisti, musulmani e dalit (gli “impuri” del sistema castale hindu) col beneplacito della polizia; sicari dell’ultradestra hindu spediti ad eliminare giornalisti, scrittori, attivisti» [3].
A denunciare l’inasprirsi della repressione contro ogni forma di dissenso è Meenakshi Ganguly, direttrice per il Sud-Est Asiatico dell’organizzazione Human Rights Watch, che spiega come «in un momento in cui gli esperti hanno ripetutamente chiesto di ridurre la popolazione carceraria, è grave che le autorità indiane continuino ad arrestare le voci critiche e i manifestanti pacifici. I cittadini non dovrebbero mai essere arrestati solo per aver criticato le politiche del governo, cosa normale e indispensabile in una democrazia sana. Mentre è in corso una crisi sanitaria così grave, con focolai di Covid-19 nelle carceri, le autorità dovrebbero immediatamente liberare gli attivisti pacifici in custodia» [4].
Altro capitolo della politica liberticida del governo Modi è il Kashmir (a maggioranza musulmana). Esattamente un anno fa veniva revocato l’articolo 370 della Costituzione che concedeva allo stato del Kashmir & Jammu una condizione speciale, riducendolo da stato a territorio dell’Unione indiana, un articolo che impediva agli indiani che non fossero nati nel Kashmir di trasferirvisi e ne vietava la proprietà di case e terreni. Ora come scrive sul The Guardian Arundhati Roy «alle sofferenze inflitte dal coronavirus, aggiungete un labirinto di filo spinato nelle strade, soldati che vi fanno irruzione in casa, picchiano gli uomini, abusano delle donne e distruggono le vostre scorte di cibo» [5].
Pasquale Esposito

[1] Aparna Alluri, “Coronavirus: How India breached the two million mark”, https://www.bbc.com/news/world-asia-india-53674855, 7 agosto 2020
[2] Sandro Modeo, “Covid, così l’India è diventata il nuovo epicentro della pandemia”, https://www.corriere.it/esteri/20_agosto_08/covid-cosi-l-india-diventata-nuovo-epicentro-pandemia-59b84eb8-d88b-11ea-b97a-cc5341a9eb3f.shtml, 8 agosto 2020
[3] Matteo Miavaldi, “India: sfida epica alla pandemia”, https://eastwest.eu/it/coronavirus-india-narendra-modi-suprematismo-hindu/, 8 agosto 2020
[4] Maria Tavernini, “India: così il governo sta approfittando della pandemia per schiacciare il dissenso”, https://altreconomia.it/india-cosi-il-governo-sta-approfittando-della-pandemia-per-schiacciare-il-dissenso/, 4 agosto 2020
[5] Arundhati Roy, “Modi’s brutal treatment of Kashmir exposes his tactics – and their flaws”, https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/aug/05/modi-brutal-treatment-of-kashmir-exposes-his-tactics-and-their-flaws, 5 agosto 2020

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