Indipendenti da ogni compromesso

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Nel giugno 2011 nasce una nuova realtà distributiva per il cinema indipendente, d’autore e di genere. Si chiama Cinema Indipendente appunto, ed è un progetto dinamico, che cerca di rilanciare una cinematografia creativa, vitale ed inedita perché fuori dai circuiti di distribuzioni commerciali.
I fondatori si occupano della gestione e della selezione delle opere da inserire in catalogo annualmente, reclutando opere di ogni genere, che spesso si erano distinte in festival nazionali e internazionali. A queste opere Distribuzione Indipendente offre un passaggio nelle sale del suo Circuito di diffusione, creato appositamente come alternativa a quello dei grandi multisala, incentivando così la crescita di nuovi spazi per la distribuzione delle opere cinematografiche, perciò tornano ad essere frequentati i Cineclub, i Cinema d’essai e le Associazioni culturali.
In contemporanea per queste opere è prevista anche una distribuzione on line: on demand sulla nuova piattaforma web Own Air, che permette un’offerta distributiva sia in ambito current che library, con l’intento di dare visibilità a tutti quei film che non riescono a trovare spazio nel normale circuito cinematografico.
Il giorno 17 aprile, alla Casa del cinema a Roma, è stato presentato in anteprima il pacchetto arancione, che contiene alcuni cortometraggi che esplorano i generi Humour e Commedia: Mutande di ricambio, Il Garibaldi senza barba, Pene d’amore, Clacson e La grande menzogna, sono 5 titoli tutti da ridere, che mostrano diverse varianti per intendere la commedia.

Il primo vede alla regia  Luca Merloni con Andres Maldonado che attraverso Mutande di ricambio, raccontano in maniera leggera e ironica tutti i clichè legati agli incontri tra uomo e donna, i loro primi appuntamenti, i loro primi approcci, tutti gli errori che mai si dovrebbero ripetere e soprattutto le buffe cene che un single si ritrova costretto a preparare per conquistare un’eventuale partner. Il corto fa davvero ridere, ognuno di noi può rispecchiarsi nel protagonista, infatti ci ritroviamo a tifare per lui, affinchè concluda con successo almeno una delle sue tormentate avventure.
Il Garibaldi senza barba racconta invece di una banda di arzilli vecchietti che decide di rapinare un’auto che trasporta un francobollo di valore inestimabile. Tutto è molto grottesco, anche il piano da attuare, studiato nei minimi dettagli, ma che sarà completamente ribaltato da quel qualcosa inaspettato che cambierà le carte in tavola. Sono 24 i premi, sia nazionali che internazionali, che si è conquistato questo corto per l’idea assurda e divertente che il regista Nicola Piovesan riesce a realizzare con intelligenza e ironia. Lui non è di certo un esordiente alle prime armi, ha una filmografia alle spalle di almeno 29 lavori tra cortometraggi, videoclip e documentari, infatti dimostra una buona maturità tecnico-registica.

Pene d’amore è tra tutti il più bizzarro. Tra il tarantinesco e l’assurdo racconta la storia di Ciro, camorrista innamorato, che ha perduto la testa per la sua Sara, ma lei ormai l’ha lasciato, così disperato urla alla notte il nome della sua amata. A causa della sua follia d’amore rischia di disgregare le sue due “famiglie”: quella di sangue e quella degli affari sporchi. Allora Santo, il fratello gemello, in compagnia di Eliseo e Candy, due killer dalle personalità disturbate, si muove a caccia di un sistema per far rinsavire Ciro e riportare la calma. Ma la soluzione arriva, inaspettatamente, dal clan rivale.
Pino Calabrese, regista e sceneggiatore di questo corto, non ha paura di osare e fa dell’insana follia, il successo di questa breve storia, che oltretutto tanto breve non è, in quanto è l’unico prodotto che dura più di 20 minuti.

Clacson invece è molto breve, dura solo 6 minuti, e meno male! È la particolare giornata di un uomo e una donna qualsiasi. Lei si alza, come ogni mattina, e sa che per sopravvivere dovrà farsi largo nel traffico a suon di clacson. Lui sa che per sopravvivere dovrà armarsi di tanta, tanta pazienza….
Questo corto è allo stesso tempo intelligente, ma anche molto snervante, alla fine risulta una gara di rumori, quelli che più infastidiscono la nostra giornata e ci fanno incazzare come le bestie e Tak Kuroha, regista-sceneggiatore, lo sa benissimo!

Carmen Giardina, più nota come attrice, ci stupisce gradevolmente con un cortometraggio geniale e malinconico, di cui cura la regia: La Grande Menzogna. Approfittando della grande somiglianza delle due attrici protagoniste, con le due icone del cinema Anna Magnani e Bette Davis, mette su una vera e propria messa in scena che rappresenta un ideale incontro tra le due nel 1957, anno in cui Nannarella è in America, invitata alla cerimonia della consegna degli Oscar. La Davis non perde occasione per fare la sua conoscenza e invitarla da lei a prendere un tè. Si scambiano complimenti e si omaggiano a vicenda grazie all’aiuto di un’interprete, ma la serata prenderà una piega inaspettata.
Questo corto sbanca davvero i festival nazionali e internazionali, incassando davvero tanti meritatissimi premi. “È una vera e propria commedia surreale a tratti grotteschi, a tratti nostalgici, con due personaggi dalla straordinaria umanità. È anche un omaggio agli artisti di talento il cui valore non viene riconosciuto, con l’augurio che il destino possa cambiare e rendere loro giustizia”.
Sono giuste le parole della Giardina e tutti ci auguriamo davvero che le cose inizino ad andare nel verso giusto. Nel frattempo Distribuzione indipendente dà il suo piccolo contributo e con le sue iniziative riesce a dare visibilità a tanti talenti nascosti.

Dal 20 aprile questi cortometraggi sono in uscita in tutte le sale del circuito di Distribuzione indipendente, in particolare a Roma saranno proiettati al Circolo Forte Fanfulla il 23 aprile alle 21:30; al Circolo del Cinema Zero in condotta il 20 aprile alle 21; al Brancaleone il 26 aprile alle 21:30 e all’Associazione culturale Digital Assist in data da finire. Quindi buona visione!

Annalisa Liberatori

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